Il signore che oggi si è seduto del divano accanto a me si chiama Armando Lorenzini e
voi ancora non l'avete inquadrato ma lui io lo definisco il divulgatore culturale
ultimediale perché Armando?
Grazie per la definizione così importante, effettivamente però riassume un po' la mia
esperienza allora io quando penso quello come mi definirei definisco che è tutta una
persona curiosa che quindi ha sempre avuto una passione per tutto quello che va a che
fare con la cultura, con quello che potevano essere gli aggi, con quello che potevano essere
un po' tutti i tipi di arti ma questo perché?
Perché sono nato in una casa dove c'erano migliaia di libri, il padre era un ufficiat
dell'esercito però il padre che eravamo quattro fratelli stava attento magari a
non spricare i soldi in cosi inutili però non ha mai espermiat una lira di vecchie
lire per quello che poter essere un investimento culturale quindi noi avevamo tutto quello
che ci genitori, pensateci, tutto quello che fosse importante però con una grandissima
aperturamentale quindi tutti i tipi di pubblicazioni quindi non una specializzazione c'era dalle
dei viaggi, alla l'arte, la musica, la storia, questo mi ha aperto enormemente la mente,
mi ricordo però che da bambino e questo era un'esperienza più comune per molti c'erano
alcune ciclopedie, mi ricordo un milione atlante che non state fatte negli anni 50
di Agostini e che erano legate a quello che era stato questo sforzo allora secondo me
molto importanti di questo editore di divulgare la conoscenza a livello popolare, cioè quindi
quello che aveva pensato invece di affrontare un grosso costo per comprare un ciclopedia
nel momento in cui la gente era appena uscita della guerra quindi di ciclotà economica
c'erano ancora ha pensato di frazionare questa pubblicazione in fascicoli e proprio le
medicole e questo ha fatto sì che molte famiglie si dotatero. Certo, e questa fu un'intuizione
formidabile, nacco è il momento delle dispense delle ciclopedie, la dispense è il momento
dell'arricchimento delle dispense, cioè il secondo steppe di questo è stato dell'arricchimento
delle dispense con dei contenuti multimidiali e lì comincia ad arrivare tu perché crei
una casa di produzione. Io sono arrivato, sono arrivato, ho vissuto il momento proprio
del massimo fulgore delle editorie a cartacee e il passaggio progressivo a quella tradizionale
perché quando sono arrivato a lavorare diciamo quindi, fine anni 90, primi anni 80 era proprio
il momento in cui stava cambiando di nuovo la nostra cultura, stavano arrivando le tv,
quelle che lo chiamavano tv libero, le tv civate eccetera, quindi la gente cominciava a dedicare
molto più tempo alla televisione, c'erano offerte enormi di informazioni e video e la
cultura diventava sempre più visiva. Quindi io voto l'opportunità, io a quei tempi avevo
un'agenzia di pubblicità importante, fami e clienti c'erano anche RCS e RCS in quegli
anni aveva fatto un'area che sembrava film tv che cominciava a produrre film importanti
con Kevin Costner, con Mel Gibson eccetera, ma anche con la sua area Fabri fare in ciclopedie
e che sempre di più avevano i contenuti multimediali. A un certo punto mi sono trovato a incontrare
una allora piccola casa d'itrice che si chiamava B-Working che stava partendo da poco e che
aveva proprio voglia di dedicarsi a quest'area che riteneva ancora con una grande opportunità.
Ecco, allora abbiamo cominciato a fare le prime produzioni, mi ricordo in ciclopedia
del cinema horror, del cinema di fantascienza eccetera, per poi arrivare sempre di più a
toccare delle aree che allora erano totalmente nuove, in particolare qua della storia. Esistevano
dei grandi archivi, ad esempio sul fascismo, sul nazismo, sulla seconda guerra mondiale,
che erano stati visti pochissimi in televisione che non esistevano neanche delle trasmissioni
dei canali dedicati come adesso e quindi cosa abbiamo fatto? Abbiamo cominciato a costruire
dei progetti che avessero una forte componente visiva, quindi una parte, diciamo, di commentaristica
è una parte di commento legata. Certo, è stato un po' anticipatore anche di tutto
quello che ora si vede nei canali satellitari, con il canale della storia, il canale del
National Geographic eccetera, e poi diciamo hai utilizzato questa tua tendenza alla divulgazione
culturale e multimediale soprattutto anche attraverso le pubblicazioni di Agostini.
Io ho lavorato moltissimo con Obi Warp e con la di Agostini, ho lavorato con selezioni
in Death's Diege, perché ho lavorato con tutti i grandi player.
Infatti, sono state alcune occasioni di incrosci, sì, va bene.
I grandi player, questo è stato veramente affascinato, perché è stato capire che comunque
i mezzi, i diversi medium utilizzati, avevano dei linguaggi diversi, quindi sapevano utilizzare
al meglio le potenzialità di l'uno e dell'altro, e questo mi ha aiutato l'esperienza anche
del campo della pubblicità che era sempre molto avanti nella gestione dell'immagine,
dell'attenzione particolare, della cura e dell'edizione. Quindi un lavoro direi di
alto livello anche estetico e culturale che però ha avuto un numero enorme, perché adesso
noi parliamo di televisione, ma il numero di questi fascicoli erano enormemente superiore.
Sì, ma poi andavano avanti negli anni, perché c'erano l'orenzi stampe, vari, eccetera, ma
poi, Armando Lorenzini, come avrete capito come me, è una persona di sordito dicendo
io sono una persona curiosa, a chi lui dice, insomma, siamo persone curiosa, tutti quelli
che ci muoviamo in questi ambienti giornalistico creativi, eccetera, e poi lui non poteva dimenticare
la possibilità di passare dal multimediale iridicola al multimediale e quello in televisione.
Infatti, gli è venuta in mente anni fa il famoso canale cultura, che ovviamente quando
si parla di cultura in Italia, gli ostacoli sono infiniti, insomma, no?
Allora, per noi, il predittore, allora, mi definirà questo, un impreditore culturale,
come per impreditore, cioè l'atteggiamento di chi vede il futuro e lo porta al presente,
cioè vicino al futuro, cioè lui dice a traguardare quello che succederà e lo vede disponibile
alla gente normale, cioè quindi intercettare tendenze, intercettare sistemi voluti e trasformarli
poi in metodi di fruizione apportato di tutti.
E diciamo che noi abbiamo molto questa fantasia, questo coraggio, questa follia, perché poi
il predittore è anche una componente d'italia, si è andata a guardare gli investimenti che
portano poi dopo a risultati mediati, farebbe tutt'altro investire.
Ma infatti il limite dell'Italia, qual è oggi, che non troviamo dei rinvestitori,
perché sono persone che sono disponibili ad investire un sacco di soldi per acquistare
l'ennesimo appartamento, però l'investimento a rischio non esiste, infatti le aziende
nascono negli Stati Uniti, non in Italia, le nuove aziende.
Niente, non abbiamo il concetto che l'innovazione è il motore che fa crescere l'impresa,
cioè l'impresa arriva a una maturità e così continua a fare sempre meglio le stesse
cose, ma se non c'è un innesto di energie nuove non succede niente.
Siamo accorti che il mercato dell'edicola veniva progressivamente trascurato dei grandi
dittori, cioè non è che fossi finito, a un certo punto i grandi dittori hanno deciso
po' autonomamente che non interessava più.
Sì, era diventato tutto gossi.
Passiamo a cose molto più leggere, quindi anche i grandi rivisi, tipo i eroni, i suddentati
banali, eccetera, e si aprevano spazio.
Contemporaneamente c'erano opportunità enorme e emergente nelle televisioni, perché l'arrivo
del digitale terrestre ha fatto sì che il nuovo sistema di emissione rendeva possibile
veicolare molti più canali sulla stessa sanità, con una qualità anche superiore, quindi colpo
c'è stato un'enorme fame dei contenuti, ma noi abbiamo intuito, intercettato questa
esigenza e abbiamo detto ok, se noi producessimo contenuti però culturali, quindi facendo
riferimento alla nostra esperienza di documentaristi, di vulgatori e quindi opera sulla musica,
sulla storia.
Certo, certo.
A talk show, che poi faremo magari insieme a una talk show, dedicati a un pubblico colto
perché il pubblico televisivo non è pubblico banale, è 12 anni come viene definito, o
della signorale, Casalinga di Vogueira, cioè è una questione ben diversa, c'è di tutto
e anche di alto livello, e quindi abbiamo pensato di costruire dei contenitori culturali da
proporre le televisioni.
Per legare tutto abbiamo pensato a questa idea di fare un canale cultura, quindi avevamo
fatto una syndication di moltissime televisioni che per alcune ore al giorno trasmettiamo
i nostri contenuti, ed è stato un successo importantissimo.
Come sempre, e questo purtroppo, la pubblicità locale spesso invece viene gestita in modo
un po' superficiale, quindi il target di sostenitori finanziari è difficile a trovare, però abbiamo
continuato coraggiosamente, perché comunque vi teniamo che l'improvvittore culturale
non possa limitarsi ai primi...
Sì, abbiamo continuato per circa una ventina di settimane, io mi ricordo, perché amici
miei, quelli di più attenti forse ricorderanno che in canale cultura io avevo improvvisato
questo mio talkshow, il salotto delle idee che era fatto in maniera più pomposa, c'era
Sonia Vettorato che al piano forte eravamo in una location molto ampia, eccetera, eccetera,
e che ora io cerco di resuscitare su Facebook, però dice, per dieci settimane siamo andati
regolarmente online, devo dire, con dei discontri discreti, insomma, per cui poi è proprio questa
incapacità in Italia, io lo dico spesso, se Amazon fosse stato in Italia, se tu pensi
che Amazon è stato per circa 6-7 anni finanziato con sempre i conti rosso, ed ora è esploso
al top, insomma, con la stop, però vi fa parte di un meccanismo che, purtroppo, negativo,
c'è nel senso che la gente pensa che investire in cultura non porti risultati, qualcuno l'ha
detto, nessuno l'ha verificato, perché non è fatto vero, perché se andiamo a vedere
i dati reali, la cultura cresce del 7-8-10%, come ho fatturato all'anno, ma i altri settori
sono in calo, perché comunque la fruizione dei musei è in crescita, il buon cinema si
va a vedere, le pubblicazioni di qualità vengono acquistate, cioè non è vero, quello
che è in crisi è il prodotto scadente, cioè il prodotto mal fatto, però quando Luciano
diceva, noi ci siamo, lui diceva, vi sono limitato a una produzione così web, invece
ritengo che in questo sia una soluzione assolutamente intelligente, cioè la gente
ormai sta evolvendo il gusto, per assistere a una chiacchierata come questa, non è necessario
avere una grande struttura, uno studio televisivo tradizionale, si può fare veramente con una
attenziatura anche abbastanza basic, perché qui in assoluto emerge la qualità del contenuto,
quindi noi siamo concentrati sul contenuto, no, sul contenitore, oltre tutto questo contenitore
è comunque raffinato, perché è una ambientazione bella, ma non distoglie dal tema, il tema
si può passare alla fase più avanzata, solo se c'è la necessità nel racconto di aggiungere
qualcosa, infatti noi quando diceva appunto cosa è il momento di fare, allora chiaramente
pensando come definirmi, quando dicevo un viaggiatore, un produttore culturale, ma
mi definerei anche un viaggiatore, cioè io vivo un viaggio, mio viaggio è un viaggio
particolare, un viaggio nella mente, nella cultura, nell'esperienza, e come tutti i
viaggiatori cerco di portarmi dei ricordi dei miei viaggi, però essendo, e qui è forse
un po' una affermazione forte, però essendo generoso, questi ricordi mi piace condividere,
cioè io ho un bel ricordo, se rimane sulla me stesso, non dico che mi era trista, però
mi soddisfa del viaggio, mi piace di più comunicare.
Ma certo, ma certo, io direi, avete conosciuto Armando Lorenzini, abbiamo iniziato stasera
a fare un po' il viaggio intorno a tutte le sue curiosità, io credo moltissimo come
lui nella potenzialità di Facebook e del web, perché come vi ho detto già vari altre
volte, se volete avere il brivido di vedere questi video sul televisore, e se avete una
delle tante Smart TV collegate online, lo potete tranquillamente vedere, con la stessa
qualità.
In HDI per cui, insomma, ci stiamo muovendo, chissà che con Armando non vengano fuori,
chissà che in ogni modo vi terremo informati, e Armando di tanto in tanto ricapiterà qui
per fare il mondo della situazione, perché questo è il salotto delle idee, e siccome
a lui le idee non mancano, dove deve venire a discutere, no?
Grazie ancora, comunque grazie, grazie Luciano, è la ragione, stay tuned!
E arrivederci alla prossima settimana, grazie, grazie ammande!
