In una zona di terra dove avvenne più che una guerra continua, cioè dire una sperimentazione
incorporevili, non solo di armi sempre più perfezionate, ma di qualcosa di assai più
tremendo, che è il tentativo di distruzione dell'uomo attraverso la distruzione del suo
sistema psicologico, del suo sistema nervoso, tagliandogli progressivamente, va bene la
luce, l'acqua, è meno tagliandogli progressivamente la certezza, non dell'esistere lui, ma dell'esistere
degli affetti che a lui sono più cari. Questi insistono a fare arte, sì per una necessità,
ma anche per una forma di sopravvivenza, di reazione, e l'arte qui è la vera controguerra
che loro possono fare con armi assolutamente pacifiche.
Nelle situazioni più disperate, che sembrano le più extreme, senza via di uscita, sempre
l'uomo, più cosciente che dietro l'angolo può esserci la sconvitta, lo scacco eppure
ci prova lo stesso, con tenacia, con la fede assoluta nell'uomo e nell'arte che l'uomo
è capace di esprimere.
