Un approccio multidisciplinare per la ricostruzione e valorizzazione dei paesaggi del passato: il ruolo dei software open-access GIS
Description
I paesaggi sono aree geografiche percepite dall’uomo le cui caratteristiche sono il risultato dell’interazione tra i processi naturali e le attività umane. L’analisi diacronica del paesaggio consente di comprendere come le caratteristiche di un territorio abbiano influenzato le dinamiche insediative del passato e, conseguentemente, come le attività antropiche abbiano modificato il naturale sviluppo del territorio e dell’ambiente. Recentemente, l’Expert Group on Cultural Heritage di Horizon 2020 ha ribadito come troppo spesso le componenti naturale e culturale siano trattate come sfere a se stanti in politiche di gestione del paesaggio, sottolineando, inoltre, il limite dell’approccio monodisciplinare per lo studio dell’evoluzione paesaggistica di un’area.
La metodologia proposta in questo contributo si basa sulla combinazione di dati archeologici, cartografici, storici, geomorfologici e pedologici con software open source per mappatura (QGIS 3.4 Madeira LTR), analisi spaziali (GRASS 7.1.1) e statistiche (R 3.6.1).
I software GIS, infatti, offrono la possibilità di superare una problematica tecnica propria dell’approccio multidisciplinare allo studio paesaggio, ossia la gestione simultanea di dati eterogenei in un unico progetto. QGIS e GRASS si sono rivelati fondamentali per combinare insieme i diversi tipi di dataset, per mappare le forme del paesaggio storico individuate e eseguire studi quantitativi. A questo proposito, l’integrazione del software GRASS con R ha permesso di valutare e quantificare come la geomorfologia delle aree in esame abbia influenzato le strategie di insediamento tardo-oloceniche con i metodi di Point Pattern Analysis e Kernel Density Estimation.
I casi studio considerati sono tutti pertinenti ad ambienti fluviali. Le pianure alluvionali, infatti, sono le aree a maggiore densità abitativa dove le attività antropiche hanno modificato la naturale evoluzione paesaggistica sin da epoca protostorica e in cui il dibattito per piani per un futuro sviluppo sostenibile è ancora in corso. L’applicazione di un metodo multidisciplinare con software GIS e statistici ha permesso di comprendere come le attività dell’uomo abbiano alterato il paesaggio nel passato e come i cambiamenti ambientali, a loro volta, abbiano condizionato le dinamiche insediative antropiche. Inoltre, le forme del paesaggio storico sono state mappate e organizzate in percorsi geo-culturali per promuoverne valorizzazione, fruizione e conservazione in futuri piani di gestione del territorio.
Ulteriori sviluppi futuri della metodologia proposta dovranno concentrarsi sulla possibilità di valutare l’effettivo grado di sostenibilità della conservazione delle forme del paesaggio storico attraverso l’integrazione di dati storici e archeologici con algoritmi per la valutazione del tasso di erosione del suolo.
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