742 giorni, 13 ore e 24 minuti di progettazione, 6 viaggi andate in ritorno nell'arco di una
vita e più di 70 libri letti, un progetto di ferro ma aperto al cambiamento e tre persone,
un fotografo, un regista ed un videomecchiere, a formare il dream team di un viaggio 6.000
km oltro Cerno, con più di 7.000 km per corsi in loco con tre auto veicoli di cui uno andato
distrutto. 59 giorni operativi e decine di persone intervistate, fermate, importunate,
più un traditore, tante date importanti ed un solo obiettivo, raccontare la realtà di Cuba,
l'altra Cuba. Svegli alle 5, con il mare che mi guarda dalla finestra, sono a Cuba.
Abbiamo più valigia che capelli ed un Vanda Superstar, il Dai Kiri Express.
Mangiamo chilometri di strade e chili di persone e colori antichi e scritte socialiste.
Perso Playa, Hiron. Pierantonio vestita in gabardene per visitare i luoghi
dello sbarco. Nuovo al caldo e tutto lo spettro del verde.
Ci accultoriamo su questa paradossale terra. Tra cocco drilli e spiaggia al tramonto,
ancor più ricche di colori, come se non ce ne fossero già abbastanza.
Partiamo all'alba, amanti della luce magica del mattino, su questa spiaggia in ospitale.
Poi un caffè amaro dalla signora Yolanda, che ci racconta della straordinaria battaglia
alla baia dei forci. Dall'inferno di Kamagwey verso Lgynna, il caso
gioca con noi a Zonzo per la città. Primediamo un pranzo per il giorno dopo da Héctor,
un fotografo del posto, attratto a noi dalla Yashica di Pierre.
Scopro che a Cuba non esistono il primo e secondo a tavola.
Ripartiamo, con Héctor che mi dice che ora ho una casa anche a Cuba.
Passo dei giorni di grande preoccupazione, ma era una clasora del biglietto d'andata.
Amen.
Questa strada più buca che Cuba. Arriviamo in giornata a Bayamo, domani preparazione
all'escursione sulla Sierra Maestra. Primo contatto, sarà l'inferno più bello
della mia vita, lo so. Colazione 5.30, partenza a ore 6, alla volta della Sierra Maestra.
La domanda che mi può muovere, perché cazzo sono i turisti su quest'isola? Non seguono
le vie della rivoluzione.
Azzonzo per la città. Le cose nel gruppo iniziano ad andare bene, con la calma dell'avere
un mese insieme davanti.
Abbiamo trovato la cappetteria.
Shusha per Piantoni e succo di papaya. Il Decir express diretto a Manzanitio, obiettivo
di incontrare Polo Torles e il capitán Descazzo.
Incontro Cogliuri, malato di Trisumia 9 e un caffè con una piccola comunità. Stiamo
vivendo delle grandi esperienze sociali, monete per la nostra ricchezza d'anima.
La Salmonellosi mi ha costretto a letto tutto il giorno. Mi sento responsabile verso il
tempo perso per il progetto, ma soprattutto per Piero e per Luca. Fanculo.
A due ore da Playa della Scolaradas, a due giorni dal desembarco del gramma, è iniziato
dicembre, con la regola tutte le albe e tutti i tramonti rispettata. Luca si sta sacrificando
per stare dietro ai ritmi di un Piero Antonio caro armato che pari inarrestabile. Siamo
diretti al luogo del desembarco del gramma, 1,8 km a piedi, per arrivare ad un mollo
nel mare più verde e blu del creato. Non è l'inizio di una storia epica, ma
solo la via della nostra giornata. In contro con il veterano di Eluvero Mendoza
e poi meritato relax. Strade inagibili ed un lungo viaggio verso Santiago de Curo. Lungo
la costa sud, Cuba sembra la cornovaglia. Sosta del Luvero per ammirare i luoghi della
grande battaglia. E poi via di nuovo, da guire express lanciato sulle strade di Santiago.
Nelle case dei veterani del 30 novembre, quando tutto è ben inizio. Ho l'impressione di
star viaggiando nel passato, vivendo Cuba come un'unica grande città con un unico racconto
che poi fu storia. A Santiago, la città di Franco Paese. Riusciamo ad incontrare Donose
Conrado con l'attenzione di parlare con un nemico pubblico. Ora si inizia a ballare.
Messa a cittadina a Santiago. Ventilatori in chiesa e l'emozione di vivere in un modo
nuovo, vivo, un evento che conosco sin da bambino. Con la differenza che qui i bambini
firmano le petizioni. Meravigliosi incontri ad atto dei cotiglia,
tonico, Luisito e il bimbo. E poi riprese e foto ai paesaggi della sierra, infiniti
ed intoccabili davanti a noi, tagliati dal sole. Viaggiamo per 7 ore con questa terra
che ci regala istanti visivi a 80 chilometri orari. Credo che alla fine di tutto ciò
dovrò ringraziare per molto tempo Pierre e Luca. 24° giorno, tre ini darlo, con un ragazzo
sincero e deciso, che ha 18 anni già vissuto il carcere.
Oli Sbei. Pierre Antonio ripercorre le strade delle
sue esperienze passate a Cuba. Tutto quello che vediamo e viviamo qui, di certo non ha
per noi la stessa forza che ha per lui.
Gita in barca che ha fatto sentire Pierre Antonio più che mai fit Scarraldo. E scalata la nambadiglia.
Oggi pomeriggio con due giorni di anticipo sarà la Havana. Non credevo mi mancasse così
tanto la città. Tramonto e nuvole da togliere ogni gramma al cervello. 17 dicembre, un mese
dopo, riconsegniamo il Decheer Express dopo 7000 chilometri assieme, rimarrà nei nostri
cuori.
Incontriamo per la prima volta Ioanni Sanchez e il marito.
Un'acquazione a tropicare i suoi sorprendi, come non avevo mai visto prima, con tanto
di panno piegato al vento.
Abbiamo recuperato Jose Alberto, il nostro Virgilio, che ci ha condotto da persone speciali.
Non tutte, forse. Azzonzo per la città. E poi, e poi Juan Juan, figlio di un comandante
della rivoluzione. Lui, un dissidero. Manca una settimana la mia partenza. Non so se
essere triste o felice. Matinata a playa di SSS di Miramar, con la
segurità d'estalo sempre vicina a noi.
Oggi facciamo proprio i turisti.
Il pomeriggio dedicato alla cena di domani e al contatto con le nostre famiglie.
Il risveglio è stato meraviglioso, compiere Antonio che ci sveglia con un caffè a letto
e canzoni di Natale che arrivano dal bagno. Domani è il mio ultimo giorno qui a Lavana,
vorrei non dormire.
Oggi il malecon mi ha salutato, a fine strelino aperto. La valigia è già pronta, e connessa
il mio cervello è già in aeroporto. Non so se invece sono pronto a tornare a casa,
alla vita quotidiana. Qui il rodaggio è finito da un pezzo e connesso
le dimidezze. Si vive come grandi amici e amici da tempo.
Sto bene e mi sento a mio agio con alcune tra le migliori persone al mondo indiscutibilmente.
Quanto mi ha cresciuto tutto ciò, quando gli devo e quanto ho dato loro.
A ogni fine un nuovo inizio ed è bello accorgersi di quando le ossa iniziano a formarsi.
Ora sono davvero ricco e rientro come direbbe Pierre Antonio, seguito da un sorriso modesto
di Luca. Rientro da Superstar.
Buon appetito!
