La tua sfera che si respira è quella di una manifestazione femminista, magari intorno
alla fine degli anni 60, invece raccontiamo una storia avvenuta proprio ai giorni nostri.
La denuncia sul web è quattro righe che denunciavano la mancata disponibilità di poste italiane
a favorire l'allattamento al seno ha veramente colpito nel segno, mobilitate tutte le testate
nazionali ed è intervenuta addirittura il ministro della pubblica amministrazione Mariana
Madia. Le mamme bielese non solo però questa mattina si stanno mobilitando, alcuni però
lanciano anche qualche perplessità, è motivato tanto clamore in un periodo nel quale sono
veramente molti problemi che affliggono una società. Andiamo a vedere. Buongiorno. Allora,
vi state proprio attrezzando, si parte? Sì, assolutamente sì. Io sono una fautrice
dell'allattamento al seno, ma soprattutto della salvaguarda dei bambini, perché loro
hanno la diritta di mangiare quando e dove vogliono e sinceramente non capisco che cosa
ci sia di male a sfamare un bambino. E parliamo con un'altra mamma, come possiamo vedere
insomma la sua bimba è veramente piscina, intervenuta questa mattina. Allora, tu che
cosa sostieni? Io penso che queste manifestazioni teoricamente
non dovrebbero neanche essere necessarie, perché dovrebbe essere logico e naturale
poter allattare dove si vuole, senza nessuno che ti faccia sentire in colpa, sbagliata.
Allora, a te mai capitato di così avere qualche difficoltà ad allattare in luoghi pubblici
o esercizi commerciali? Difficoltà sì, perché non ci sono degli
spazi preposti, però diciamo che negli esercizi commerciali fino ad adesso mi è andata sempre
bene che siano i camerini, che sia una sedia, qualsiasi cosa, mi sono sempre messa allattare
senza problemi anche con sua sorella più grande. Allora, naturalmente se lei è qui,
immaginiamo che sostiene la denuncia della mamma. Certo, sì certamente, anche perché
trovo che insomma l'allattamento sia uno dei gesti più naturali e non ci debbano essere
preconcetti, preclusioni per queste cose, quindi non vorrei che prendesse piede un atteggiamento
di questo tipo, quindi è bene fermarli da subito, quindi sono assolutamente a sostegno
di questa mamma, io allatto la mia bimba e quindi sostengo la causa.
Adesso invece sentiamo il parere del responsabile delle poste italiane del Nord-Ovest, il
ritor bianchi, con lui che di fatto è autorizzato proprio a rilasciare dichiarazioni. Allora,
cerchiamo intanto di capire che cosa è accaduto.
Allora, diciamo che la ragazza si è presentata come cliente in ufficio postale, ha allattato
il proprio bambino qui in ufficio postale, poi ha avuto la necessità di cambiare il
piccolo. Noi non abbiamo la possibilità di far accedere all'interno dell'ufficio postale
dei nostri bagni per motivi di sicurezza e quindi la cosa che abbiamo potuto fare, la
ragazza si è prodigata a fare, di creare un ambiente di privacy per cercare di proteggere
sia la mamma che il piccolo creandolo in un angolo dell'ufficio postale dove la ragazza
potuto cambiare il bambino.
Ecco, quindi di fatto non l'hai stato impedito di allattare il bimbo, anzi l'ha anche cambiato?
No, infatti ci tengo, e ringrazio anche dell'intervista nel senso che questo è quello che è accaduto
e nei nostri uffici postali non è assolutamente vietato a allattare il bambino al seno, anzi
ci tengo a dire che noi abbiamo un codice comportamentale nei nostri uffici dove diamo
una forte attenzione alle persone in difficoltà, alle persone anziani e alle mamme. Nel caso
specifico probabilmente c'è stata qualche incomprezione, quindi probabilmente mancava
un essere maggiormente attrezzati, quindi forse questo ha ingenerato un po' di incomprezione
tra la nostra cliente e forse l'ufficio postale.
Allora, Senta, il direttore ha manifestato l'intenzione proprio di incontrare la mamma
da qui a breve.
Sì, devo dire che ho parlato io con la mamma e ci abbiamo parlato anche con la direttrice
e quindi ovviamente la nostra intenzione è proprio questa, di incontrare in giornata
la neomamma, perché poi il nostro obiettivo è di chiarire l'accaduto, di ricomporre
la cosa perché vogliamo che poi lei con la sua famiglia torni a frequentare ovviamente
i nostri uffici postali.
Allora, Senta, lei come si spiega tanto clamore?
Beh, il tanto clamore sicuramente è un argomento importante quello delle neomamme.
Pensi che noi come posti italiane il 53% dei nostri dipendenti sono donne e noi abbiamo
tantissime mamme o neomamme ogni anno, quindi anche nella provincia di Biela devo dire per
fortuna e quindi sicuramente è un argomento molto importante, non a caso nelle nostre
attività di disensibilizzazione, l'aspetto della mamma o delle donne in generale come
l'azienda è sempre uno degli elementi al primo oposto.
