Compaiono in pieno centro, dove il passaggio è maggiore, attirando lo sguardo dei curiosi
e dei turisti che ritrovano una simpatica trovata dal sapore esotico.
Non toccare la bimbo, non ci sono valocchi là dentro.
La gente del posto è per lo più divertita, dall'insolida presenza delle valigie,
anche se qualche verbante non manca di compiere la sua virilirata paediana.
Ma che cosa c'è dietro? Anzi, dentro!
Camice ben stirate dalla donna di casa?
Crema da barba e pennello per il rappresentante sempre in viaggio.
Signori, uomini e donne cineasti che hanno scelto la via dell'indipendenza
per rimanere liberi e garantirsi uno spazio invidiabile.
Questa è la straordinaria storia degli uomini in valigia.
Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Siamo il cinematografo, puoi uscire un attimo.
Ah, siamo con lei, buongiorno.
Questo non posso insomontare.
Quindi lei fa cinema?
No, io faccio film in valigia, è proprio un genere preciso.
In valigia, come mai questa scelta, lavorare in valigia?
Tutto che sta benissimo, come mai lei sta ancora là fuori?
Abbiamo visto come Bologna rimane una città giovane, vivace,
piena di occasioni, di iniziative e giovani sanno integrarsi.
Scusi, giovani sanno ancora integrarsi in questa realtà.
Ecco ne un'altra, vediamo cosa nasconde.
Scusate, stavo girando un film.
Tutto la doccia?
Sì, ho scritto la storia di questo psicopatico che gestisce
giustisce
stavo girando la scena in cui la protagonista si fa la doccia.
Io sono la protagonista.
Già fatto, signorina?
No, no, non l'ho ancora fatto, stavo proprio entrando sotto la doccia.
Ma dico, questo film è stato già fatto?
Può essere, ma non credo che l'abbiano girato in una valigia.
A Bologna il cinema viaggia veloce, giovane e al femminile.
Ma non credo che l'abbiano girato in una valigia.
Ma non credo che l'abbiano girato in una valigia.
Ma non credo che l'abbiano girato in una valigia.
