Open Access e ricerca responsabile
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La necessità di giustificare gli investimenti fatti in R&D e le diverse forme che questa necessità ha assunto in Europa e nel nostro Paese (confusione rispetto alle finalità della ricerca, eccesso di burocratizzazione, esasperazione della valutazione quantitativa, uso indiscriminato e spesso scorretto degli indicatori bibliometrici) hanno condotto a comportamenti e pratiche da parte dei ricercatori spesso scorrette. Nell’epoca del publish or perish il tempo a disposizione per il controllo dei dati e dei risultati è sempre meno, così come quello da dedicare alla revisione dei lavori dei colleghi, e spesso preso nei complessi ingranaggi degli avanzamenti di carriera, dei finanziamenti dei progetti, della ricerca del prestigio, il ricercatore sembra dimenticare quale siano gli obiettivi. La EC fa un richiamo esplicito ai ricercatori e alle istituzioni per un ritorno all’etica della ricerca e nel suo programma Science with and for Society richiama il concetto di Ricerca responsabile. Una delle azioni attraverso le quali realizzare la ricerca responsabile è certamente l’Open Access, come modalità di disseminazione della ricerca ma anche e soprattutto della trasparenza dei processi (e responsabilità) di valutazione. La finalità ultima è quella di una ricerca che corrisponda ai bisogni e alle aspettative della società, che si fondi sulla collaborazione più che sulla competizione e che individui con chiarezza i suoi reali interlocutori.
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Dates
- Accepted
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2015-10-23
References
- Galimberti, Paola (2015) Open Access e ricerca responsabile. In: Aisa 1st annual conference Nostra res agitur: open science as a social question. (Unpublished)