Le Zone Economiche Speciali. Il caso della ZES Unica per il Mezzogiorno
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Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono diventate, nel corso degli ultimi decenni, importanti strumenti di politica economica in molti paesi. Nate con l’obiettivo di stimolare la crescita e favorire l’attrazione di investimenti delle aree più marginalizzate, le ZES sono in grado di generare importanti benefici economici e sociali per le aree interessate. Tuttavia, la letteratura suggerisce che il buon esito di una ZES è spesso condizionato da variabili quali la governance, il grado di integrazione con l’economica locale e il livello di definizione di un più ampio quadro di politiche di sviluppo economico. Con una recete riforma, l’Italia ha accorpato le 8 diverse ZES esistenti al meridione nella ZES Unica per il Mezzogiorno. Essa, pur presentando significativi elementi di novità e interesse, deve oggi affrontare una serie di incertezze che potrebbero comprometterne l’efficacia. Questi fattori critici, legati sia a questioni di governance che al modello organizzativo, sollevano interrogativi sulla sua capacità di attrarre investimenti in modo stabile, contribuendo allo sviluppo economico di tutta l’aria meridionale. Il presente contributo, dopo un’ampia rassegna della letteratura, presenta i rischi e le potenzialità del nuovo progetto di ZES Unica.
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