Per comprendere l'Andrangheta bisogna studiare soprattutto la filosofia criminale, il pensiero, bisogna studiare il rapporto che l'Andrangheta ha con la società, come si muove l'antenne società, il rapporto con le altre istituzioni, con la politica e con la chiesa, in questo modo si può capire la filosofia criminale dell'Andrangheta.
Qual è la filosofia criminale dell'Andrangheta?
All'Andrangheta le mafie non sono in corpo strani la società, le mafie esistono perché hanno il consenso popolare, altrimenti sarebbero criminalità organizzata, criminalità comune, gangesterismo, che sono forme diverse di violenza.
Le mafie si nutrono del consenso popolare, le mafie sono tra di noi, le mafie devono spaventare, devono includere temore, ma non terrorizzare.
C'è un'interstatazione importante, bellissima tra un pubblico ministero dell'Andrangheta per capire, un istruttore del crimine di Salluca che scende all'Occri in un paese l'Ionica e parla con un capomafia che era in guerra con un'altra famiglia di Andrangheta e dice attenzione, calcolate che ogni due notti si ammazzava una persona, c'era un terrore in quella città, c'era il deserto alle sé di pomeriggio.
Quando voi sparate le serrande, quando voi bruciate le macchine, quando voi sparate gli avvocati, quando voi terrorizzate il popolo, il popolo vi abbandona e quello che avete fatto in 30 anni vi ha alzato una mattina, lo perderete.
Questa è un'interstatazione importantissima per capire l'Andrangheta.
Allora l'Andrangheta, quello che sta dicendo riguola caratteri, è che ha un controllo sociale del consenso del territorio. Per vincere le dice che adesso lo Stato sta solo pareggiando, per vincere lo Stato deve sottrarre questo consenso sociale.
Deve avere risposta ai bisogni dell'Andrangheta. Intanto c'è bisogno di un discorso di lungo periodo di ampio respiro dove le risposte potremmo avere almeno minimo fra 10 anni, dovrebbe investire in istruzioni.
Noi abbiamo bisogno di una scuola dove anche di pomeriggio altri insegnanti tengono occupati questi ragazzi. Noi abbiamo bisogno di una scuola dove di pomeriggio o dopo aver fatto i compiti dati la mattina, ci deve essere insegnanti a impararli, a leggere un libro, a vedere un film, a sequestrargli i telefonini e obbligarli a parlare tra di loro.
Perché quando a mezzogiorno escono da scuole e vanno a casa, se sono in famiglia mafiosa si nutrono di cultura mafiosa. Oggi essere ragazzi è più difficile rispetto a 30 anni fa, ci sono più pericoli.
Allora noi dovremmo investire in cultura, vuol dire questo, tenere impegnati ragazzi per fare ragionamenti intelligenti, oltre che divertirsi. E poi avremmo bisogno di investire nel mondo della ricerca dell'onestà, quello che l'Italia non sta facendo. Questo è il lungo periodo, nel breve periodo noi abbiamo bisogno di una cura da febbre da cavallo.
Abbiamo bisogno di creare un sistema giudiziario, senza abbassare le garanzie dell'indagato dell'imputato, fare tali e tante di quelle modifiche, tali che non si è conveniente ad elinquere.
I capi mafia oggi sono degli incensurati, sono dei professionisti, medici, ingegneri e avvocati che gestiscono la cosa pubblica come cosa propria.
La grande difficoltà di sconfiggere le mafia è proprio questa, la gente per comodità o anche gli studiosi la chiamano zona grigia.
Io non la chiamo zona grigia, zona grigia è un'espressione comoda per non dire fin in fondo le cose come stanno.
Quando noi vecchiamo con le mani della marmellata uno sporcazione di dirigente, di medico, di ingegnere, di avvocato, di magistrato che con la sua opera concorre al disegno criminoso dell'Andrangheta,
la dobbiamo finire di parlare zona grigia, è un soggetto organico, funzionale all'organizzazione.
Di cosa vogliamo parlare se continuiamo a fare ancora di questi distingui, se non abbiamo il coraggio in modo netto, chiaro, di dire esattamente da quale parte stiamo?
Perché noi dobbiamo essere netti, precisi nel definire le persone, non possiamo consentire che gente di definire la borderline, l'agento è dentro e fuori, non è consentito nell'Andrangheta essere borderline.
Cioè oggi questi professionisti possono essere medici e gestiscono il reparto come cosa propria, io ti ricovro, io ti curo perché tu sei amico mio, perché ti ha segnalato il mio compare.
Io sono un dipendente, un funzionario della regione quindi la tua pratica andrà avanti in modo spedito, gli altri restano dietro se non paga una mazzetta del 30%.
Oggi è più difficile riuscire a identificare chi effettivamente comanda, chi effettivamente ha i vertici dell'Andrangheta.
Possiamo riuscire a dimostrare la penale responsabilità di grossi broker, di grossi trafficanti di cocaína, su quelli abbiamo le idee molto chiare, siamo molto avanti anche nella tecnica di indagine.
Ma parlare di 416 bis in senso stretto, di associazione in cui stiamo mafioso è molto difficile riuscire perché solitamente un capo non lascia traccia, dagli ordini senza commettere altri reati fine.
Se io sono un capomafia e sono nel centro della piazza del paese, faccio con un gesto con gli occhi, con la testa, annuisco al killer che è vicino a me, vai ad uccidere tizio.
Questo è l'unica frase che dico, potrei anche non dirla, il killer va, si sposta con la macchina o con la moto, spara, a ritorno ci possono essere telecamere, posso essere fermato dalle forze dell'ordine, nella mano, nelle narici, nelle sue pracciglie, ci possono essere tracce di vari antimogne e piumbo.
Ci sono prove di aver sparato, quindi compia un'azione, una condotta e quindi è più facile arrivare all'esecutore materiale rispetto che al mandante, quindi ci sono capi mafia incensurate e insospettabili.
Le mafie dove c'è da gestire denaro è potere, il potere lo si gestisce
lebrezza, la forza che dà il potere di condizionare la vita, il respiro, il battuto cardio di un popolo, loro sono come l'uomo del monte, quello che ogni mattina decide se la frutta è matura o meno, ma su ognuno,
e concorre la vita politica amministrativa di un comune, decide non chi deve vincere l'appalto, ma l'opera pubblica dove deve essere fatta e se deve essere fatta.
Dr. Gattelis, io dico Maria Concetta Cacciola, cosa dici?
Ma è una donna che si ribellata la vita di schiavitù della sua famiglia, di quella cultura mafiosa.
Abbiamo bisogno di più Maria Concetta Cacciola?
