L'incontro tra Adriano Olivetti e Franco Ferrarotti: il senso umano del lavoro
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Negli anni Cinquanta del Novecento la fabbrica-comunità costituita ad Ivrea da Adriano Olivetti, uomo e imprenditore dalla vena rivoluzionaria, fu una vera e propria “anomalia italiana”. L'articolo dà vita a un ideale confronto intellettuale con il suo “braccio destro” e sociologo Franco Ferrarotti e le “derive” delle realtà industriali attuali. Ben lungi dal non vederne le zone d’ombra o ammantarla di socialismo proudhoniano, Ferrarotti presenta l’impresa diOlivetti secondo il modello in fieri della comunità concreta (politica, sociale e culturale) dal retrogusto corporativo, e non come un mondo dualisticamente diviso, di stampo marxiano. Viene così tratteggiato un Adriano Olivetti sospeso su infiniti fili d’impegno sociale, che percorreva all’insegna della sperimentazione del personalismo comunitario alla Mounier, senza prevedere che la sua impresa sarebbe stata una “rivoluzione mancata” - fortemente temuta da una Confindustria che voleva eliminarne il “virus” ideologico e la sua inconsueta formula organizzativa antigerarchica). Quel modo di intendere l’impresa era infatti molto diverso da quello ora dominante, manchevole di valori improntati alla collettività e con un senso morale in liquefazione, atomisticamente e darwinianamente votato a una competizione spietata.
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Nota di discussione Olivetti-Ferrarotti-Alessia Bicocchi.pdf
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Dates
- Submitted
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2017-08-01
References
- Alessia, Bicocchi (2017) L'incontro tra Adriano Olivetti e Franco Ferrarotti: il senso umano del lavoro. Bollettino telematico di filosofia politica. (Submitted)