Published November 27, 2025 | Version v3
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L'apolide destinatario d'universalità. Identità, riconoscimento e liminalità nella filosofia contemporanea

  • 1. ROR icon Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione "Alessandro Faedo"

Description

Il volume analizza la condizione dell’apolide come figura paradigmatica della liminalità contemporanea, investigando il nesso tra identità, riconoscimento e appartenenza in una prospettiva filosofico-antropologica. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia filosofia politica, etica del riconoscimento, fenomenologia e studi sulla cittadinanza, l’opera mostra come l’apolidia riveli le tensioni strutturali tra universalismo dei diritti e sistemi esclusivi di appartenenza. L’indagine ricostruisce la genealogia teorica dell’apolide nelle riflessioni di Arendt e altri studiosi contemporanei mettendo in luce il carattere costitutivamente relazionale dell’identità e il ruolo del mis-riconoscimento nei processi di soggettivazione. Il volume propone inoltre una concettualizzazione originale dell’apolide come “destinatario d’universalità”, ossia come figura limite capace di rendere visibili le contraddizioni dei modelli politici contemporanei di inclusione/esclusione. Il contributo teorico risiede nella definizione dell’apolidia come spazio di pensabilità critica delle forme di comunità, dei confini normativi e delle pratiche di riconoscimento nella società globale.

Negli appendix del presente volume si fa talvolta accenno anche alla condizione dei vulnerabili come ambito in cui emergono, in forma particolarmente acuta, le tensioni tra riconoscimento, liminalità e appartenenza. Tra le molte situazioni storiche e contemporanee che richiederebbero un’analisi approfondita, quella della popolazione civile nella Striscia di Gaza costituisce un caso di estrema complessità, che coinvolge dinamiche politiche, giuridiche, umanitarie e antropologiche non riducibili ai soli strumenti teorici impiegati in questo lavoro. Per ragioni di rigore e rispetto verso la specificità del contesto, tale situazione non viene qui affrontata nel dettaglio. Essa merita una trattazione dedicata, che sarà sviluppata in sedi successive e con l’attenzione interdisciplinare che richiede.

L’apparente refuso nella parola apodide presente in copertina è in realtà un segnale intenzionale. Ho scelto di mantenere questa forma, anziché correggerla in apolide, perché racchiude un significato simbolico coerente con il nucleo teorico del volume.

Apodide deriva etimologicamente da a-pous, “senza piedi”.
Una figura “senza piedi” è una figura senza appoggio, senza radicamento, senza un terreno stabile su cui fermarsi.
È una condizione di sospensione, di movimento forzato, di precarietà identitaria: esattamente ciò che vivo come tratto costitutivo della liminalità dell’apolide.

In questo senso:

  • l’apolide è anche un apodide: privo di radici riconosciute, senza un luogo politico in cui posare i piedi, sempre in transito tra confini fisici, giuridici ed esistenziali.

  • L’errore grafico diventa un errore rivelatore, un piccolo scarto che disloca, una frattura minima che introduce alla condizione di chi vive nella soglia.

  • È un invito a percepire l’esperienza dell’apolide non solo come assenza di cittadinanza, ma come mancanza di appoggio ontologico, vulnerabilità primordiale, condizione di spaesamento.

Non ho corretto quel segno perché lo considero parte dell’opera: un gesto involontariamente intenzionale, che restituisce in forma linguistica la fragilità del nome, del suo potersi spezzare, del suo cadere fuori asse — proprio come accade alle identità esposte alla dislocazione e al mis-riconoscimento.

La variante apodide è stata volontariamente mantenuta. In greco significa “senza piedi”, “senza appoggio”, e allude simbolicamente alla condizione di instabilità e liminalità che caratterizza l’apolide: un soggetto privo di radicamento giuridico ed esistenziale. Non un refuso, ma un segno concettuale.

“Apodide” non è un errore ma un simbolo: indica la mancanza di appoggio, la sospensione, la vulnerabilità radicale. È un modo per rendere visibile in copertina la condizione esistenziale dell’apolide.

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Identifiers

ISBN
979-12-243-1351-9

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Book: 979-12-243-1351-9 (ISBN)

Dates

Valid
2025-11-27

References

  • 979-12-243-1351-9