NFT, arte, mercato: un'occasione mancata?
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La notorietà degli NFT (non-fungible tokens) sta vivendo nell’ultimo tempo una inflessione negativa, non solo tra il pubblico specializzato ma anche fra i meno esperti, che hanno sentito parlare di queste strane “opere d’arte digitali crittografate” nel 2020, quando questo fenomeno era nella sua fase di massima ascesa. L’applicazione di questa tecnologia, resa celebre dalla diffusione (questa sì, in evidente ripresa) delle criptovalute, al mondo dell’arte digitale e del mercato che intorno a questa si è generato, risente ora delle conseguenze di questa diffusa sfiducia verso l’“arte su blockchain”. Insomma, i celebri cripto-gattini non sembrano essersela mai passata così male come ora. È forse giunto dunque il momento di una valutazione del fenomeno NFT che guardi oltre ai sensazionalismi del mercato come anche alle repentine disillusioni. In questo, gli strumenti dell’Estetica ci sembrano i più adatti a uno scopo certo pretenzioso ma necessario, considerando soprattutto che gli NFT hanno generato, che lo si voglia riconoscere o meno, una piccola rivoluzione nel mercato dell’arte. Di questo parliamo nel nostro contributo “NFT: tra esperienza estetica e nuovi mercati dell’arte”, recentemente apparso sul volume della Milano University Press a cura di Allegra Canepa Il mercato dei non fungible tokens tra arte, moda e gamification. Il contributo raccoglie prospettive diverse – appunto estetiche, ma anche sociologiche, economiche, tecnologiche, etc. – sul mondo cripto.
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Scanziani, A., NFT, Arte, mercato..pdf
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2024-03-25