Forse mi hanno accettato perché oggi la nord meccanica da 7 anni a questa parte ci
sentiamo in prima, non in Italia, ma nel mondo.
Eccellenza italiana, oggi è a piacenza per raccontarvi la storia di un'azienda che
oggi assedi in Cina, Stati Uniti, Indonesia, si chiama Nord meccanica, un'azienda numero
uno al mondo nel settore delle laminatrici, spalmatrici e metallizzatori.
Siamo insieme all'ingegner Antonio Cercello, ingegnere prima di arrivare a questo momento
riavolgiamo il nastro e cerchiamo di capire da dove parte questa storia perché lei è
un uomo che in ogni caso parte dal sud.
Dio parte da un paese chiamato Marigliano, sono nato in 1940, appena ho terminato gli studi,
mi sono trasferito a Milano all'Alfa, sono arrivato lì nel fino a 1964, sono stato
lì per due anni e mezzo a fare questo corso e all'Alfa a Milano ho iniziato a capire
che cos'è il mondo industriale, dopo circa due anni, mi chiamo un certo Paolo Napolitano
e lui era il direttore generale di questa azienda chiamata Andreotto Rotostar, poi c'aveva
la Sramati Bresci, la necchia a Papie, lui era il direttore generale di questo gruppo
e quando lui si va a Ceprano a tenere un'azienda di 350 dipendenti non esiste l'ufficio Tempe
Metodi, io sono stato assunto da Paolo Napolitano all'Andreotto Rotostar con 67 mila lira a
mese, gennaio 67 e lì ho iniziato a fare un lavoro molto importante perché di organizzazione
non c'è nera, non c'è un ciclo di lavorazione, man mano ho tirato su questo gruppo, dopo
un anno sono stato confermato con un grande aumento c'era Tempe Met, produzione e ufficio
tecnico, hanno dato pure in mano a me la produzione dopo quattro anni, ieri il responsabile della
produzione dalla fabbrica totalmente però questa fabbrica lavorava l'80% per conto terzo
e 20% mai che in roto calco per la samba come i ceruti, il roto me e gli altri, ho fatto
un giro nel mondo e ho capito che l'Andreotto è rintieto sotto l'aspetto tecnologico,
si faceva una sola macchina, un solo tipo, la Congorez faceva varie macchine e lì ho
preso in mano l'azienda come direttore di divisione, non come direttore in generale
e mi hanno permesso di rilanciare tecnicamente, cambiando l'ufficio, ecco c'era un ufficio
tecnico di otto persona, dopo un certo periodo ero 20-25 persone, gente che ho presa alla
concorrenza e l'ho portata a Ceprane che non era facile, una che viva a Casala, a Milano,
a Piacenza e portava giù a Ceprano, in giri di tre anni ho portato questa azienda 50%
conto terze e 50% macchine proprie. Sentiva già quei tempi di voler diventare
in qualche modo imprenditore? Io lo sentivo quando parlo molto chiaro e
ho iniziato a girare il mondo, dopo un certo periodo sono stato nominato direttore generale
e l'azienda era sana, l'azienda che produceva solo macchine rotocacca, non faceva più lavorazione
per l'alfa, per l'assalene e cosa, a questo punto nell'anno 82 vende un'azienda perché
il gruppo Geprane che fa vende l'azienda e vende pure gli uomini e in quella scelta
la Geprane mi ha offerta l'opportunità di andare in un'altra azienda del gruppo, io
ci ho riflettuto, detto dopo tanti anni di esperienza, 17 anni di esperienza nel settore
del packaging non voglio fare un passo indietro, io poteva andare a varie aziende del gruppo
e mi consultai con mia moglie di fare una società in Venezuela, io con un altro ingegnere
e abbiamo iniziato a vendere, stablimento a chiave in mano, sempre nell'area nostra,
la fortuna mia non ho mai cambiato settore e ci appoggiava moltissimo negli Stati Uniti,
ho venduto vari stablimenti a chiave in mano, comprando tecnologie in Italia, il convito
nostro qual era, non divendere la macchina, divendere lo stablimento a chiave in mano,
tu vuoi produrre il PVC, tutto tonnellato all'anno, tutto tonnellato a meso, noi si
selezionavano le macchine e si gestiva anche il personale, finché l'azienda non fornissola
il rendimento dei contratti che tu hai affermato, la propac Venezuela che siamo partita da
zera, l'utile c'era 200 dipendenti, dopo quella prima fabbrica abbiamo fatto un'altra
fabbrica in Ecuador, un'altra fabbrica in Perù, un'altra fabbrica in meso, sempre
nel settore del PVC, vendere chiave in mano un progetto, una fabbrica che deve funzionare
cosa significa?
Quando uno prende un contratto di 5 milioni o di 6 milioni di dollari, vabbè, ti dica
ti tocca, ti tocca, però ti tocca, te lo tocca quando funziona la fabbrica, allora
lei diventa, non un dipendente, uno che lavori di più, a stand in fabba alle 7 del mattina
alle 10 di sera, assumere l'agenda, selezionare le macchine, ti dà una carica e tu hai realizzato
qualcosa, in questo chiave in mano ho conosciuto tante agenti importanti del mondo industriale,
siamo nell'anno 87, 88 e dentro il ristorante c'era il signor Carlos Lim che oggi è l'uomo
più ricco del mondo e l'ho conosciuto dentro un ristorante dove abbiamo firmato un contratto
su un tovaglioli dentro un ristorante e i soldi voglio essere molto chiara, non l'ho guadagnati
in Italia, i soldi l'ho guadagnato lavorando, vendendo e gli inviando all'est.
Dicano noi siamo i primi dalla classe, questa è vera, però se sono i primi dalla classe
in Italia e vado a vendere lo stesso invianto in Messico, in Perù, che mi pagano ancora
di più, gli devo dare ancora di più, invece molto industriale, c'abbia quello che va in
Perù e gli dai quelle che poi tu, la mia mentalità è stata sembra quella, di dare
la qualità.
I giovani italiani devono andare all'est, fare un po' di esperienza, ma bene, porto l'esempio
dei miei due figli quando si è arrivato qua, a Fred, che è arrivato per prima, l'ho messo
a controllare il bolletto del telefono e dopo dieci anni diventava direttore finanziario.
La fortuna mia qual è, che io vengo dalla gavetta e qualsiasi cosa posso affrontarlo,
c'è ben in testo cosa poi dall'azienda, l'altro è arrivato, mi è arrivato come direttore
tecnico, direttore tecnico è da qualche anno e siamo sempre a discutere.
Bene, adesso siamo scesi in fabbrica, dove nascono queste macchine, siamo insieme a
Vincenzo Cercello, che è il direttore tecnico di Nord Mechanica, Vincenzo ecco, come avete
fatto a diventare in qualche modo la Ferrari di queste macchine, il caso di dire?
Noi abbiamo un ufficio tecnico più di 30 persone che lavora quotidianamente su questi
prodotti.
Da un lato lavoriamo su quello che è la qualità del prodotto stesso, quindi cerchiamo di dare
dei prodotti ad altissima qualità, macchine ad alte efficienza, quindi oggi le macchine
devono avere un'elevata produttività, macchine facili da utilizzare, quindi dobbiamo anche
capire questi impianti, soprattutto di questa grandezza, sono impianti sofisticati, dobbiamo
farsi di produrre macchine che siano gestibili in tutto il mondo, in un maniera intuitiva,
diciamo non voglio portare la sesperazione come un tablet, ma quasi, ovviamente, esserci
molto vicino.
E poi devono essere macchine con consumi energetici molto bassi, perché oggi uno dei challenge
è la sostenibilità, che noi vediamo che si sta sempre il più allargando su tutta la
catena, non se parliamo di sostenibilità sull'alimentare, sull'imballaggio, parliamo
di sostenibilità e consumi energetici anche su questi impianti, quindi noi quello che
stiamo portando avanti è un concetto di macchine, elevata produttività, affidabilità,
qualità e consumi energetici molto bassi.
Un prodotto alimentare è necessità di due fattori principali, uno è il riconoscimento
del logo del marchio e quindi quello viene fatto chiaramente su macchine da stampa che
non fanno parte della nostra produzione, che però i nostri clienti hanno, i nostri clienti
rappresentano oggi quello che viene chiamato il settore del converting dell'imballaggio
flessibile.
Poi l'altro aspetto fondamentale, un imballaggio è dare proteggere il prodotto alimentare
all'interno, protezione che molte volte non si può ottenere con un solo film plastico
ma che ha bisogno di essere stratificato, perché c'è un materiale che ti protegge
contro l'umidità, un altro materiale che ti protegge contro l'ossigeno, un altro materiale
che protegge contro i raggi UV, quindi noi quello che in maniera molto semplice facciamo
è quello di applicare un adesivo su un materiale, attaccarlo insieme e riavvolgerlo.
Dal semplice prodotto per pasta che uno può sembrare che sia un monostrato, invece sono
doppi strati ma sono trasparenti, ha prodotti più complicati che possono essere sempre
le confezioni del caffè, dove c'è dentro anche l'alluminio dove cominci a malvedere
delle strutture di packaging più complicato fino a arrivare agli sterilizzabili che sono
i prodotti, per esempio, alimentari che vengono usati nell'esercito oppure che vengono
utilizzati quelli che noi compriamo a casa che mettiamo nel microonde o quelli che vengono
utilizzati, per esempio, sulli aeroplani fatti con imballaggi molto sofisticati che possono
essere fatti con queste macchie.
Lei dal sud arriva a Piacenza, come è stata l'accoglienza qui?
A Piacenza si è arrivata a settembre del 98, si è arrivato qua, ai primi tempi loro
mi conoscenano, mi offrino il 20% della compagnia, però posso dire che i vecchi azionisti hanno
capito la situazione e io ho preso il 51%, subito mi è stato delegato unico con tutti
i poteri.
Quando ho preso questa azienda di contabilità c'era ben poco, di organizzazione non esisteva,
per dare un'immagine a lei, quando io sono arrivato qua all'ufficio d'ecche c'era
quattro tavoli da disegno, oggi ci abbiamo uno staff tecnico e 30, 40 persone, l'assistenza
tecnica non esisteva.
Ci ha messo un po' per farsi comprendere?
Io penso che ci sono messe 7-8 anni, perché non mi accettano unico che viene dal di fuori,
invece è stato un banchiere che mi ha detto a questo tavolo un giorno, non avrei mai
accettato che una politana si sa comprare un'azienda a Piacenza, hanno detto in faccia.
Quando è cambiato?
E' cambiato quando hanno visto che ho preso questa azienda, mi sono trovato con 20 milioni
di euro, 40 miliardi di tebbi d'aziendale, una montagna da scalare quando è vista che
questa azienda ha preso un bolo totalmente diverso, hanno visto i risultati.
Lei ha conosciuto l'ultruttore Andreotti, a proposito di questo mi faccio un parallelismo
tra quel politico e il politico.
C'è frano, quando ti dava un appuntamento, ti porto insieme alle 5 e 5 e ti ricevevo,
le andavo a parlare con Dona Catten, ti faccio aspettare 5 ore, 4 ore, oggi, i politici di
oggi o stare a sinistra, o stare in cento, o stare a destra, se lo si, allora ha l'interesse
solo la potrona.
Non c'è paragono tra i vecchi politici, lì c'era un ideale politico, un'altra preparazione,
un'altra cultura, 40% di giovani disoccupati, rischiamo che i migliori giovani se ne vanno
all'estero.
E qui la dobbiamo smettere, io mi auguro che Renz, me lo auguro, io ho viaggiato con
lui in Cina, che riesce a fare quelle che dice, per sviluppare di più, meno tasse all'industria,
ma non che voglio meno tasse metti in dasco io, ti porto un paragone in Germania, un
dipendendo mio che mi costa 30.000 euro all'anno, e alla società tedesca gli costa
30.000 euro all'anno, il mio prende 1.000 euro, in Germania prende 1.250 euro, non so,
c'è 25% che dipendendo prende di più, lei è lì qua, lo prendo dopo un anno, due
anni, tre anni, e poi voglio infiduzione, come è possibile che in Germania i 14 di ogni
mesi danno lì o indietro.
Un'altra cosa che ho detto alla ministra Guite quando è stata qua tre mesi fa, permette
una bassare le tasse e dare più soldi ai dipendenti.
C'è parlato del suo viaggio in Cina, lei è riuscito a stare con il ministro quattro
ore, che cosa vi siete detti?
Abbiamo vallato un boy in generale, quelle che Nord meccaniche intendevano fare in Cina,
e che cosa ci potevano dare a loro.
Io posso dire, frango, franche, che i comunisti sono in Italia, non sono in Cina, la forza
dei cinesi che c'hanno tanto voglio di crescere e c'hanno tanti soldi, loro copri, ma noi
ogni anno stiamo un passo avanti.
Quindi questo è il segreto, stare sempre un passo avanti?
All'oggi.
Io posso dire che io mi sento oggi nel settore a coppiodrice cinque anni avanti agli altri,
e fra qualche anno ancora di più, bisogna vendere la tecnologia, però bisogna avere
il coraggio a dire, basta Piacenza, basta Milana, siamo un mondo unico.
La riduzione è personale e fondamentale, quindi noi oggi siamo a gestire macchine come queste
con un operatore e un aiutante per le bobine, quindi questo dà anche il senso della tecnologia,
comunque una macchina più di 30 metri, e poi questo gestito faccio inventare un solo
operatore.
Oggi siamo abituati a questi oggetti, alle app che gestiscono mai tutto, prima parlato
di semplicità, possiamo collegare un po' anche questo mondo a macchine così, con queste
dimensioni ci entra un po' di intelligenza artificiale, di tecnologia anche qui.
Assolutamente sì, noi oggi abbiamo dei sistemi, come dicevo, siamo tra i cinque più grossi
clienti di Simmence, ripeto non solo per quanto riguarda chiaramente i volumi che
facciamo, ma anche per quanto riguarda la tecnologia che abbiamo sviluppato, noi siamo
beta testata oggi per Simmence, qualunque prodotto che viene messo sul mercato viene prima provato
da noi, chiedo il nostro giudizio per poi dopo capire se può essere un prodotto che
va migliorato, va bene o va tolto dal mercato, caso estremo.
Oggi tutte le macchine vengono gestiti da computer, computer come questo che è un touch screen
e lei da qua oggi gestisce
tutta la macchina, quindi oggi gestisce
e in più visto che appunto queste macchine sempre di più devono gestire materiali diversi perché
poi il mercato dell'imballaggio presbio, un mercato che è collegato molto anche al marketing,
quindi cambia in continuazione e per i operatori molte volte diventa difficile ricordarsi tutti
i settaggi di impianti così, quando dentro loro possono archiviare tutte le lavorazioni che
hanno fatto, quindi tutte le lavorazioni che hanno fatto le archiviano, quando devono rifare la stessa
parte della er brainstorming.
posso immediatamente accoppiare come si dice in gergo e colseggiare al mio cliente final.
Quest'azienda finché sovvivo io non si vende mai a qualsiasi, anche se mi arriva oggi un
e cotto e miliardi, non mi fa gola, che non bisogna vendere mai un pacchetto di azione
a una finanziaria o a un fondo, perché i giorni che arrivo a un fondo, una finanziaria,
il cervello tua non funziona più, perché tu devi fare quelle che dicano gli altri.
Allora, se tu devi vendere, vendere a 100%, non restare neanche a 10%, come perderò tempo.
Il suo rapporto con i suoi dipendenti, con i suoi collaboratori, ho letto che addirittura
a lei anche in tempi di crisi arriva fino alla 15, ma mi è perso per un attimo di incrociare
una storia che in qualche modo mi ricorda un grande, uno strato italiano come i vettichi.
Guarda, innanzitutto io quando si è arrivato qua e io ho parlato ai dipendenti per loro
era una novità, non si aspettavano di fare la cena a Natale, qui non facevano niente,
di non dare il pacco a Natale, qua in momenti della crisi, industrie italiane non hanno
consegnati panettona ai dipendenti, noi il nostro pacco ogni anno è 120-150 euro, sembra
quello. Vi posso dire che quando io ho gli incidenti, i miei dipendenti chiedevano ai
figli miei, chiedevano ai miei collaboratori come stava, tutti che si preoccupo se sto
bene o sto male. Questa azienda non prendeva una premia, prima abbiamo vendato un premio
e poi il secondo premio, poi un giorno abbiamo fatto un accordo che è quasi una 15 sem, senza
trattare con i sindacati, i sindacati sono restati male, perciò è l'unica azienda
che prendeva a 15 sem, in tutta l'Emilia, perché l'agenda è partita da bassa poi
fa in alto. La produzione non l'ha fatta con i cercelli, poi si cervella, vincende
i cercelli, poi si cervella, ma se non tiene una massa che parta da bassa, che crede nell'agenda,
il risultato non arriva. Tutti qua l'orgoglio Piacentine e la Nord Mechanica e Antonio Cercello.
Lei gli ha regalato addirittura una squadra di palla volo che era portata in A1?
Abbiamo portato da A1, ma qua dall'inizio degli amici hanno parlato di palla volo e
siamo andati a una società di palla volo maschile, abbiamo vinto lo scudetto e ci
siamo andati. Poi c'era una squadra di A2, che era qua la Rebecca, l'abbiamo rilevato
noi. Dopo un anno abbiamo vinto contemporaneamente due scudetto, due cop e due supercop. L'anno
scosso l'hanno andato tanto bene, quest'anno abbiamo rinnovato la squadra a 100%, siamo
a primo post e abbiamo vinto già due partite, una coppa di campioni, in Romania abbiamo
vinto 3 a 0, questo lo faccio per la città. Piacce un po' di tina a me, però questo
ho fatto per la città.
Ingegnere ha raggiunto tutti i risultati che si era prefisto, qual'è il prossimo?
Traguardo mio oggi che innanzitutto tengo due figli che si sono inserite benissimo,
hanno capito che cosa, che oggi tu puoi avere delle belle macchine, però se non tieni cliente
è meglio che stai a casa, cliente è la priorità. Questa vecchia azienda in vendana è fatta
300 macchine. Noi da 2000 oggi abbiamo fatto 2700 macchine, ma è cambiato tutto e oggi
le macchine Pickel che noi costruiamo in Cine, i stessi clienti che sono venuti qua vanno
a un'altra parte a prendere le macchine in Cine perché non è cambiato niente, la stessa
qualità. Invece ci sono i furbe che vanno lì, si fanno i rottami e prendiamo, invece
no. Io non mi posso permettere il lusso di sbagliare una macchina perché ci rimetti
in nome.
Ingegnere grazie per essere stato con noi.
Grazie a lei.
E buona fortuna ancora.
Grazie, grazie, grazie.
