Come promesso, questo è il terzo rapporto del nostro osservatorio su Big Data per quanto
riguarda il referendum costituzionale che si è appena tenuto.
Noi abbiamo pubblicato un primo rapporto il 18 ottobre in cui si evidenziava una nettissima
prevalenza per no.
Nel secondo rapporto, il 18 novembre, il T sembrava aver preso un leggero sopravvento
anche se la sua spinta propulsiva sembrava essersi molto attenuata.
In questi 15 giorni abbiamo osservato il silenzio elettorale però abbiamo continuato a monitorare
la reta, almeno per quella parte che noi teniamo sotto osservazione e oggi vi presentiamo
quello che è successo nell'ultima settimana prima del voto.
Come al solito iniziamo dalla mappa semantica che potete vedere in questa diapositiva e adesso
vedrei a Andrea di spiegarci come si legge.
La mappa semantica è analoga a quella che abbiamo visto nelle due precedenti osservazioni.
Vediamo che comunque il discorso circa il referendum si è sempre incertrato intorno alla figura
politica di Renzi quindi è stato un referendum molto personalizzato dove chi ha espresso
il voto lo faceva anche in base al fatto di essere a favore del governo oppure no.
Si parlava di sacralità della Costituzione per il fronte del no, si parlava dei benefici
della riforma per il fronte del si, vediamo qualche elemento di disturbo come la questione
ultimo secondo circa le matite che sembravano non essere copiative quindi c'erano dubbi
circa la legittimità del voto ma la cosa veramente importante che poi si collega al
potere pretettivo delle nostre analisi è la distanza tra i principali hashtag io voto
no e bastamo sì che è stato unito con l'hashtag io voto sì.
Se noi andiamo a vedere il io voto no è ancora prominente in tutto l'ambito del discorso
e se andiamo a vedere numericamente la discrepanza tra i due hashtag abbiamo percentuali 59.79%
a favore del no che assomigliano molto a quelli che poi sono stati gli esidi effettivi del voto.
Possiamo dire in chiave di comunicazione che il Presidente del Consiglio puroscendo vincente
sul piano dialettico da ogni confronto interpersonale in realtà con la sua presenza che lui ha
speso senza risparmio non ha fatto altro che focalizzare ulteriormente l'attenzione
su di sé per cui alla fine si è votato in primis sul Presidente del Consiglio, in
modo di vedere sul governo e solo in subbordine ancora sulla proposta di modifica costituzionale.
In questa diapositiva vediamo le due sottoreti del sì e del no a confronto.
Andrea, ci vuoi spiegare come possiamo leggerla?
Sì rispetto anche alle precedenti figure che avevamo visto in questo senso vediamo come
la rete del no si è comunque spansa è rimasta piuttosto poesa e compatta anche se c'è sempre
un po' di commissione tra il no e il sì e mentre la rete del sì sia un po' disgregata,
sia un po' sparpagliata quindi per così dire ha subito un indeppolimento in termini di rete.
Questa è una indicazione più qualitativa che però poi vediamo si rispecchia fortemente
nell'indicatore del dinamismo. Che possiamo dire professore circa il dinamismo?
Il dinamismo rappresenta l'estensione e l'eterogenità della partecipazione al dibattito in rete.
Si vede chiaramente come dal punto di vista del fronte del no questo dibattito sia stato
sicuramente più partecipato e abbia coinvolto una maggiore molteplicità di soggetti mentre
sulla parte del sì abbiamo avuto una focalizzazione su pochi soggetti e in modo particolare su un soggetto
fortissimo costituito dalla persona del Presidente del Consiglio.
In conclusione questo studio ha avuto un carattere sperimentale cioè ha permesso di fare un test
sul campo, sul caso abbastanza interessante degli strumenti che stiamo mettendo appunto
perché mi sembra abbia dimostrato una buona capacità previsiva. Naturalmente si tratta
di strumenti che devono ancora essere perfezionati. Penso sia stato anche molto interessante
partecipare allo studio. Chiedo ad Andrea che l'ha condotto prima persona se si è divertito
nell'analizzare quello che stava succedendo in rete.
Beh, è stata sicuramente una bella sfida. Le metri che usiamo sono abbastanza innovative
per questo anche le stiamo mettendo appunto però c'hanno dimostrato come nella rete risiedano
segnali di coscienza, di intelligenza collettiva che sicuramente se li andiamo a leggere
ci possono dare informazioni molto utili ed interessanti.
E portare avanti questo caso al studio ci ha anche aiutato a selezionare le metri che
che sono più importanti per operare delle predizioni anche in futuri aggiornamenti diciamo.
Grazie Andrea. Ovviamente il nostro campo di applicazione principale nel quanto riguarda
queste tecniche rimane quello aziendale in particolare marketing, la customer satisfaction,
gli analisi e supporto delle risorse umane. Però se ci sarà un'altra occasione di interesse
generale come per esempio le prossime lezioni noi siamo protti a raccogliere anche questa sfida.
Grazie per l'attenzione e grazie Andrea. Grazie.
