Allora, devi dire...
Io lo dico che sto cercando al marito.
Cacciate quelli fuori dal gruppo, ma non mi devo sposarmi.
Come mi devi sposarmi?
Cominciamo male!
Sto, sto, sto, sto!
Se voi mettiamo qui insomma!
Sto sparando le ultime gaspucce.
Deservo rapidamente a poco e casca tutto,
mi si pia per nessuno.
Ma quattro e quattro e quattro?
Quattro e quattro e quattro e quattro.
Feminista
Io, feminista, mi sono sempre definita da tutta la vita
da quando ho capito che le donne purtroppo stanno sotto.
E quando ho capito che c'era questo uomimento di donne
che chiamavasi feminismo,
la cui, il cui obiettive da quell'appunto
di dare e restituire agli donne una parità,
mi sono sempre definita tale.
Quindi diciamo che è precedente rispetto
alla definizione di prostituta, di sexo-arte
oppure come le proprime di sex-living.
professionalmente inizierà a fare questo lavoro
invece nel 2002,
dopo l'ennesimo licenziamento ad Mutum
o sia senza nessuna valida ragione,
mi stava antipatica, ma non licenziata.
Ho cercato a lavoro, disperatamente,
non veniva fuori, non veniva fuori un lavoro
che comunque potesse essere decente,
per decente dicono che mi consentisse di
acquistare pelice gioielli,
ma che almeno mi facesse pagare un affitto
e non c'era un lavoro,
oggi di sarebbe senzialmente per pagarti un posto letto,
io non sono disposta a questo,
io sinceramente no.
Per cui ho cominciato a farlo
nella prospettiva comunque di smettere
appena trovavo qualcosa,
ma nemmeno che lo facevo professionalmente
la cosa mi è piaciuta,
poi mi sono arrabbiata tantissimo
perché si è scattenata via Berlusconiana,
si sono scattenate contro di me
le forze dell'ordine,
ma tutti contro,
io ho questo tipo di caratteri
che prima mi fanno arrabbiare il più faccio peggio,
e così ho cominciato a darmi all'attivismo
che ho iniziato a prostituzione professionellmente,
e attraverso questo lavoro,
attraverso quello che vi dà questo lavoro,
libertà, dignità,
soldi pochi, perché ho detto prima come lavoro
e poi lavoro in maniera discontinua,
non esco tutte le sere, esco quel poco
che mi possa consentire di pagare
le spese mensili.
Dicevo i soldi, piacere sessuale,
piacere affettivo,
e poi dall'attro negativo
l'incazzatura contro gli stumpli
che subivo soprattutto alle forze dell'ordine,
oppure la protervia dei politici
e dei benvenzanti,
questo moralismo,
questo tipo di crisi,
mi andava un pochettino di dare un valido corpo,
e credo che non dico di esserci riuscita,
ma comunque ci sto provando.
Che tipo di clienti vengono del mio?
Una volta mi ricordo che è una puntata
di porta a porta, di si alle dottor Vespa
che mi aveva proprio fatto questa domanda,
vengono del mio persone comuni
come lei e dottor Vespa se non sbaglio
c'era anche il prefetto Serra,
come non volevo le bottiglione,
ossia, essendo le persone,
oggi si dice insospettabili.
Sono tutti i miei clienti,
tutto quello, io dico sempre
che non c'è discrimine tra uomini e clienti,
tutti gli uomini sono clienti
così come tutte le donne sono prostitute,
e ho delle prove di fatto
per poter sostenere quanto dico,
sono persone le più differenti,
le più disperate,
belli, brutti, grassi,
mangri, giovani, vecchi,
ricchi e poveri
che vengono chiaramente
con diverse motivazioni,
questo sì, diverse motivazioni,
diverse richieste
a cui posso o non posso comunque
dare seguito.
Io sinceramente
ci sto riflettendo da un po' di tempo
soprattutto da quando faccio la prostituta
in fondo lo faccio da poco tempo
per cui ancora non ho avuto un modo
di elaborare il tutto, bisogno di confrontarmi,
sono in un gruppo ferminista
delle amatrix appunto anche per questo
per confrontarmici
sul tema
delle motivazioni
che possono spingere un uomo
soprattutto all'acquisto di un servizio sesuale.
Io in base alla mia esperienza
posso intravedere dei filoni
metto a primo posto un automatismo
perché la mangio parte dei miei clienti
quando li faccio la domanda diretta
non sa rispondere, se non
dicendo che ne so, sono un uomo
ti vedo, sei bella e ci vengo
e si fa così. Quindi c'è un automatismo
che deriva direttamente
dalla cultura fallo patriarcale
e misogino ovviamente.
Poi c'è il filone
e io non ho problemi a dirlo
perché il nostro lavoro non è tutto
santo, ci sono moltissime
cose che non vanno.
C'è il filone purtroppo della violenza
e della prevaricazione.
Mi fa interlogare personalmente
dovrebbe interlogare in maniera seria
anche chi guida questa società
e chi ha detto al controllo
quindi alle forze dell'ordine
il motivo per il quale si richiedono
moltissimo le minorenni
perché si richiedono moltissimo le ragazze
giovannissime, visibilmente
vittime in un certo senso
di uno sfruttamento. Questo è dato
anche dal fatto che le vittime
di sfruttamento e di tratta
o del traffico sicuramente hanno
da portare dei benefici
che namorino così a chi ci comanda
politici, forze dell'ordine.
Quindi c'è questo filone della
prevaricazione della violenza
e questo tipo di
o meglio questo target
di nuova prostituta
sicuramente va a colludere e va a rafforzare
comunque quella che è l'idea
maschile della prostituta
una donna insana
una donna che
è vittima, una donna che ha bisogno
una donna quindi sulla quale
si può esercitare il massimo
addirittura dei poteri.
Il potere contattuale
con fatica conquistato
dopo l'introduzione della legge
Merlin è ritornato direttamente
tutto in le mani dei nomini
perché io credo che in questo tipo di lavoro
non funzioni
le leggi e il mercato
come generalmente le conosciamo
ma funziona ben altro
funziona la fallocrazia, funziona la
protervia maschile, funziona insomma
ci sono dei meccanismi che non sono
quelli del bisogno reale
ma ci sono dei meccanismi che
sono
attivati
o comunque amplificati da quello che
è la struttura culturale
dei rapporti uomodonna
sul finone delle violenze
poi c'è da denunciare
tantissime cose ancora
clienti violenti ce ne sono tanti
ma anche in questo caso non si può fare
un discrimine tra chi è violente e chi non lo è
un medesimo cliente
con me può comportarsi come il migliore
gli uomini e poi rivelarsi invece
un cliente cattivo, violento
oppure può essere buono con me
violento con una mia collega
insomma l'animo umano
contiene tutto quello che dico sempre
io e nella prostituzione purtroppo
perché essendo un lavoro
dato che è un lavoro stigmatizzato
ossia visto male
moralmente quindi condannato
l'uomo in un certo senso
si sente legittimata addirittura a stuprarci
come avviene ad esempio
per le ragazze di colore
ecco questo è un altro aspetto il razzismo
che ricalca perfettamente
ricalcato perfettamente nella prostituzione
come avviene nella
quotidianità
della nostra vita
tutto quello che succede nella vita comune
succede nella prostituzione
in maniera amplificata
per ciò che concende
la mia visione personale
di un apporto di copia
io sono monogama
mi piace
sognare un'amore interno
un'amore esplosivo
con il mio uomo
ma non è facile trovare queste cose
ci ho provato e non purtroppo mi è andata male
mi è andata male soprattutto perché
venivo ruolizzata in questi
in questi contesti
chiaramente attribuendomi la parte femminile
che è la parte più pesante
perché io da donna rivedicative e femminista
quale sono sicuramente
non mi sentivo di
colludere con questa richiesta
dei miei partner
per come posso vedere il mio futuro
rispetto a questo tema
io mi auguro anche stasera
magari di trovare il cosiddetto uomo della mia vita
se ce la faccio
farò una coppia
non lo so se farò un decor
messo che ci siano mai o se mi sposerò
e se non lo troverò pazienza
rimarrò da sola
ma è una solitudine a cui sono in un certo senso
abituata e pesante
ma io certe volte penso che sarebbe comunque
pesante sopportare una coppia
preferisco la solitudine
la mia identità è questa
io sono stata una prostituta
nel caso dovessi lasciare il lavoro
lo so naturalmente sono un attivista
e l'attivismo non lo lascio ormai
neanche nel futuro
se dovessi abbandonare l'attività
perché è una tematica che mi sta a cuore
che mi sta facendo anche crescere personalmente
per cui un uomo dovrà accettarmi
per quella che sono
infondo io accetto un uomo per quello
che è un cliente
come diceva Sofia Lore nel film Filomena Marturana
Marcella Mastroianni
quando lui diceva
puttana sei stata puttana con fina d'essere
e lui gli diceva
ma dove ci stavi io ci venivo brutto
e questo è il punto
non credo di dovere
nulla
agli uomini sotto questo aspetto
anzi sono loro visto che sono uomini
in una società fallopati al cane
a doversi scusare con me
per le certe che in un certo senso
in questo caso lo voglio dire
sono stata costretta ad operare
perché poi il mio lavoro può piacermi quanto vuoi
però si tratta sempre comunque
di mostrare un'intimità
che è quella più recondita
che è quella più tabù
che è quella con la quale
con questa mentalità noi veniamo tirate su
e insomma è una bella lotta
con me stessa che sto vincendo
in qualche volta con me stessa e tanto sottosta
per il massimo
politica di non-correcto
quanto deteste
questa espressione
c'è tutta quella c'è politica di non-correcto
ma che è politica di non-correcto?
ma che mi so
è qualcosa che io faccio sempre
che ho alzati dal letto
e politica di non-correcto
e che sono voltati
c'è una certa difficoltà
adesso che sono una prostituta
per l'altro anche attivista e militante
a mettere comunque sul piatto
questa mi ha
chiamiamo la
identità o condizione
non mi piace identità transessuale
perché non sono una transa
non mi sento una transa
e poi c'è molto pregiudizio
c'è molto stereotipo
io non appartengo a quel tipo di immaginario
mi dà molto fastidio
quindi io mi identifico in quanto Ornella
non in quanto donna transessuale
non in quanto donna prostituta
non li metto insieme i due temi
perché c'è ancora purtroppo lo stereotipo
della scelta di transitare
come una scelta comunque di
vendere proprio corpo
mutuo un'espressione terrificante
comunque
messa in auge dai media
dalla politica, dai perbenisti
anche dalla chiesa cattolica
non li metto sempre proprio per evitare
questa commissione di cose
perché io ho fatto i percorsi di transizione
in un momento della mia vita
che non aveva nulla a che fare
con la prostituzione
il mio percorso era direzionato ad avere
un'identità harmonica
un'identità
che rispondesse visivamente
anche quello che era il mio portato interiore
è stata una scelta totalmente
lo rivendico in questi termini
identitaria
e non strumentale come invece voglio
far credere una certa tendenza
chiamiamo la culturale
ossia le transessuali sarebbero
delle prostitute destinate
non è così
la scelta di prostituirmi è stata quindi
posteriore rispetto alla scelta
di transitare
di fare la transizione
è stata una scelta che ha avuto
alla base quella di prostituirmi
dico altro tipo di
di esigenza lo dette prima
appunto soprattutto economiche
soprattutto relazionali
invece la scelta di transitare
è una scelta che invece
va
inquadrata in quella che
si dice comunemente
la ricerca del sé
la costruzione del sé
insomma totalmente
prettamente identitaria
io sono una donna, lo rivendico
e continuo ad esserlo
anche se non sarò magari
più una prostituta
sono due cose
differenti, io invito chi mi ascotta
a riflettere e a non apicicarmi
ve ne prego il dosso
questo stereotipo, questo modello
questo fardello che
quando io dichiaro poi il mio
percorso di transizione
mi viene apicicato addosso
e mi fa molto più male
che non essere identificata
come prostituta
per qual è il motivo, una prostituta
subitamente è una donna
che è inciampa in un percorso
di vita, una donna transizionali
invece diventa un qualcosa
che la cultura sempre demonizzato
un qualcosa che la cultura
non è che faccia fatica proprio
non la prevede, nonostante ci sia una legge
che ci legittimi a fare questo
a intraprendere e percorrere tutto
fino in fondo questo percorso
e solitamente mi si attribuiscono
delle motivazioni che io gli conosco
totalmente come quella appunto
che poi la prostituta
ho voluto dare seguito a quella che era
le mie pulsioni interne
un'identità che non corrispondeva
alle identità proposte
da questo tipo di società terrificante
ossia nasci maschio
e devi diventare un uomo
nasci femmina, devi diventare una donna
io invece volevo
essere una donna
per cui ho cominciato a dare seguito
a queste mie istanze
e ho fatto la scelta
comunque
di iniziare
il percorso
si chiama il percorso di transizione
che dal maschile mi ha portata
la splendida donna
che sono oggi
un percorso anche questo
erto di ostacoli, un percorso difficile
un percorso doloroso
non per il percorso in sé
perché ad esempio quando è iniziata
ad assumere gli ormoni contrari
e stato per me un momento
di grande gioia, di grande esaltazione
non è veramente quello che si dice
che gli ormoni facciano male il serfisico
che ha la psico e addirittura l'umore
io non sono mai stata così felice
e contenta
e non mi sono mai vista tanto bella
quando in questo momento
anche se devo dire che siamo stati un bellissimo
ragazzo
per cui è una scelta
che viene ostacolata da una cultura
dalle resistenze di una cultura patiarchale
una cultura misogina
perché poi ci sono quelli
contrari a me, le femmine
che cambiano a maschio
che invece salgono addirittura a un gradino
della scala sociale diventando appunto
degli uomini, noi invece diventiamo
delle donne e quindi purtroppo
ci andiamo tutta la scala, andiamo a finire
nel sottoscala
l'ho fatto in piena coscienza
l'ho fatto in piena lucidità
per me devo dire che è stata una cosa sempre voluta
io mi sono sempre sentita
per come mi vedete
non è stata una scelta comunque
prettamente scelta, c'è stata
come dicevo prima comunque
alla base un'istanza intima
o sentirsi comunque di appartenere
ad un gruppo piuttosto che non ha un altro
per come in un certo senso
anche ci vuole la società perché non hai detto
che una donna sia naturalmente
con questo aspetto, questo è un aspetto
che può assumere anche un maschio, pena comunque
la stigmatizzazione
perché sono dell'opinione che comunque
la femminità non è
una cosa che si può
prendere dall'esterno
mi spiego meglio, avere una terza
nottava di sé, non rende una persona
più o meno donna
avere un capello lunghissimo
avere che ne so
un ozigomo gonfio
un labbra canotto, non è quella la femminità
quella per me è un giudizio personalissimo
ma che ho una paura comunque
ad estrinsecare
perché va anche verso
le donne cosiddettamente biologiche
quelle natte donne che oggi ricorrono
spesso alla crugia plastica
per essere più avvenenti, per essere più donna
più femminidi. Io credo che un rapporto
debba essere costrito su altre basi che
non sulla mia taglia di seno
oppure sullo ozigomo che può essere
più o meno pieno, sul labbro che ha canotto
secondo me
moltissime donne transessuali
che sono ricorzi a questo
accorgimento
non sono divenuta
una femminizzazione nel proprio corpo
della parodia del femminire
della parodia del proprio corpo
e secondo me non hanno saputo
dimostrare né carattere né forza né identità
e in un certo senso hanno dato
anche secondo me dei colpi
a quello che è il concetto della persona
che interprende
un percorso di transizione
perché l'attipizzata
l'ha messa molto nell'immaginario maschile
nell'immaginario fallico
io credo che si debba
di venire ad un passo radicale
quale è stato quello mio
soltanto se ce ne sono le basi
perché fare
conseguire la retribuzione chirurgica del
sei son non vuol dire
essere totalmente dell'altro sei son
non è che si diventi donna
ecco questo voglio dire
molte molte invece lo fanno proprio
con questo proposito addirittura con
l'immaginario che è una volta che
sono diventate donne che non è vero
perché donne si è o non si è
appunto il vaste io lo sono
non devo dire questo
diciamo fanno l'intervento chirurgico
pensando che questo sia
il
il nodo
alla spada di Damocle
che va sul nodo gordianno
e tutta la loro vita diventa splendida
divina meravigliosa
mentre invece tantissime si sono lovinate
l'esistenza perché hanno perso
la sensibilità genitale perché hanno
perso l'orgasmo
avere un
pene per diversi anni
e poi convertirlo in una vulva
vagina con tanto di clitoride
non è una cosa semplice
poi oltre che da vedere da
propiarsene da gestire
io ci sono riuscite ci sono riuscite perché c'è
stata una volontà una determinazione
poi perché era un'istanza comunque che
nel mio caso ancestrale cioè da quando
da quando ci sono su questo terreno
da quando ne ho coscienza
e non ho mai comunque attribuito
a questo passo un valore
che andasse al di là comunque
di una riappropriazione del mio corpo
che prima invece era monco
era troncato almeno nella parte
dei genitali
oggi quindi ho fatto
fuori tutte queste paure
queste anzi la mia famiglia
un valio rotto per metà
non mi interessa perché se non prego
la mia famiglia ha voluto dire
avere un'immagine completa e piacente
di me soprattutto per me stessa
ho accettato anche questo problemi
il problemi loro non ce l'ho conto
la famiglia in quanto tale
ce l'ho con l'impostazione
la strutturazione culturale
patriarcale della famiglia che poi
l'ho detto anche prima io vorrei sposarmi
di trovare un nome costitire magari una famiglia
non è assolutamente incontra
in contraddizione la famiglia deve essere
paritare deve essere un contesto
veramente dove le persone
riescano ad esprimersi
e quindi a tirare fuori quello che hanno
dentro e nonno un contesto
gerarchico un contesto dove la donna
soffre oppure addirittura
non viene riconosciuta
soprattutto la sua fatica
un contesto dove
dove addirittura viene uccisa
viene stuprata la donna ecco sono queste
le cose che combattono non
non lo stare insieme quindi fare
un gruppo che
potrebbe essere definito la famiglia
a mano a mano che maturava
a mano a mano che frequentava
ambienti femministri mandicattivi mi sono resa
conto che la mia vita è mia
che io sono un soggetto auto determinato
e chi mi vuole queste sono per cui
non è o qualcuno può dire
di sero vinata non è affatto vero io sono
rinata invece quando ho cominciato
ad affelare questi concetti
a farli miei mi sento un'altra persona
mi sento una donna completa
una donna forte con le sue sofferenze
le sue debolezze perché ci sono
ma non credo
mi si possa scalfire
questo loro lo reputo come
acquisito cioè mi sento veramente
una persona con
una specie di puzzle perché
quando nasciamo fanno di tutto
per scomporci io mi sono riconposta
è un puzzle completo e viene
fuori anche una bella figura mi piace
sicuramente mi rendo conto che
alla fine quando vado a fare interviste
però
quando vado a fare interviste
però dici poi non lasci
spazio non puoi parlare
ma che vuoi parlare?
ma che ti devo dire?
non c'è tutto io
la fretta del cuore
è già una novità
che dietro un giornale sta
cambiando opinioni
il male del giorno
e pochi chilometri assurdo
del mio ritorno
del mio buongiorno
ma in vola plana
dentro il peggiore motel
questa carretera
di questa vita ballera
è un vola planare
per essere inchiodati qui
crocifissi al muro
ma come ricordavo?
ora non sono una signora
una con tutta stelle della vita
non sono una signora
una perculla quella
non è mai finita
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
lo che sono voglia d'arce
ha dado un'albero abbattuto qua
e che vorrebbe inseguire il ben
ma che non ce la fa
ma che brutta fatica
cadere qualche metola
dalla mia sventura
dalla mia paura
è un vola planare
per essere ricordati qui
crocifissi al muro
ma come ricordavo?
ora non sono una signora
una con tutta stelle della vita
non sono una signora
una perculla quella
non è mai finita
oh no
oh no
non sono una signora
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
oh no
