Perchè disegno i heli?
Perchè fai arte?
Perchè?
Perchè fai arte?
Ho bisogno di disegnare perché è l'unico modo in cui riesco a esternare me stesso.
Riesco a esternare i passioni, quello mi circonda, quegli attimi che durante la giornata
hanno un minimo di senso per me e che possono essere le cambiamenti, le cose banali nella mia vita, tutto.
Infatti disegno la sera.
Disegno non dipingue, questa è una cosa fondamentale.
Penso che sono molto differenti delle cose.
Disegno senza preparare mai uno schizzo preparatorio di qualsiasi cosa che ho perché non esiste una preparazione,
con un bozzetri, quello che voglio fare, una cosa molto migliore e spontanea.
Non mi interessa la tecnica, non è un obiettivo che voglio raggiungere nella mia arte,
anzi sto cercando di eliminarla il più possibile.
Ho dipinto per tanti anni, senza mai riuscire a raggiungere niente.
Ero insoddisfattissimo e per questo ho smesso quattro anni di fare qualsiasi cosa che volessi chiamata arte.
La base dei miei lavori c'è, diciamo, soprattutto i legami effettivi, le persone che mi circondano,
cioè un meglio quello che tra quelle persone mi circondano.
Ci sono i sogni, ci sono i miei pensieri e quello penso della realtà, della quantità in età.
Chiaramente sono mescolati tra loro in immagini che in un patto sembrano indefinite,
ma che comunque hanno dei segni inde simboli che caratterizzano ogni cosa,
ogni mio pensiero, ogni giornata.
Adesso sono personaggi deformi, sono peschi, incroci tra uomini, animali.
Sono dei personaggi fontomatici che vaggiano nella mia mente,
che soprattutto negli ultimi lavori portano sulla pelle delle storie,
perché infatti mi faccio molto al tatuaggio, al latte dello bro degli anni 70-80,
perché il tatuaggio secondo me è qualcosa che quando decidi farlo ti imprimi sulla pelle.
È una storia di vita che non la cancela di più.
È un po' quello che faccio io nella carta, cioè imprimo quei sogni, quei ricordi e quelle passioni che non voglio cancellare.
Tutto questo però c'è l'uso anche di un'altra simbologia, di altre esperienze,
di un'altra visione del mondo che è un po' più globale, molto meno personale,
è l'uso appunto di simboli quali crocifissi, svastiche, simboli massonici, occhi illuminati, eccetera.
E questo perché? Perché diciamo, come se da essere una maschera, un'acquettura,
quello che sono io veramente, quello che è il disegno e quello che è mio dentro al disegno,
e loro un po' lo scurano, abbagliano un po' lo spettatore, questa cosa mi diverte molto,
perché delle volte si riesce soltanto a vedere quelli sulla carta mentre rimangono nascosti le cose mia più personali.
E' un po' la rappresentazione, la mia visione del mondo che si riesce sempre bene a coprire tutto
e così facilmente basta una cosa che abbaglia un attimo e tutto il resto deve ne cancellare.
Punto.
La morte è un alto elemento caratterizzante dei miei lavori, che mi affascina moltissimo,
mi affascina a questo tempo chiaramente, è uno che a tutti fa un po' paura.
Mi sono inventato, diciamo, una fantomatica filosofia per un progetto che ho fatto di disegni,
che era quello della visione del mondo vista da una persona morta, deceduta.
È un po' una metafra di una persona che riesce a vedere dall'esterno,
senza influenze, senza input, quello che gli accade intorno.
Di ragionare su tutto la sua vita, di ritornare all'esterno del passato,
di vedere quello che abbia nel futuro, di trovare a prevedere quello che abbia nel futuro,
però visto appunto senza un tipo di influenza, senza nessuno stimolo.
Da qui sono partito e appunto ho cercato di disegnare questa visione,
questa visione metaforica di quello che mi circondava,
cioè di vedere l'amore da un altro punto di vista, di tutto.
Da me, almeno questo totale èlementso in parte.
Sottotitoli a cura di QTSS
