Cari amici buonasera, stasera accanto a me c'è lei di Grappa, è stata soprenominata
lei di Grappa, ma perché ti hanno soprenominato lei di Grappa? Buonasera prima di tutto,
lei di Grappa è un sopranome che mi è stato dato così strada facendo per il lavoro che svolgo,
perché da un po' di anni seguo la comunicazione di un'importante distilleria del Trentino.
Ah, quale? Quale? La distilleria marzadro. Ma prima di essere lei di Grappa hai una
lunga storia dietro le spalle qui a Milano. Ad esempio, sei arrivata a Milano quando? Sono
arrivata a Milano nell'ottobre del lontano 1997. E che impressiono ti ha fatto Milano?
Mi sono subito innamorato di Milano. Ah, perché, perché, perché? Amore prima
vista, non lo so, sono quelli amori al colpo di fulmine, c'è tra le persone, c'è anche tra le
città e le persone, quindi ho ricordo di questo saluto di mio padre che mi aveva accompagnato per
i primi corsi universitari. Però lui è un pochino commoso, io ho molto felice, perché finalmente
ero a Milano. E finalmente ero libera sola. Ero libera da solo una grande città. Perché, guardate,
lo si vede già dallo sguardo. Questa ragazza è molto sbarazzina, insomma. Sono fatto mio. Ah,
sai, hai fatto tuo. Sai fatto tuo e poi, e poi chissà che i macelli facevi nel collegio, dov'è? Perché
prima di esserle di grappa sono stata Baldini Show. Ah, perché il mio cognome è Baldini e
che dire tra ragazze alla fine della giornata di studio ci si divertiva nelle cucine del
collegio, tra camomile, panini, dolcetti vari, così a raccontare barzellette, storie, come era
andata la giornata. Insomma, eri una ragazza un po' sventata, forse. Ero molto allegra, sono molto
allegra e quindi mi è sempre piaciuto un po' così prendere tutto con ironia, con divertimento,
sempre in maniera professionale. E certo, perché poi hai fatto un'ottima università,
l'università cattolica. Qui sei lavorata in lettere con l'indirizzo della storia dell'arte e poi
ho fatto un master in marketing culturale, ambientale ed enogastronomico. E poi è diventata
giornalista professionista. Sì, è diventata giornalista professionista, per un po' di anni ho
lavorato come storico dell'arte. Quindi ho avuto il piacere, insomma, di avere questa affinità
con il mondo artistico che resta sempre un amore grandissimo e poi da oltre 15 anni mi dedico al
buon cibo, al buon vino. E alla grappa, e alla buona grappa. Ma mi dicevi prima che con la grappa si
può anche cucinare. Assolutamente, sì. Allora, la grappa è un prodotto italiano per eccellenza,
un distillato italiano per eccellenza. Non è solamente un prodotto che si consuma puro,
diciamo, ma si presta anche per tantissime altre cose, in primis, la cucina. Quindi per le
marinature è perfetto, per la carne è meraviglioso. Con un amico chef abbiamo curato un libro dove
sono state realizzate dieci ricette ad hoc dove l'ingrediente principale è la grappa. E tra
questi piatti, in primis, c'è un tagliolino, caccio e pepe aromatizzato con la grappa a la
camomila che è fantastica. E poi abbiamo una versione di un babba. Con la bagna è fantastico.
Con un babba, non con il rum, ma bagnato nella grappa di amarone. Mamma mia, deve essere ottimo,
ora andrò subito a cercarlo. Tra l'altro, qui vicino, dove abito hanno appena aperto un bar
cimino, si chiama, che è una catena di pasticcerie napoletane molto, molto importante. Ma tu
cerchi sempre nuove strade per inforre la grappa. Qual è l'ultimo pensirino che ti è venuto per
promuovere l'uso della grappa? Allora, i pensirini sono tanti. Diciamo che però stiamo cercando
proprio con la distilleria di dare un taglio, tra virgolette giovane, alla grappa anche attraverso
la miscelazione dei cocktail. In questo caso, un pubblico più giovane di consumatori che va
dai 20 ai 35 anni, può godere veramente di un prodotto così buono come la grappa all'interno
di un cocktail che può bere per un aperitivo, per un dopo cena, con gli amici e c'è un buon
successo. Stiamo riscontrando dei consensi molto positivi. Vedete, questa bella ragazza venuta
da Pontremoli. Da filattiera, per la precisione il mio paese è filattiera. Vicino a Pontremoli che
il mondo dei Librai c'è il Montereggio da quelle parti, etc. Quindi sei cresciuta a cucina
toscana e a Libri anche. Bravissimo, Libri non mancano in casa mai. Grande elettrice. Qual è
l'autore che ti piace di più? Allora, sono tanti, sono in spazio molto. In attinenza al
settore artistico adoro forcellino e ha dei saggi appare il mio veramente belli, interessante.
Nella letteratura adoro molto Marquez perché ha questo tono un po' di fantasia, un po' di magia
in un territorio bellissimo come il Sud America. Mi piace molto uno scrittore italiano Sardo che
è Salvatore Nifoi. Ovviamente adoro i classici che può essere Cassola, i nostri autori del
900. Ecco, ma tu sei molto giovane, che cosa diresti a quei giovani i quali leggono poco?
Posso solamente dire una cosa a chi magari legge poco. La lettura arricchisce
la lettura arricchisce
ma principalmente mentale perché non anche se si legge una pagina tante volte ma se la si legge con attenzione
quella pagina ha sempre un qualche cosa in più da dire da trasmettere un po' come quando si guarda un quadro
lo si può guardare mille volte lo si può avere di fronte appeso alla parete ma quel quadro avrà sempre
un dettaglio da trasmettere che poi diventa nostra ricchezza. Certo, certo.
e quindi non può mancare il tortellino fatto in casa una buona lasagna non ci facciamo mancare nulla quindi sarà
lascia Cheese
Sì, sì.
Ecco, diciamo che siamo quasi alla fine della scrittura di un libro.
Davvero?
Quindi, insomma, narrativa, sempre con un filo conduttore che ha come filo conduttore
il cibo, inevitabilmente, però sono tutte storie vere, quindi è un po' un libro di
ricordi che passano attraverso il cibo, mettiamo la cosi, insomma.
Hai già un editore?
Ci sto lavorando anche su quello, quindi...
Così, in maniera disinteressata.
Magari trovi un editore cartaceo e poi trovi un editore per la versione IV.
Accetterato consiglio.
Non firmare contratti in cui dai diritti digitali, perché io ti porterò in tutto
il mondo.
L'ho detto a posto, aspettavo che non sia così.
Che filona, ma qual'è la tua reazione, invece, a tutta questa campagna giustissima
contro i maschetti che fanno i furbetti con le ragazze?
Allora, sicuramente, e lo dico anche con un po' di rammarico, sono situazioni che
capitano.
Posso dire che a me, personalmente, sono capitato un paio di episodi non in maniera
esagerata, oggi tengo a sottolinearlo.
Qualche avanti?
Qualche avanti, però penso che debbano essere prese con il giusto modo e soprattutto la
risposta corretta.
Quindi se io parto dal presupposto di non accettare compromessi per un lavoro, per un'opportunità
a prescindere da tutto, dico di no.
Penso che tutto finisca lì e parlo di, ovviamente, non di molesti gravi.
Penso che ci siano più settori che debbano essere filtrati e che debbano essere valutati
i singoli casi, insomma è tutto rispetto per le donne, ci mancherebbe un po' troppo
facile dire, mi ha molestata, bisogna vedere in quali termini, qual'è la predisposizione.
Voglio ricordarselo dopo trent'anni insomma.
Quello che è ancora più comico, insomma.
Siamo questo discorso, invece pensiamo all'anno nuovo, l'anno nuovo ti deve portare, a parte
la pubblicazione del tuo romanzo, ma ti deve portare qualche cosa di speciale, magari
l'amore.
Qualche miracolo all'urde.
No, nell'anno nuovo, ovviamente, a parte di scherzi, le aspettative sono sempre tante
professionalmente e in primis sto avviando nuove collaborazioni, nuovi progetti, quindi
vorrei che nel 2018 tutte queste cose si concretizzassero.
Poi tutto ciò che arriva è ben accetto, speriamo che sia bello.
Ma certo, ti arriveranno certamente delle belle cose e cari amici allora diamo l'appuntamento
a Maddalena, gli eludiamo quando uscirai il tuo romanzo.
Tonerò qua per un'intervista, per un'intervista, per lanciarlo e io spero di lanciare l'edizione
digitale del tuo romanzo.
Benissimo, accetto.
Va bene?
Assolutamente sì.
Allora, auguri a tutti, buone feste e arrivi a dirci alla prossima settimana.
Ciao.
Ciao.
Ciao.
