Working paper Open Access

La libertà accademica e il diritto di messa a disposizione del pubblico in Open Access

Caso, Roberto


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    "description": "<p>In alcuni importanti Paesi Membri dell&rsquo;Unione Europea sono state emanate, a partire dal 2013, leggi volte a conferire all&rsquo;autore un diritto inalienabile e irrinunciabile di mettere a disposizione del pubblico in Open Access (OA), accesso aperto, su Internet la propria opera scientifica frutto della ricerca finanziata con fondi pubblici e precedentemente pubblicata con un editore commerciale.</p>\n\n<p>L&rsquo;istituzione di questo nuovo diritto d&rsquo;autore &ndash; o meglio, di una nuova caratterizzazione del diritto di comunicazione e messa a disposizione del pubblico - &egrave; finalizzata a rendere praticabile una delle vie mediante le quali si raggiunge l&rsquo;OA alle pubblicazioni scientifiche: la c.d. <em>green road</em>. Per via verde si intende quella forma di accesso aperto che si esplica nel deposito (c.d. <em>self-archiving</em>) presso archivi istituzionali o disciplinari ad accesso aperto di ci&ograve; che &egrave; stato in precedenza pubblicato con editori commerciali che chiedono un pagamento per la fruizione dell&rsquo;opera (c.d. accesso chiuso). I Paesi che hanno normato la materia, novellando le proprie leggi sul diritto d&rsquo;autore, sono: la Germania nel 2013, i Paesi Bassi nel 2015, la Francia nel 2016 e il Belgio nel 2018. Con diverse formulazioni tali normative mirano a blindare il diritto di messa disposizione del pubblico conferendogli i caratteri dell&rsquo;irrinunciabilit&agrave; e dell&rsquo;inalienabilit&agrave;. Si tratta di norme di natura imperativa: non possono essere derogate dal contratto. In particolare, vengono neutralizzate le eventuali clausole del contratto tra autore ed editore che fossero finalizzate alla cessione piena ed esclusiva del diritto messa a disposizione del pubblico. Sono altres&igrave; norme di applicazione necessaria, il tentativo dell&rsquo;editore di aggirarle, mediante la scelta negoziale di una legge (nazionale) applicabile al contratto che non prevede il diritto di messa a disposizione del pubblico in accesso aperto, sarebbe vano.</p>\n\n<p>Una recente proposta di legge italiana di iniziativa parlamentare si muove, dopo alcuni emendamenti, nella stessa direzione.</p>\n\n<p>Il diritto di mettere a disposizione del pubblico in accesso aperto l&rsquo;opera scientifica costituisce un importante presidio della libert&agrave; accademica.</p>\n\n<p>Da un punto di vista storico, il diritto mira a ripristinare la libera circolazione (almeno) degli articoli scientifici che nella prima fase del diritto d&rsquo;autore non veniva intaccata dal diritto di esclusiva.</p>\n\n<p>L&rsquo;idea &egrave; riemersa in Germania a partire dal 2005, quando si &egrave; iniziato a discutere di modificare la legge sul diritto d&rsquo;autore per conferire all&rsquo;autore un diritto inalienabile di rendere accessibile per finalit&agrave; non commerciali il proprio articolo scientifico frutto di ricerche prevalentemente finanziate con fondi pubblici dopo sei mesi dalla prima pubblicazione.</p>\n\n<p>Si tratta di un dispositivo giuridico che non garantisce la realizzazione della forma pi&ugrave; avanzata di Open Access, cio&egrave; quella che si basa sulla concessione al pubblico di ampi diritti di riuso (c.d. Libre Open Access). L&rsquo;autore che, dopo aver ceduto i diritti economici all&rsquo;editore, torni nella disponibilit&agrave; del solo diritto di messa a disposizione del pubblico non pu&ograve; concedere ampi diritti di riuso mediante una licenza Creative Commons estremamente permissiva. Non pu&ograve;, ad esempio, concedere al pubblico il diritto di trarre opere derivate.</p>\n\n<p>In altri termini, il diritto di messa a disposizione del pubblico in OA &egrave; una soluzione compromissoria in un mondo ancora dominato dall&rsquo;editoria scientifica commerciale.</p>\n\n<p>Il tema perci&ograve; merita di essere trattato al fine di discutere i modelli normativi stranieri, la proposta di legge italiana e i possibili sviluppi futuri.</p>", 
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