THE DOUBLE-SLIT EXPERIMENT AND THE PHYSICAL NATURE OF INTERFERENCE: A REALISTIC INTERPRETATION
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Description
Abstract (inglese).
The double-slit experiment remains one of the major conceptual challenges in modern physics,
revealing an interference pattern for objects that produce localized detection events. While
Quantum mechanics provides a remarkably accurate mathematical description of the observation
results, the physical meaning of the wave function and the measurement process remain a matter of debate.
This work proposes a realistic reinterpretation of interference phenomena by assuming that
Physical space is not a geometric vacuum but a real, continuous medium—an entity similar to a
superfluid—capable of transmitting dynamical disturbances. Within this framework, the
experimental dependence of interference on mass, velocity, internal structure, and
environmental interactions arise naturally, without evoking an intrinsic wave-particle duality.
Starting from the continuity and Euler–Korteweg equations for a continuous medium,
a Hamilton–Jacobi-type formulation is derived that includes a density curvature term
associated with the elastic-capillary response of the medium. This structure is then compared with the
Madelungian formulation of the Schrödinger equation, which shows that the analogy between the two
formalisms is purely structural and does not imply a physical identification between the
density and probability density media. It is concluded that quantum mechanics can be interpreted as
an effective theory that describes, in a limiting regime, the statistical dynamics of a real medium
disturbed by the motion of particles. In this view, the wave function emerges as an effective mathematical
variable rather than a fundamental physical entity, and interference phenomena find a continuous
and realistic explanation without invoking the wave function collapse postulates or ontologically
problematic interpretations.
Abstract (italiano).
L’esperimento della doppia fenditura rappresenta uno dei nodi concettuali centrali della fisica
moderna, in quanto mostra un comportamento interferenziale per oggetti che producono eventi di
rivelazione localizzati. Sebbene la meccanica quantistica fornisca una descrizione matematica
estremamente accurata dei risultati sperimentali, il significato fisico della funzione d’onda e del
processo di misura rimane oggetto di dibattito.
In questo lavoro si propone una reinterpretazione realistica dei fenomeni interferenziali assumendo
che lo spazio fisico non sia un vuoto geometrico, ma un mezzo continuo reale, assimilabile a un
superfluido, capace di trasmettere perturbazioni dinamiche. Viene mostrato come la dipendenza
sperimentale dell’interferenza da massa, velocità, struttura interna e interazioni ambientali
emerga naturalmente in questo quadro, senza ricorrere a un dualismo onda – particella intrinseco.
A partire dalle equazioni di continuità ed Eulero – Korteweg per un mezzo continuo, si ricava una
formulazione di tipo Hamilton – Jacobi che include un termine di curvatura della densità legato alla
rigidità del mezzo. Tale struttura viene confrontata con la formulazione di Madelung
dell’equazione di Schrödinger, chiarendo che l’analogia tra i due formalismi è puramente
strutturale e non implica un’identificazione fisica tra densità del mezzo e densità di probabilità.
Si conclude che la meccanica quantistica può essere interpretata come una teoria efficace che
descrive, in regime limite, la dinamica statistica di un mezzo reale perturbato dal moto delle
particelle. In questa prospettiva, la funzione d’onda emerge come strumento matematico efficace,
ma non come entità fisica fondamentale, e i fenomeni interferenziali trovano una spiegazione
continua e realistica senza ricorrere a postulati di collasso o a interpretazioni ontologicamente
problematiche
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