Io sono Fabio Masotta e sono un paesergista. Mi chiamo Luca Dionesi, uno architetto paesergista.
Io sono Serena Savelli, io mi sento architetto paesergista.
Allora io sono Simone Mantiescuderi, sono un agronomo e un paesergista in formazione.
Io sono Lucio Lorenzo Pettine, lavorato in architettura del paesaggio.
Mi chiamo Paolo, faccio il paesergista.
Io mi chiamo Ilaria Rossidoria, ho fatto un corso di specializzazione in Inghilterra,
un master di architettura del paesaggio.
Il mio percorso di studi è stato sempre legato al paesaggio,
con un adrienale in architettura del paesaggio e poi una specialistica in architettura del paesaggio.
In Italia io sono iscritto all'alba degli agronomi,
ho una specializzazione in architettura del paesaggio,
mi sono diplomato a Firenze nel 2007.
Vi sono laureato in scienze e tecnologia agrarie, subito dopo laureato ho fatto il master di secondo livello in architettura del paesaggio.
La formazione in Italia non è così chiara il percorso da fare,
io ho intrapreso una mia strada personale di ricerca.
Paesergista è scritto da poco all'ordine degli architetti e paesergisti conservatori e pianificatori.
Ho completato il percorso di cinque anni,
ho la conoscenza di essere, tra l'altro uno dei pochi fortunati,
ad avere il diritto di essere iscritto all'EFLA.
Sono laureata a Firenze in scienze forestali,
fa cortata agraria, poi qui a Roma in architettura del paesaggio,
la laurea specialistica, più un tot di esami integrativi della laurea adrenalinale,
e adesso sto facendo un dottorato di ricerca in progettazione e gestione dell'ambiente e del paesaggio.
Io ho fatto un corso all'Università della Sapienza, un attrinale architettore a Giardine e Paesergisti,
poi una laurea magistrale e specialistica biannale in architettura del paesaggio,
che mi ha permesso di praticamente sostenere l'esame di stato dell'ordine degli architetti della provincia di Roma.
La cosa curiosa è che c'è un ordine che dice di poter rappresentare una categoria che in realtà sulla carta è inesistente.
Non esistendo a livello proprio giuridico amministrativo alla figura del paesaggista,
in una società come la nostra, dove c'è una grande categoria di azione delle figure professionali,
per cui determinati titoli rispondono a determinate manzioni, non è molto difficile inserirci.
Potrò iscrivermi all'ordine degli architetti nel ramo diciamo settore come paesaggista,
ma non potrò iscrivermi né all'IAP, né all'EFLA.
Adesso, purtroppo, c'è la possibilità che non ci si possa iscrivere all'EFLA,
neanche con un dottorato, neanche con una laurea specialistica,
e questo ci toglierebbe le uniche possibilità di lavoro che ci sono rimaste a noi italiani,
che comunque scegliamo di vivere in Italia, di poter appunto lavorare all'estero,
vero, fare concorse internazionali.
Quello che possiamo fare noi come categoria lo può fare qualsiasi architetto.
Questa è la cosa diciamo che è la contraddizione più forte che questo momento stiamo vivendo.
Non si sa per quale motivo da noi invece chiudano i corsi, non riconoscono chi ne ha fatto parte.
All'EFLA io faccio una richiesta.
Che cosa ora sti di vedere all'EFLA?
Cosa può fare per noi l'EFLA?
Di riconoscere la nostra professione d'Italia, la nostra competenza.
Io chiedo all'EFLA di aiutarci, di rivedere un po' le proprie posizioni
e di trovare un punto di incontro che permetta a tutti i studenti che attualmente
stanno frequentando i corsi a coloro, che vogliono in seguito frequentare i corsi
di rivenere finalmente dei paesi gesti.
E la diffusione di questo meraviglioso mondo, per quello del mondo del paesaggio,
possa essere sostenuto quanto meglio.
Quindi tu sei tornata nel nostro paese con il German Master, sperando di fare comunque di occuparmi di paesaggio.
Buonasera.
Volega?
