Fattori contestuali che influenzano l'esito della terapia per dolore muscolo scheletrico da lombalgia e cervicalgia
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I disturbi muscoloscheletrici sono una fonte dominante di dolore e disabilità a livello globale, e sono particolarmente diffusi nei paesi industrializzati. La maggior parte di questi sono costituiti da disturbi della schiena e del collo, le patologie artritiche e le sindromi dei tessuti molli che coinvolgono tendini, legamenti, muscoli e cartilagini.
La gestione del dolore muscolo-scheletrico è da sempre sfidante per i professionisti sanitari data la sua natura multifattoriale e questo spesso porta ad una varietà di riposta al trattamento. E l’esperienza soggettiva del dolore, che è anch’essa influenzata da una serie di fattori, complica ulteriormente la prognosi e i risultati del trattamento.
La diversa risposta dei pazienti all’esercizio terapeutico, cioè l’esito complessivo del trattamento, è il risultato di effetti specifici derivati dall'intervento stesso, e di effetti non specifici, tra cui l'effetto Hawthorne, la storia naturale, la regressione alla media e gli effetti contestuali.
Quindi oltre la metà dell'effetto complessivo del trattamento osservato in condizioni di dolore muscoloscheletrico può essere dovuto a fattori non correlati agli obiettivi previsti del trattamento, e per questo motivo il ruolo dei fattori contestuali nella ricerca e nella pratica clinica sul dolore muscoloscheletrico ha suscitato un crescente interesse negli ultimi anni. Un consenso internazionale ha recentemente descritto i fattori contestuali come componenti di tutti gli incontri terapeutici, che possono costituire la totalità degli effetti percepiti dell'intervento stesso o essere additivi agli effetti di interventi come trattamenti farmacologici e non farmacologici.
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