Published July 1, 2024
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I nuovi reattori nucleari di piccola taglia, sicuri e sostenibili
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- 1. Università degli Studi di Roma La Sapienza Dipartimento di Ingegneria Astronautica Elettrica ed Energetica
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La Ue sta puntando a realizzare impianti di taglia inferiore ai precedenti. E c’è chi si occupa di testarne il comportamento in casi limite
In tempi recenti, l’Unione Europea ha cambiato rotta rispetto al tema dei reattori nucleari: rimettendo in primo piano la logica di iniziare a realizzare entro il 2030 nuovi impianti, ovviamente puntando alla sicurezza più assoluta.
Prima ancora che questo accadesse, peraltro, il consorzio dell’Horizon Euratom “Saspam-Sa” (avviato da un anno e mezzo) aveva già iniziato a lavorare su questo tema: lo scopo del progetto - coordinato da Enea, e di cui è partner anche il Diaee (Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica) della Sapienza di Roma - è proprio studiare le capacità simulative dei software di riferimento che si useranno per il licencing di impianti nucleari di piccola taglia, al fine di garantire la massima sicurezza dei reattori stessi. “Ci occupiamo di small modular reactor - spiega il professor Fabio Giannetti, responsabile del progetto per l’ateneo romano - Il nostro compito ben preciso. Viste le metodologie di calcolo e le procedure normalmente utilizzate nei reattori di taglia più grande, dobbiamo verificarne l’applicabilità anche per quelli di taglia minore, che fanno ampio uso di sistemi di sicurezza passivi. Stiamo studiando i codici di calcolo che permettono di verificarne la sicurezza, perché dobbiamo garantire il processo di licencing: e lo faremo anche valorizzando il know-how sviluppato su questa tematica in ambito internazionale (e su cui in Italia si lavora a partire dagli anni Ottanta)”.
In particolare, oltre a occuparsi della dissemination, il pool della Sapienza sta lavorando su uno dei due reattori di riferimento: generici, ma rappresentativi di quelli attualmente in fase di sviluppo.
“Andiamo a testare quelle che sono le capacità simulative dei codici verificando come gestire incidenti severi (cioè molto gravi e poco probabili, per i quali è obbligatoria una dimostrazione autonoma e indipendente delle capacità di ridurre le conseguenze o eliminarne la possibilità). Stiamo sviluppando tool open access per testare le strategie di prevenzione e mitigazione passiva basate sull’allagamento della cavità del reattore nel caso in cui all’interno si verificasse un incidente grave, rendendo trascurabili le conseguenze verso l’esterno”.
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