Published February 24, 2011 | Version v1

Genesi ed evoluzione della libertà di pensiero negli ordinamenti politici

Authors/Creators

  • 1. CEI-IUl (ISCTE-IUL)/CINAMIL

Contributors

Supervisor:

  • 1. Facoltà di Scienze politiche

Description

L’art. 16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789 afferma: «Una società, nella quale la garanzia dei diritti non sia assicurata e la separazione dei poteri fissata, non ha una Costituzione». Non per questo la Rivoluzione francese riuscì a garantirli, essendo priva di un organismo, indipendente dalle maggioranze temporanee e provvisorie, che potesse impedire abusi e oppressione da parte di tali maggioranze. Secondo i giacobini, che seguivano le teorie illuministiche di Jean-Jacques Rousseau sulla «volontà generale», essa non poteva che manifestarsi attraverso l’Assemblea nazionale, intesa come corpo rappresentativo dell’intera cittadinanza.

I princìpi della Rivoluzione francese continuarono a diffondersi con Napoleone, seppure il condottiero corso sia stato autore di una svolta autoritaria, e la Restaurazione non riuscì ad impedirne la rivendicazione popolare, fino alla concessione di costituzioni ottriate ed al definitivo avvento delle democrazie parlamentari, che pongono la libertà di espressione tra i diritti fondamentali che lo stato ha l’obbligo di garantire.

Risalendo il fiume della storia ritroviamo sempre una contrapposizione tra diritto e forza o tra legge positiva (nomos) e legge della natura (physis), ma constatiamo che entrambe le prospettive e le pratiche del diritto sono efficaci, se è vero che gli esseri umani non hanno sino ad ora abbandonato né l’una né l’altra prospettiva argomentativa sull’origine e sul fondamento della legge. Ma da dove viene il diritto?

È possibile tentare di giustificare i diritti umani a partire da Dio, dalla Natura, dallo stato, persino dalla Storia o dalle consuetudini. Forse una più modesta argomentazione potrebbe individuare nei diritti costituzionalmente garantiti e protetti un rimedio, uno strumento di difesa nei confronti di abusi che si sono storicamente realizzati. Nulla di sacro o naturale, dunque, bensì una debole, ma imprescindibile, forma di difesa, la quale andrà a sua volta difesa contro i tentativi di utilizzarla per fini contrari a quelli per cui è stata codificata (come le più recenti dichiarazioni dei diritti non mancano di constatare).

Notes

Tesi di laurea di Marco Marsili, Università telematica delle Scienze Umane Niccolò Cusano (Unisu), ora Università degli Studi Niccolò Cusano (UniCUsano), Facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali. Anno Accademico 2009/2010. Votazione 110/110 e lode.

Files

Tesi_Marsili_-_Usp3001049_versione_Tesionline.pdf

Files (1.3 MB)

Name Size
md5:0b4dd0f7beb0240d0fa8cfa185be9616
1.3 MB Preview Download

Additional details

Related works

Compiles
Book: 10.5281/zenodo.33610 (DOI)