Lasciar essere. Per un'idea di giustizia come riconoscimento infinito dell'altro
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L’oggetto di ricerca attorno a cui ruota questo discorso è la relazione educativa declinata nella sua espressione più consapevole, ovvero libera, per quanto possibile, dai preconcetti di norme culturali discriminatorie. In particolare si fa riferimento ai retaggi culturali di una cultura abilista e adultocentrica che condizionano l’agire educativo nella direzione di un incessante conservatorismo politico, responsabile della legittimazione più o meno consapevole di pratiche violente e discriminatorie. L’apertura alla diversità più radicale, all’altro troppo diverso di me, che sia esso un bambino o chi oggi viene definito disabile, è una sfida che ognuno di noi deve considerare prioritaria per il riscatto di una libertà di pensiero e di azione autentica, potente, giustiziera e rivoluzionaria.
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