Sesto Statorio, figlio di Publio, della gens Statoria
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Wikipedia propone alcuni nomi in riferimento alla gens Statoria. Manca Sextus Statorius. Il nome viene da inscrizione su cippo relativo a proprietà fondiaria, rinvenuto ad Alpignano, presso Torino. L'epigrafe è stata studiata da G. Mennella. Si sottolinea che Mennella è stato il primo a geolocalizzare il cippo e studiare l'iscrizione in relazione alla Colonia Augusta Taurinorum. Il prof. Mennella è stato il primo in assoluto, contrariamente a quanto apparso su La Stampa di Torino nel 2020, in un articolo a firma Piero Bianucci. Nell’iscrizione si dice che Sextus era figlio di Publio, per cui dobbiamo aggiungere alla lista anche un Publius Statorius. Ma non solo, c’è anche una lapide funeraria veramente bella ed interessante, quella con il nome di Lucio Statorio Batillo, decorata con l’archipendolo ed il compasso, oggi a Bologna. Da letteratura relativa, vediamo che Statorius è reso con Statorio. E vi è anche una lapide dalla colonia di Gallieno a Milano, ed una da Parma, col nomen Statorius/Statoria. A riguardo della geolocalizzazione del cippo fatta da G.Mennella, relative mappe, anche di elevazione TessaDEM, saranno fornite. Ed infine si segnala un articolo del 2017 dove Statorius è visto come progenitore dei «bogia nen». Questo articolo (titolo: Sestio Statore, l’antichissimo progenitore dei «bogia nen», in Torino Storia, giugno, 2017) è estremamente interessante per una cosa che sottolinea il suo autore, Maurizio Lupo, "È storia vecchia di due millenni. Ma pochi anni fa è affiorata improvvisamente: la stele di pietra è stata rintracciata ad Alpignano in località Bonafus. L’epigrafista Giovanni Mennella ne ha dato notizia nel 2012, la stampa nazionale l’ha ignorata". Ecco la cosa da sottolineare: perché la Stampa di Torino ha ignorato l'informazione? La Stampa l'ha così ignorata che quando si è arrivati ad un articolo del 24 febbraio 2020, firma Piero Bianucci, ha pubblicato cose NON vere. L'articolo dice cose NON vere sul cippo di Alpignano. Piero Bianucci NON menziona la ricerca di Mennella, ma dice che altri sono stati i primi a studiare l'iscrizione. NON è vero. Il primo è stato Giovanni Mennella. Si veda https://doi.org/10.5281/zenodo.3999209 NON solo La Stampa ha ignorato il lavoro di Mennella nel 2012, e poi nel 2017, quando è stato discusso da Troino Storia, ma nel 2020, tramite Piero Bianucci, lo ha attribuito ad altri.
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2024-09-01
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2024-09-01Added list of references
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2024-09-02Added further names
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2024-09-02Added elevation map and data
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2024-09-02Aggiunta un chiarimento sulle mappe di elevazione
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2024-09-03Further maps
- Updated
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2024-09-04Further references