Un bambino di dieci anni, senza storia personale, si è presentato al pronto soccorso del centro di cure primarie con dolori addominali di quattro ore, febbre di 40°C, vomito di cibo e diarrea con tracce di muco. L'esame addominale ha rivelato un dolore addominale diffuso, leggermente più nella fossa iliaca destra, con segni di irritazione peritoneale. Gli esami di laboratorio hanno mostrato 12.200 leucociti/µl (91% neutrofili) e una proteina C-reattiva (CRP) leggermente elevata. Il paziente è stato inviato all'ospedale più vicino con il sospetto di un addome acuto per ulteriori indagini. Fu eseguita un'ecografia addominale che mostrava un'immagine tubolare, aperistaltica e incomprimibile con il trasduttore, compatibile con un'appendicite acuta. Fu deciso di eseguire un intervento chirurgico, dopo aver ricevuto il consenso informato dai genitori, e fu eseguita un'appendicectomia, durante la quale fu osservata un'appendice cecale con lievi segni infiammatori.
Il decorso postoperatorio era torpido, con febbre persistente (38,8°C), dolore addominale generalizzato senza peritonismo, vomito e diarrea. Un'ecografia addominale ha mostrato una dilatazione delle anse dell'intestino tenue, suggerendo un'ostruzione incompleta. L'emocromo continua a mostrare leucocitosi con spostamento a sinistra e proteina C-reattiva elevata. Data l'incongruenza dei sintomi del paziente e i risultati operativi, si è deciso di optare per un trattamento conservativo, è stata eseguita una coltura delle feci ed è stata iniziata un'antibioterapia empirica in attesa dei risultati della coltura delle feci, che ha mostrato Campylobacter jejuni sensibile alla gentamicina. Fu iniziato un trattamento antibiotico con gentamicina, con il quale l'evoluzione del paziente fu soddisfacente, poiché il quadro clinico si risolse e il paziente fu dimesso dieci giorni dopo l'intervento.
Lo studio anatomopatologico dell'appendice cecale è stato riportato come appendice cecale con segni infiammatori.


