Omne ignotum pro magnifico. Nota del 2025. Per chi non conosce l’archeoastronomia: tutto ciò che è sconosciuto è sublime.
Che cosa è l’ARCHEOASTRONOMIA? Dal 2019 ho avuto modo di valutare molto attentamente che cosa vuol dire ARCHEOASTRONOMIA per il mondo romano. Si veda la discussione sulla fondazione di Torino al link: https://zenodo.org/records/10700723 .
Per comodità del lettore, riporto la nota introduttiva.
La colonia romana di Augusta Taurinorum è all'origine della città di Torino. Dopo qualche parola per illustrare la fondazione, ed aver fornito riferimenti bibliografici relativi, in https://zenodo.org/records/10700723 si discutono le proposte, quella da me fatta nel 2012 e altre seguenti, che indicano o pretendono [e mi riferisco a La Stampa di Torino] datazioni archeo-astronomiche. Si presta particolare attenzione agli scritti dello storico tedesco Heinrich Nissen sulla planimetria della città romana. Il suo Das Templum del 1869 ci porta ad analizzare che cosa è lo spazio inaugurato – detto templum – dove i Romani richiedevano il parere di Iuppiter. Nel libro di Nissen troviamo infatti la città immaginata come un templum, con il decumano – la via principale della città romana - orientato verso il sorgere del sole il giorno di fondazione. Vediamo in https://zenodo.org/records/10700723 anche come Nissen associ tale Dies Natalis ad una festa. Nissen pare essere il primo ad aver associato decumano, sorgere del sole, feste del calendario romano. Il Das Templum venne criticato in passato, con critiche ben fondate, che dicono che la città non è un templum. La città NON è un templum. Tutto ciò è stato dimenticato, eppure in passato erano ben note sia il lavoro di Nissen che le critiche ad esso.
Nel 2007, un articolo di Giulio Magli, che ripropone, senza citare Nissen, il decumano orientato col sorgere del sole un dì di festa ha portato ad un revival di ipotesi archeoastronomiche sulla città di Torino. https://zenodo.org/records/10700723 discute anche le proposte relative al giorno, nella lunga sequenza legale e religiosa caratterizzante il processo di fondazione di una colonia, che i coloni celebravano come Dies Natalis. Si cita anche una lezione di Friedrich Nietzsche. Di fatto, il lavoro di Nissen e poi di Nietzsche sono i primi studi di filologia Greca e Latina sull'orientazione solare che coinvolgano puntualmente, in particolare quello di Nissen, gli scritti degli agrimensori romani.
In https://zenodo.org/records/10700723 non si parla solo di orientamenti solari e di archeoastronomia. Quando necessario si introducono delle note per chiarire il contesto. Si discute in dettaglio la centuriazione della colonia romana di Torino, fornendo letteratura relativa. Si discute una datazione della città alle None di Febbraio. Per la fondazione di Torino e la sua pretesa datazione al 30 gennaio 9 a.C., giorno di dedica dell’Ara Pacis a Roma, si sottolinea come questa datazione insista su una cosa NON vera relativa all’altare. L’Ara Pacis a Roma NON è stata decretata per la fine delle guerre alpine, ma per il ritorno di Augusto dalle province di Spagna e Gallia. Per la conclusione delle guerre alpine, il senato decretò il Trofeo delle Alpi. Pertanto, A.C. Sparavigna nega assolutamente che Torino sia stata fondata il 30 Gennaio del 9 a.C.. A.C. Sparavigna NON supporta tale ipotesi. A.C. Sparavigna è contraria a tale ipotesi. Inoltre, A.C. Sparavigna ricorda che esiste un cippo confinario con data consolare del 21 a.C., che la letteratura dice essere cippo relativo alla colonia. Ma se c'è un cippo del 21 a.C., come è possibile continuare a reiterare l'anno 9 a.C.?
L'articolo che trovate in https://zenodo.org/records/10700723 raccoglie ricerche su fonti classiche e letteratura a partire dal Das Templum di Heinrich Nissen, 1869. Nel 2012 avevo lavorato sulla datazione di Torino seguendo principalmente il lavoro di Giulio Magli del 2007, sull'orientazione delle città romane secondo il sorgere del sole. Purtroppo, tale lavoro non menziona il fondamentale testo di Heinrich Nissen, che per primo discute l'orientazione del decumano secondo il sorgere del sole. Tale teoria è stata criticata abbondantemente da I.M.J. Valeton e da studiosi più recenti come P. Catalano, F. Castagnoli, J. Le Gall ed altri. Magli pertanto non parla di studi fondamentali sull'orientazione astronomica delle città e delle critiche ben fondate a tale teoria. Tale mancanza si è ripercossa su studi anche recentissimi, dove perdura l'assenza di riferimenti a citazioni critiche specifiche ma, ripeto, molto ben fondate. Anzi, la citazione di I.M.J. Valeton. (1898) De templis Romanis, Mnemosyne, n. 26, viene travisata e fallacemente menzionata a supporto dell'orientazione solare, mentre Valeton dice tutta altra cosa, poiché spiega dettagliatamente che NON esiste alcuna necessità di orientare astronomicamente la città. Ed infatti in Valeton NON si trova il sorgere sole. Quando dico che c’è chi cita fallacemente Valeton mi riferisco a due persone che, molto dopo che A.C. Sparavigna, nel 2020, ha fatto la ricerca per trovare Nissen e Valeton, citano Valeton a supporto dell’ipotesi solare. NON è VERO! Valeton non parla di orientazioni solari. Comodo sfruttare il lavoro di altri e travisarlo a proprio favore.
L'idea di calcolare la data di tracciamento del decumano con la direzione del sorgere del sole è di Heinrich Nissen, 1869, e questo è un dato di fatto incontrovertibile. Come è anche un fatto incontrovertibile che è stata A.C. Sparavigna a confrontare, per la PRIMA volta nel 2012 l'azimut del decumano di Torino con l'azimut del sorge del sole. La Stampa di Torino, nel 2018, ha invece attribuito ad altri tale idea. E continua a farlo, ogni anno, propagandando una cosa NON vera, attribuendo ad altri la mia idea. NON SOLO. La Stampa continua a propagandare una teoria, quella di Nissen/Magli, che ha un PROBLEMA FONDAMENTALE. Il problema è questo: l'associazione tra la direzione del decumano e sorgere del sole non è una conseguenza della religione e del diritto romano. Questo è stato chiaramente dimostrato non solo da Valeton, ma anche da Pierangelo Catalano, 1978, nel suo studio sugli aspetti spaziali del sistema giuridico-religioso romano. Il Prof. Catalano è ordinario di Diritto Romano. Ma per La Stampa basta l'ARCHEOASTRONOMIA.
Omne ignotum pro magnifico.
Oggi, l'ARCHEOASTRONOMIA pretende di riscrivere, non solo la storia, ma anche il diritto AUGURALE romano. Infatti, G. Magli, nel 2007 e poi nel 2015 con S. Bertarione, chiama in causa gli aruspici, non gli auguri, per l'inaugurazione della colonia (si veda https://doi.org/10.5281/zenodo.14950529). Questa è una cosa impossibile. Gli aruspici NON potevano inaugurare il pomerio! Di questo abbiamo certezza perché lo dice Cicerone, che era un Augure. Quid enim scire Etrusci haruspices aut de tabernaculo recte capto aut de pomerii iure potuerunt? Cosa ne potevano sapere gli aruspici etruschi di come si prepara in modo giusto il tabernacolo e del diritto relativo al pomerium? Sottolinea infatti Catalano, 1978, che "in riferimento al templum aereo [tabernacolo] ed all’urbs [pomerio] valeva la domanda di Cicerone", quella che abbiamo scritto prima. Cosa fa l'ARCHEOASTRONOMIA? Pretende di imporre quale era il Dies Natalis delle città, senza minimamente considerare il diritto romano, ed in particolare il diritto augurale. NON c'è nulla di nuovo nell'archeoastronomia, che non ci fosse già nel Das Templum di Nissen, 1869. Immediatamente dopo la pubblicazione ci sono state critiche. Quella di Valeton è poi stata fondamentale. Dice Catalano, 1978, “Luogo inaugurato era altresì il pomerium. Ma esso non era un templum, né erano templa l'urbs Roma e le coloniae. Bastino poche considerazioni: la richiesta di approvazione del templum riguardava le attività pubbliche e religiose in generale (quella del pomerium riguardava in particolare la costruzione delle mura e il confine degli auspicia urbana); il templum era costituito secondo il decumanus e il cardo (mentre solo talvolta, se il luogo era opportuno, le urbes erano costituite con limiti rettangolari); se tutta l'urbs fosse stata un templum, si sarebbe avuto l'assurdo di inaugurazioni di luoghi all'interno di un luogo già inaugurato; infine, non sarebbe certo stato possibile applicare le norme per il rispetto dei luoghi inaugurati a tutta l’urbs”. Quelle riportate da Catalano sono considerazioni fatte da Valeton. Secondo Catalano, la città nasce quando si traccia il pomerio, confine tra urbs ed ager. Prima del pomerio, l'urbs NON esiste. Della stessa opinione è Arthur Eckstein. Poi c'è l'opinione di Marta Conventi, che il Dies Natalis sia l'atto finale, quello della posa della Forma Urbis nel foro. Solo l'ARCHEOASTRONOMIA, che non considera il diritto augurale, parla di decumani. Perché Nissen parla di città come Templum? Perché trova nella città romana due vie, impropriamente dette decumano e cardo, e le paragone al Templum aereo, dove ci sono effettivamente le due linee immaginarie dette decumano e cardo. Per questo motivo Nissen si riferisce all'orientazione del Templum col sorgere del sole. Ma la città NON ha nulla a che fare con il Templum, né col templum arereo né con l'auguraculum.
Torino NON è stata fondata (qualunque cosa volesse dire 'fondare' da parte dei Romani) il 30 gennaio del 9 a.C. I Romani NON avevano il verbo 'fondare': avevano due verbi condere e deducere. La colonia di Augusta Taurinorum è stata DEDOTTA da Augusto. Quando? Non lo sappiamo. La colonia è stata costituita con un Senatoconsulto, come nel caso di Bononia (Bologna)? Probabilmente c'è stata, nello stesso modo, una Costitutio ex S.C., ma non sappiamo quando. Quando la urbs è stata 'condita'? Quando è stato tracciato il pomerio? NON lo sappiamo. Ma gli archeoastronomi, grazie a La Stampa di Torino, hanno IMPOSTO una data. Torino NON è stata fondata il 30 gennaio del 9 a.C. La stessa cosa è capitata per Aosta. Una data di fondazione è stata imposta da La Stampa. Ma Aosta NON è stata fondata il 21 dicembre del 25 a.C..
NON è vero che si deve accettare qualunque cosa che viene dall’ARCHEOASTRONOMIA, senza avere un atteggiamento critico. SI DEVE avere un atteggiamento critico, altrimenti ci si genuflette all’ Omne ignotum pro magnifico. Le città si genuflettono agli archeoastronomi. MA PERCHè? Perché c'è un giornalista che ogni anno ripete e ripete e ripete il buon compleanno? Il giornale La Stampa che glielo lascia fare.