attenzione signori, fine riposo riprendiamolo trova, fine riposo riprendiamolo trova, si preparano
il super coscenico degli artisti, i signori professori sono invitati a prendere posto
un po' di notici.
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Questo rollo lo adoro perché è così attuale e questo uomo che ha il coraggio di parlare
di una maniera che forse in quel momento non si capiva.
Aveva delle ideale e lui si gioca per queste ideale, ma soprattutto si gioca per amore.
E questo per me è lo che mi porta al mio canto in Andrea Scenie.
E questo uomo è pieno di nobiltà che ogni parola e va alla parola più importante, come dice una prima,
non conoscete amore e lui tutta la opera si gioca per questo ideale.
Finale dell'area di Scenie, le ultime due battute, soprattutto per gli archi che avete il tremolo fitto,
fatemi sentire dove è scritto un grande accento e un grande accento sul terzo.
Sempre grandi accenti.
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Giordano aveva già composto due opere, una mala vita che aveva ricevuto un discreto successo
e poi la regina Diaz che fu un clamoroso fiasco, dal punto da farlo praticamente licenziale della Cara Sonzogno.
Aveva quasi addirittura pensato di ritornare a fare il maestro di schermo nel suo paese.
Poi il Barone Franchetti gli propose un libretto di Illica che appunto era questo dramma storico dell'Andrea Scenie.
Nonostante il parere un pochino unanime che quest'opera fosse un'opera ben fatta,
Sonzogno non volesse rappresentarla, se non che si mise di mezzo una raccomandazione
quella del maestro Mascagni che disse che secondo lui era un'opera di prima qualità che aveva tutto il diritto di essere rappresentata.
E così fu.
L'immagine sei d'un mondo in cipriate tolo, va di uomini in secche di merletti, affrettate, accellenate le gabotte gioconde i miei venti.
E se la vostra sorte razzaleggiadra e grea e gli unici serbi e sfermo in unice il libretto in grida
è l'ora dell'amore.
Allora secondo me quello che vi ho trovato adesso è perfetto.
Io resterei forte noi, noi restiamo forti perché funziona benissimo e vuoi un po' meno così.
Quindi per voi restate come prima e loro invece no.
Questo opera non inizia a raccontare un po' la storia dal punto di vista di un servo che ci fa sentire a che punto di tragedia
del momento storico stiamo attraversando perché partiamo da una Francia con un'iminente rivoluzione francese
dove ovviamente questa famiglia nobile vive proprio fuori di queste problematiche sociali e politiche della Francia
quindi diciamo che il mio personaggio all'inizio anche se è una ragazza molto sensibile
però il suo problema più forte è il busto stretto come lo dice nella sua primaria.
Quando cominciate voi soli cominciate proprio dalla corda piano, vibratismo piano piano piano
molto suole, dal più mosso? Esatto, io le fò brutte tutte.
È un busto stretto a scuomio ombra di volo in un corsetto come susa in segna di una cara
che tuo corsetto è cosa rora.
C'è l'arrivo di Andrea Chénier che è un po' sembra che è venuto anche non con tanta gioia
da quando lui entra anche registicamente il mio volto e non fa altro che seguirlo
però c'è sempre questa cosa di scherzare, siccome lui è una persona che fa le sue parole pesano
e se viene chiesta una poesia lui non è uno che viene ad animare la festa, risponde un po' male alla mia mamma
e io pensato adesso li faccio uno scherzo, io lo farò poettare.
Allora, signori del coro, non siete mai presenti su perché ridete poi che c'è, che c'è?
Facciamo dell'andantino.
Bravo di urlire un reglio dopo voi o una poesia per buona copersosa.
La fantasia non si piega a comando o prece umile che capricciosa sai la poesia a guisa dell'amore.
Perché ridete voi che c'è?
Lui arriva a parlare propriamente di lo che dovrebbe essere e lo che forse sarà il cambiamento della società e logicamente disturba
però tu vedi la musica così perfetta in ogni parola, quell'aria è magica.
Tu dalla terra alla mia fronte veniva una carezza viva, un bacio, grida e vinta d'amare.
L'amore, dove vi puoi divinamente bella a patria mia.
Lui, la cosa più bella, che comincia cercando di spiegare di una maniera molto più soft, ma quando lui ha l'attenzione di tutti, lui comincia a sreddurre con il clacchiesa, con il potere e questo è meraviglioso, è una revoluzione di vita.
E al sordorecchio, un tremolo veliardo in vano, chi ne va a pane, a invalsaglia la mano.
Parca i deliovi e torri luscio, o nuovi calomriove stariano al suolo, quel erario appena sazie, e contro a Dio scagliano e contro agli uomini, la lago rimana ai peli.
Mi piace tanto, soprattutto, fare i colori a questo ruolo e togliere un po' il verismo e solo pensare solo la vocalità, un solo tono di vocalità. Questo è il bello.
Per no e con corde la bolldere sulla testa di Marat.
Il vero sancratto!
La bella castella! La bella castella!
La bella castella!
Il vero sancratto!
Il vero sancratto!
Il secondo atto si apre tutto con questa esplosione orchestrale che è l'effimera libertà della democrazia ritrovata o presunta democrazia ritrovata dopo la rivoluzione.
Quindi, a questa gioia, io ho fuori che però sono già presenti le spie, spie e i delatori. Andrea Scenier è un personaggio scomodo, viene consigliato dall'amico Roussé che gli consegna un passaporto, gli consiglia di andar via.
Non è aria buona per lo in quel momento a Parigi, deve andarsene.
Marcello, c'è sempre un momento delicato, è il momento che da qui davanti ti vai a sedere sul seggiolino dietro sul tavolo, è una camminata strana, però cerchiamo di risolvere la Marcello.
Per il tempo? Perché non si sente?
No, no, no, no, no, no, è un fatore di tempistica.
Ah, cacchio. Ascolta, possiamo... perché io sono qua che dico...
Sì, soldato, porvene, il mio, il mio destino forse qui voli.
Se quel che obblamo mi sa vera, resto, se non sia vera.
Quello non puoi far diversamente.
Siamo signori.
Sì, soldato, porvene, il mio destino forse qui voli.
Se quel che obblamo mi sa vera, resto, se non sia vera.
Allora partino a questo mio destino si chiama amore.
E lui rifute di andarsene perché ha avuto delle lettere con delle parole che hanno suscitato delle sensazioni che lui non aveva mai provato.
E quindi decide di restare anche a costo della morte.
Sì, che vuole che ha parlato la sua voce al mio cuore.
Il resto, perché, come dice, ancora partiranno, questo il mio destino si chiama amore.
E questo è magico perché lui accetta il destino.
Sarà questo, voglio trovare l'amore.
Pure alla fine che riusce, cerca di conviene, ce lo parla male di queste lettere, di questo non ti conviene,
per questo instinto che ascenie è magico anche.
E puro, ha una visione chiara.
Non mi ritardo, eh.
Ok, l'agnota tua scrittrice me lo fa ancora a tempo e poi me lo accellera.
L'Andresenie viene avvicinato dalla dama di compagnia che, appunto, gli chiede di restare,
che fra poco arriverà una donna che è minacciata di gran periglio e che ha bisogno della sua aiuto.
Questa donna, non è una donna che lui non può nemmeno immaginare chi possa essere.
Questa donna è Maddalena.
C'è questo duetto meraviglioso in cui lui capisce
che quanto importante è stata la figura di Cenier per Maddalena.
Quindi nasce questo rapporto meraviglioso fra loro due che va oltre l'amore,
perché dura pochi stanti, pochi minuti, che però sconvolgerà loro vita.
C'è che la grande novità sia
che la grande novità sia la grande novità sia.
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
Ma chi sei?
