La Carmen è quello che vorrei essere e mi tratengo fortissimo di non essere sempre
così.
La Carmen mi sembra che ogni donna, ognuna di noi ha dentro di sé.
La Carmen è quello che vorrei essere e mi tratengo fortissimo di non essere sempre.
Hadar, scusa, puoi venire un attimo a fare la misura delle tue braccia?
Perché, sì sì, hai fatto bene, nella tua memoria tu fai così, era questo, vero,
quando vai all'indietro per le bonbon, esatto.
Quando ho pensato di fare Carmen, ho pensato che era un'opera che mi stava profondamente antipatica.
È assolutamente una proiezione maschile della figura femminile.
In Carmen c'è la donna Madonna e la puttana.
Questa dicotomia in cui spazia il dramma è esattamente una proiezione.
Quindi il tentativo mio è stato quello di portare questi due personaggi così agli antipodi
a ricchirli di spessore.
Se Carmen è ovviamente la passione primigenia, è il motore della vita e della morte.
Michela invece è la tradizione, la donna che porta tutte le connotazioni della famiglia, gli affetti, le mediazioni.
Il fuoco è spento, ma c'è ancora calore che esce.
Può toccare le pareti, mi piacerebbe che si sentisse il fatto che non c'è più passione, non c'è più fuoco.
Signori, alle fine, verso il fine delle grande 11 abbiamo questo animando, 22-23.
Non siamo siano mai veramente insieme, forse non è chiaro, però ascoltiamo, ascoltati tutti noi insieme che facciamo veramente insieme, perché è difficile.
1, 2, 3.
Penso sia importante capire che quando Bizet scrisse la Carmen per la Prima Mondiale, l'operaccomic di Parigi, l'opera fu considerata molto moderna, sia da parte dei professori d'orchestra che dal coro e dai cantanti.
Bizet utilizzò una vasta gamma di colori timbrici e differenti effetti, ma anche ritimi molto complessi, ad esempio un ritmo di danza come la banera, la sequidiglia, oppure la danza delle zingarelle.
Mi sembra che con una musica così non ci sono tanti che possono sedere senza muovere, no?
Io devo fare attenzione di non fare i movimenti esattamente a tempo, tra nelle castenete, perché alle volte è un po' ridicolo sulla scena, camminare sul tempo, sembri che sei un deliceo, hai fatto l'ultimo spettacolo dell'anno, no?
O se balli perfettamente a tempo, allora la diafragma deve rimanere giù per il canto, per ballare è molto sopra, allora si deve fare attenzione anche quando ballare e quando cantare.
Mi sembra che, dopo qualche volta che ho fatto la Carmen, ho trovato i momenti che possono permettermi di fare tanti movimenti senza arrivare alla...
Durante le prove all'operaccomic, quando Bisè chiese di cantare in modo sincopato, in contrapposizione a ritmi molto marcati, si crearono moltissimi problemi.
Questo fa capire perché proprio prima della prima, Bisè fu obbligato a tagliare molti passaggi dell'orchestra e del coro, dal momento che era molto difficile e complesso per loro da imparare.
Bisè soffri molta causa di questo fatto e purtroppo, subito dopo, si ammalò gravemente e morì solo tre mesi dopo la rappresentazione.
Non poteva vedere la fortuna della sua opera, sfortunatamente molti di questi tagli sono rimasti fino ad oggi e sono stati definiti come tradizionali.
Carmen fa parte di un mondo in cui l'attribù conta più della famiglia, quindi è un gruppo molto forte in cui valgono delle regole.
Ad esempio, a un certo punto, Carmen dice, pago i miei debiti, quindi tu mi hai lasciato scappare e io ballo per te.
Facciamo per il dueto l'ingresso di José quando ti chiede i bomboni, eccetera. E ci deve essere un momento in cui vi vedete e poi vi abbracciate.
L'emozione di vedersi dopo due mesi.
Sì, l'abbraccio nudo. È veramente un momento, finalmente, è l'unico momento di verità in cui siete entrambi desiderosi di stare assieme.
È l'unico momento. Poi dopo, fra un momento, succederà tutto.
Per il dueto, don José Carmen quando finalmente José arriva e lei non vede l'ora di ballare per lui.
Qui c'è un elemento che è una coperta rossa.
Sì.
Se i movimenti sono un po' più mediterrane, mi hanno detto che va bene, va benissimo anche per me.
Se è un po' più tango o più flamenco, come in questa produzione che facciamo in questo momento è più moderno, non c'è un stile, ognuno sente dentro di sé come muovere.
Trovo bene di mescolare tutto. Ma le castaniecce lo mi piacciono.
Lei balla a terra per attirare José a un amplesso nel momento in cui José, invece, sente chiaramente l'arrivo della ritirata per cui dovrebbe tornare in caserma.
Quindi si solleva brutalmente da questo amplesso appena cominciato e quello che è intollerabile per una donna è preparare una cena meravigliosa,
mettersi della biancheria, mettersi il tacco dodici, aprire la porta, l'incenso eccetera, entra l'uomo che lei ha desiderato, si toglie le scarpe, accende la televisione.
Non vede lei come si è messa perché c'è la partita. Ecco l'idea che una donna abbia fatto tutto per il suo uomo e lui invece la lascia così perché deve andare.
È quello che scatena Carmen, dicendo come.
È quello che scatena Carmen, dicendo come.
Lui ha questo imbarazzo, non sa come dirlo perché è veramente un animale in piena.
Non José dice, la storia dice Marymé e anche Bizet, che lui era di una famiglia ricca, doveva essere un uomo di chiesa, però amava troppo il gioco.
Probabilmente in una rissa è successo qualcosa, non si capisce
bene nella storia se lui ha ucciso qualcuno oppure se semplicemente ha dovuto scappare.
come simile.
Si dispera perché non gli capitano come degli accessi di Ira e di cui non si rende conto della portata.
Lui usa l'orchestra in un modo più estremamente.
Lui usa l'orchestra in un modo più estremamente.
L'orchestra in un modo più estremamente.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
L'idea è quella che lui sia nel campo della rena.
Normalmente si dovrebbe chiedere cantanti di eseguire in modo appropriato,
ma qui devi chiedermi alcuni momenti di cantare come se fossero davvero per strada.
Un grande cambiamento c'è in terzo atto che la prima volta che sta da sola
parla con se stessa quando legge le carte e vede la morte.
Vede che sarà Don José e forse c'è un momento dopo l'aria che decide sì, lo vedo, ma continuo a andare sul bordo della vita.
L'amor!
Je viens lui!
Moi dopo, mon suis de lui!
Mour poulette l'amor!
Cambia totalmente il volto della Carmen, è molto più drammatico
e si deve alle volte già cominciare con la voce di andare alla parte più scura e drammatica.
E' molto leggero, anche l'orchestra diventa un po' piena.
José è molto violento, è uno di quegli uomini da stalking,
quello che consigliano i centri anti-violenza per le donne,
non conosci un uomo per la prima volta, stai attenta alle prime avvisaglie,
cioè se cammini per la strada una volta improvvisamente te lo trovi davanti,
oh ma cosa ci facevi qui? Potrebbe non essere casuale, questo è una delle cose che insegnano.
Tu arrivi fino al limite passando dietro, esatto, spi lei da dietro lì
e poi dopo passi tra le due liberi e torni in scena.
Io ho messo José, ad esempio, nell'accampamento che segue in una controscena Carmen con la pila,
che la segue sempre, non la molla mai, cioè la gelosia è quello che poi porta a questa follia finata.
Se si vuole trovare un esempio chiaro di contrasto drammatico,
espresso tramite differenti colori orchestrali, credo se debba andare al finale del terzo atto,
dove Carmen, alla fine di questo meraviglioso atto, dice, vattene, vattene, dovresti partire.
José è improvvisamente interrotto da Michaela, che è giunta dal villaggio per avvertire José, che la madre è molto malata e sta per morire.
A questo punto, Bizé ha costruito un momento drammatico musicalmente davvero efficace.
Tutto il complesso orchestrale e corale interviene vigorosamente insieme,
ma poi tutto si ferma, si arresta e Bizé lascia solo il flauto, il carinetto e un corno, per le poche battute di Michaela.
Anche questo è un caso di leitmotif, esprimere con un colore orchestrale il mondo dei singoli personaggi.
Ancora un po' più sagato, addosquatos, addosquatos, con più energia, più cote le note. Grazie.
E ci troviamo nel secondo momento della fine dell'opera, che per me era uno degli scogli, che è la sfilata.
Perché quello che immagina Bizé, il coro dice che è bello che è bello, arriva la quadriglia e entra una quadriglia, si presenta tutti e la quadriglia.
La quadriglia entra nell'arena. Ah, arrivano i banderilleros, arrivano i chulos, cioè c'è tutta la sequenza dei personaggi,
che quando l'operaveva molti soldi, non so, negli vecchi allestimenti di karma, in quelli classici, entravano decine di comparse.
C'era proprio, diciamo, la sfilata. Ecco, io ho pensato che la sfilata non era interessante, perché il coro dice che cosa vede.
Quindi l'ho proiettata sul fondo della scala, cioè la sfilata è virtuale, non c'è.
Pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa, no, je ne t'aime plus. Deux avant, deux et primères, dix septembre, tix quatre. Fortissimo, un, au re. Non!
Nel finale la scena si svotta.
e rimane Carmen e José e qui la scena è bellissima che non ci sia assolutamente nulla.
Carmen viene buttata a terra proprio come un animale e nel momento in cui si tira su alla fine
viene colpita il cuore, perché il cuore è quello che, un po' come Medea con i fini,
sono il cuore quello che lui vuole colpire.
La cosa più bella è di morire alla fine, perché 3 ore e 15 sei sulla scena già sulli.
Sempre la Carmen sulla scena, qualsiasi cosa, sempre la Cemicaela che canta,
oh che bello, 5 minuti nella camerina, ma la fine di morire è la sensazione.
È come ti lascia andare, non devi dire nessuno niente, anche sulla scena.
Non puoi morire, non puoi morire,
no, Carmen, no, Carmen, no, Doria.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
