Tra empirico e razionale: la psicologia precritica di Kant nelle Lezioni di Metafisica (Metaphysik Pölitz L1)
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Il presente contributo si propone di analizzare la concezione kantiana della psicologia contenuta nelle Lezioni di Metafisica (Metaphysik Pölitz L1), con particolare attenzione al rapporto tra la parte empirica e quella razionale, alla luce della tradizione inaugurata da Christian Wolff. Nella psicologia wolffiana – successivamente ripresa da autori come Baumgarten e Meier – si
distingue infatti una parte empirica, che indaga l’anima a partire dall’esperienza, e una parte razionale, volta a esaminarne l’essenza secondo principi puramente razionali. Tra queste due sezioni sussiste un nesso strutturale: la psicologia empirica funge da fondamento e da criterio di verifica (Probierstein) per quella razionale. In questa prospettiva, l’anima è concepita come
un concetto derivato dall’esperienza, ma la sua essenza viene chiarita grazie all’elaborazione razionale. Ne emerge così un rapporto di continuità tra sensibilità e intelletto, intesi come distinti solo per grado.
Questa struttura concettuale sembra trovare un’eco nella filosofia precritica di Kant, in particolare nelle Lezioni di Metafisica. Kant adotta la distinzione tra psicologia empirica e psicologia razionale, riconoscendo che l’anima è un oggetto dell’esperienza e che la psicologia razionale, in quanto conoscenza metafisica, si fonda su un concetto tratto empiricamente.
Tuttavia – ed è questa la tesi che si intende sostenere – Kant introduce già in questa fase elementi concettuali che lo allontanano progressivamente dall’impostazione wolffiana. In primo luogo, egli esclude esplicitamente la psicologia empirica dal dominio della metafisica. In secondo luogo, all’interno della psicologia razionale kantiana emerge un elemento innovativo: la
trattazione di una parte trascendentale, in cui l’anima viene considerata absolute, ovvero indipendentemente da ogni riferimento all’esperienza.
L’intervento si articolerà in tre sezioni principali. Nella prima parte si esamineranno alcuni passaggi delle Lezioni di Metafisica che sembrano testimoniare un’adesione kantiana alla struttura wolffiana della psicologia, in particolare al rapporto di continuità tra la sua parte empirica e quella razionale. Nella seconda parte si mostrerà come Kant inizi a operare una separazione teorica tra i due ambiti, anticipando le posizioni che verranno sviluppate compiutamente nella Critica della ragion pura, in particolare nella sezione dedicata ai Paralogismi della ragione pura. Infine, nella terza parte, si analizzerà un nodo problematico
delle Lezioni di Metafisica: l’idea di un’intuizione immediata dell’io come sostanza. Tale concezione evidenzia l’incompletezza della distinzione tra l’elemento empirico e quello razionale nella fase precritica e mostra la necessità della successiva riformulazione critica. In conclusione, il contributo intende mettere in luce come, già nelle opere precritiche, Kant
cominci a prendere le distanze dall’impostazione della psicologia elaborata da Wolff, pur mantenendone alcuni elementi strutturali di fondo. Al tempo stesso, si evidenzierà come l’articolazione del rapporto tra psicologia empirica e psicologia razionale, così come viene presentata nelle Lezioni di Metafisica, rimanga sostanzialmente invariata anche nella Critica
della ragion pura, costituendo così un elemento significativo di continuità all’interno dello sviluppo del pensiero kantiano.
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