I precari amano, soffrono, treano, vivono, le banche specculano, i broker non fanno i debits inter negli asilimido, anche i broker piangono, in Europa, ovunque, il razzismo c'è, lo praticano governi e istituzionali.
Il razzismo istituzionale rende possibile lo sfrottamento del lavoro migrante, la coscienza della precarietà distrugge il consenso, la garanzia di reddito intacca il ricatto, i soldi pubblici devono creare servizi per la collettività, la precarietà si rimarte in libertà solo se c'è garanzia di reddito, casa, sapere, movimento, salute, socialità, amore.
Il reddito non è consumo, reddito significa scelta, vuole sciegere e di male a potere rifiutare, vogliamo poter rifiutare un brutto lavoro, vogliamo rifiutare un brutto ambiente di lavoro, vogliamo poter rifiutare sfavorevole condizioni di lavoro, vogliamo rifiutare il lavoro perché è brutto in se.
Non vogliamo che nessuno lavora il nostro posto, non vogliamo che qualcun altro viva sfruttando il nostro lavoro, lavoriamo per vivere, non deviamo per lavorare, poter rifiutare significa poter pretendere.
Un salario da fame in cambio del lavoro di cura di una donna migrante, una subvenzione pubblica, non è wealth, i diritti sono per tutti e tutte nel lavoro e oltre il lavoro.
Il tema della pregarietà tradotto in termini di ricattabilità, quando il prodotto di cui parliamo è l'informazione, significa mettere in discussione diritti di libertà, giornalisti ricattabili, giornalisti come vuote a perdere,
giornalisti che vivono con la paura, giornalisti dentro la precarizzazione del mercato informativo, sono il sintomo di un degrado democratico che ci deve molto allarmare.
Questa è un'installazione che fa parte dell'intero percorso del comitato del nostro tempo adesso e quindi di quello che questa manifestazione vuole veicolare, sono tanti contenuti, questa è un'installazione che parla del diritto alla casa,
parla in particolare dell'abitare, perché ci siamo accorti ovviamente che l'Italia è l'unico paese europeo insieme a pochi altri tra cui la Grecia e Lungheria non avere alcun tipo di politica legata al diritto alla casa.
Siamo un paese in cui per avere una camera singola spesso in nero, uno studente è obbligato a pagare un cifre intorno ai 500 euro, i precari ovviamente soffrono in prima persona questo problema perché il reddito medio si gira intorno agli 800 euro, è facile fare il calcolo,
11-500 euro manna via per una camera singola, non c'è neanche il diritto di avere proprio spazio abilitativo. Le politiche europee sono tante, ci chiediamo perché in Italia tutto questo non si possa fare, quindi questo è un tipo di rimedicazione che stiamo cercando di comunicare attraverso l'installazione di una tendopoli e quelle della casa che vorremmo.
Il messaggio è chi non ha casa intenda perché sembra che le soluzioni siano due o si intende qual è il problema e quindi si cerca di reagire in qualche modo avanzando richieste di politiche specifiche sul reddito e sulla casa oppure si va a finire in tenda, evidentemente è l'unico sistema alternativo che questo governo ci propone.
