Working paper Open Access

La libertà accademica e il diritto di messa a disposizione del pubblico in Open Access

Caso, Roberto


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      <creatorName>Caso, Roberto</creatorName>
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      <affiliation>Università di Trento</affiliation>
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    <title>La libertà accademica e il diritto di messa a disposizione del pubblico in Open Access</title>
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  <publisher>Zenodo</publisher>
  <publicationYear>2019</publicationYear>
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    <subject>Open Science</subject>
    <subject>Copyright Law</subject>
    <subject>Open Access to Scientific Publications</subject>
    <subject>Making Available Right</subject>
    <subject>Academic Freedom</subject>
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    <date dateType="Issued">2019-03-27</date>
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  <language>it</language>
  <resourceType resourceTypeGeneral="Text">Working paper</resourceType>
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    <rights rightsURI="info:eu-repo/semantics/openAccess">Open Access</rights>
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    <description descriptionType="Abstract">&lt;p&gt;In alcuni importanti Paesi Membri dell&amp;rsquo;Unione Europea sono state emanate, a partire dal 2013, leggi volte a conferire all&amp;rsquo;autore un diritto inalienabile e irrinunciabile di mettere a disposizione del pubblico in Open Access (OA), accesso aperto, su Internet la propria opera scientifica frutto della ricerca finanziata con fondi pubblici e precedentemente pubblicata con un editore commerciale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&amp;rsquo;istituzione di questo nuovo diritto d&amp;rsquo;autore &amp;ndash; o meglio, di una nuova caratterizzazione del diritto di comunicazione e messa a disposizione del pubblico - &amp;egrave; finalizzata a rendere praticabile una delle vie mediante le quali si raggiunge l&amp;rsquo;OA alle pubblicazioni scientifiche: la c.d. &lt;em&gt;green road&lt;/em&gt;. Per via verde si intende quella forma di accesso aperto che si esplica nel deposito (c.d. &lt;em&gt;self-archiving&lt;/em&gt;) presso archivi istituzionali o disciplinari ad accesso aperto di ci&amp;ograve; che &amp;egrave; stato in precedenza pubblicato con editori commerciali che chiedono un pagamento per la fruizione dell&amp;rsquo;opera (c.d. accesso chiuso). I Paesi che hanno normato la materia, novellando le proprie leggi sul diritto d&amp;rsquo;autore, sono: la Germania nel 2013, i Paesi Bassi nel 2015, la Francia nel 2016 e il Belgio nel 2018. Con diverse formulazioni tali normative mirano a blindare il diritto di messa disposizione del pubblico conferendogli i caratteri dell&amp;rsquo;irrinunciabilit&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;inalienabilit&amp;agrave;. Si tratta di norme di natura imperativa: non possono essere derogate dal contratto. In particolare, vengono neutralizzate le eventuali clausole del contratto tra autore ed editore che fossero finalizzate alla cessione piena ed esclusiva del diritto messa a disposizione del pubblico. Sono altres&amp;igrave; norme di applicazione necessaria, il tentativo dell&amp;rsquo;editore di aggirarle, mediante la scelta negoziale di una legge (nazionale) applicabile al contratto che non prevede il diritto di messa a disposizione del pubblico in accesso aperto, sarebbe vano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Una recente proposta di legge italiana di iniziativa parlamentare si muove, dopo alcuni emendamenti, nella stessa direzione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il diritto di mettere a disposizione del pubblico in accesso aperto l&amp;rsquo;opera scientifica costituisce un importante presidio della libert&amp;agrave; accademica.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Da un punto di vista storico, il diritto mira a ripristinare la libera circolazione (almeno) degli articoli scientifici che nella prima fase del diritto d&amp;rsquo;autore non veniva intaccata dal diritto di esclusiva.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; riemersa in Germania a partire dal 2005, quando si &amp;egrave; iniziato a discutere di modificare la legge sul diritto d&amp;rsquo;autore per conferire all&amp;rsquo;autore un diritto inalienabile di rendere accessibile per finalit&amp;agrave; non commerciali il proprio articolo scientifico frutto di ricerche prevalentemente finanziate con fondi pubblici dopo sei mesi dalla prima pubblicazione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Si tratta di un dispositivo giuridico che non garantisce la realizzazione della forma pi&amp;ugrave; avanzata di Open Access, cio&amp;egrave; quella che si basa sulla concessione al pubblico di ampi diritti di riuso (c.d. Libre Open Access). L&amp;rsquo;autore che, dopo aver ceduto i diritti economici all&amp;rsquo;editore, torni nella disponibilit&amp;agrave; del solo diritto di messa a disposizione del pubblico non pu&amp;ograve; concedere ampi diritti di riuso mediante una licenza Creative Commons estremamente permissiva. Non pu&amp;ograve;, ad esempio, concedere al pubblico il diritto di trarre opere derivate.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In altri termini, il diritto di messa a disposizione del pubblico in OA &amp;egrave; una soluzione compromissoria in un mondo ancora dominato dall&amp;rsquo;editoria scientifica commerciale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il tema perci&amp;ograve; merita di essere trattato al fine di discutere i modelli normativi stranieri, la proposta di legge italiana e i possibili sviluppi futuri.&lt;/p&gt;</description>
    <description descriptionType="Other">Trento LawTech Research Paper nr. 37</description>
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