Sono Denny Bianco, ho 36 anni e sono maestro cartapestai o scenografo.
Dirigo uno dei gruppi cartapestai che costruiscono Cari Alegorce, il carnevale di Putignano.
Siamo un'equip di 15 persone.
Ci sono i ragazzini a lavorare la carta.
Ci sono i fabbri che hanno la responsabilità delle strutture dei movimenti.
C'è chi lavora l'Argilla.
Un gruppo di lavoro che lavora la costruzione di un carro è come un'orchestra.
Un bisogno di conoscere tutti gli elementi per ottenere dalle individualità il massimo.
Mi sono avvicinato a Cari Alegorce perché è da piccolo nero totalmente affascinato.
Così come avviene forse per tutti i bambini putignanesi.
Tantissimi bambini, infatti, ci vengono a trovare.
Insomma costringono i genitori a venire qui.
Tantissimi sono quelli che seguono il carnevale.
Anche ossessivamente. Cioè proprio una fede.
E ero molto timido quando ero piccolo e quindi non avevo il coraggio di chiedere a un maestro carta pestaio se potevo andare a dare una mano.
Nell'88 ci fu un maestro carta pestaio che è durante una di queste liste con i miei amici ai capandoni.
Ci chiese di dargli una mano perché stava strappando dei fogli di giornale.
Io ero felicissima di questa cosa. Da quel giorno poi non ho più lasciato i capandoni.
Alessandra, 11, questo è il primo anno.
Francesca, questo è il terzo anno.
Allora bisogna preparare l'acqua per preparare l'acqua.
Si mette l'acqua a bollire e poi tramite una matrice che viene fatta mischando acqua e farina.
Si mischia con l'acqua bollente e viene fatta la colla.
Questa colla poi viene attaccata tra un foglio e l'altro di carta di giornale.
Prima si mette l'olio, poi la carta bianca, poi la carta rossa, poi si mette in forno, poi si sforma la forma e poi si mette la carta ciamante.
Il gruppo Denim Bianco nasce nel 2006. Nel 2004 un vecchio maestro carta pesta io lascia libero in capannone.
Anche noi presentato il Bozzetto quell'anno ci fu un forte testa a testa.
Con un altro gruppo noi vincemmo e quindi ci dettero lo spazio.
L'idea sicuramente nasce dal voler denunciare qualcosa.
Ciarbello di un artiste è sempre in movimento, quindi insomma non si parla di un'idea, ma di tante idee.
Dal periodo che va da marzo a settembre il maestro carta pesta io penso a come interpretarla.
Sviluppata poi l'idea nasce il Bozzetto.
Allora finché sorte non ci separi, quest'anno parliamo del fuga dei Ciarbelli, in chiave romantica.
Finché sorte non ci separi perché parliamo di una storia d'amore tra una ragazza e una ragazza.
A un certo punto quest'attore d'amore si interrompe perché lui, siccome non trova lavoro qui da noi, è costretto da andar via.
Ho voluto coniugare questo con una mangolfiera che mi ha colpito molto nel film di Parnassus.
In questo film ha un tratto compare una mangolfiera e fatta dalla composizione di più volti di Parnassus.
Un carro, diciamo, qui a Putignano viene costruito dai quattro ai tre mesi.
Una volta comunque che il bando di concorso esce, il gruppo comincia.
Si comincia prima con la lavorazione della argilla.
I calchi di gesso vengono riempiti di carta e man mano che i calchi di gesso vengono riempiti
e che quindi sia una certa produzione di carta, questa carta poi viene assemblata sulle strutture.
Tutti i pezzi del carro che devono avere una certa definizione, devono essere prima scolpiti in argilla.
L'argilla è un materiale plastico e quindi definibile, lavorabile con le mani.
Sono il Gabriele, sono 54 anni, sono quasi 30 anni che quando arriva il periodo di carnevale sono uno dei capelloni.
Mi occupo della prima fase, sarebbe il pezzo che viene lavorato in argilla dal sostegno,
che è la maggior parte delle volte in ferro, viene appoggiata l'argilla per evitare che cronli.
Ti studi il disegno e vedi più o meno dove c'è da lavorare e da formare il pezzo.
Le mani, i primi attrezzi che vengono attrezzi.
O se no, i vari ferri o le stecchi, perché a me piace guardare, osservare, arrivare, realizzare qualcosa che potrebbe sembrare strano o difficile,
sembra attanto, in qualsiasi forma.
Si realizza la scurtura d'argilla, che è il positivo.
Con la colata di gesso otteniamo il negativo, il negativo viene riempito di carta,
il negativo con la carta all'interno viene messo nel forno, il giorno dopo è asciutto, quindi viene riportato fuori dal forno,
viene fatto uno scheletro all'interno del negativo, lo scheletro viene preso, posizionato su una base
e quindi poi la carta viene staccata all'interno dello stampo e messa sul telaio di ferro.
Noi come tradizione amiamo dire che le propagine sull'inizio il canevale di Putignano,
quindi il 26 dicembre qui c'è almeno nasce il canevale di Putignano.
Le propagine è un rito contadino tipicamente Putignaninsen.
Essenzialmente si prendono come argomenti da trattarne le propagini,
ciò che è successo in questo bel Paese di Putignano nel corso dell'anno
e quindi tentiamo a sottolineare le cose che non sono andate per il verso giusto,
usando queste forme che sono il dialetto, la rima, l'ironia e anche un po' di allegria.
Sono il ricostruttore Achille Polignano, quando io ho cominciato a fare il canevale di Putignano,
non c'era benessere, diciamo, quei tempi, ma c'era veramente la fame.
Dentro questo capannone andravano dentro per mangiarsi la farina e noi intrappolavamo dei colombi
che anche loro avevano fame, diciamo, come noi, sento sapere che noi ci mangevamo a loro.
Diciamo, i movimenti skeletoni per la costruzione dei pupi.
La generazione del movimento, lo strudio del movimento è probabilmente nella costruzione di un carro,
la cosa più complicata e più complessa, perché c'è lo strudio delle leve, delle forze,
delle strutture, dei pesi e la parte di più grossa responsabilità.
È bello un carro, se ha tanti movimenti, diciamo, di occhi, di bocca, che si girano, che si piegano,
dove, diciamo, avviene una cietà atmosfera del carro.
I primi movimenti erano con una fune, dopo parecchiani siamo andati sulla meccanica,
sulla elettromeccanica. Prima, quando veniva il carnevale, tutti facevano una festa,
tutti li correvano a vedere questi carri, ma adesso è diventata una cosa, non c'è più quella tradizione antica.
La nuova generazione, adesso, si divestono tutti i giorni, non stanno aspettati al carnevale di Putignac.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sì. Se andiamo a garage, quindi facciamo repattute, pazzarrette.
Stai imparando molte cose? Sì, sì, al sale.
Tipo? Dami al tipo? Che cosi si sta imparando, dentro? Tipo?
Ti faccio imparare molte cose da una sola tinta. Di una a una zeta.
Per me è un'appi, però se c'era la possibilità di fare un nuovo lavoro, io lo farò.
Gianfranco, 20 anni. Nel fine settimane, con gli amici quando si esce, ma nella settimane, da una ed a venerdì,
dedicazzo a fare la carta, la correra. E metterla.
No, io faccio metterla, perché sono più veloce a fare la correra, la carta.
Terminata, quindi, il lavoro di carta marrone, i pezzi possono essere dipinti e si passa prima uno strato di bianco,
perché il bianco poi lascerà i colori che vengono dopo il bianco nel potere.
Adesso stiamo passando il lucido. Abbiamo finito tutto e rimane questa ultima rottura di scato.
Il lucido serve a proteggere un po' la carta, perché altrimenti si impregna troppo se è più o meno.
Si a chi le non fa niente, da ora, fino a domani funzionerà tutto.
Infatti, ci sono 5-6 persone che lo tengono d'occhio, senza che lui lo sappia, ovviamente.
Quando io ero piccolo di lo stesso, avevo 3 anni, non sa capire, entrava la notte e staviva la sopra.
E mo?
E mo, mo, se non puoi ingrassare comunque, diciamo che non so proprio la buttare, va.
Abbiamo dormito bene, abbiamo dormito bene, perché secondo te stanno tu dormiti.
Un attimo a chiaro. Vediamo, c'è il nostro carro.
La prima cosa positiva dalla giornata è il fatto che ci sia il sole.
E essendo una macchina artigianale, diciamo, qualsiasi cosa può accadire.
No, ma andrà tutto bene, siamo super collaudati.
L'albero, quando ruotava, dava fastidio, cioè si incastrava dietro là, e quindi avevamo a tagliarne quelli.
Poi, tre minuti, il filo degli ottimi ragazzi.
Sì, sì, sì, sì, sì, sì.
Sì, sì, sì.
Sì, sì, sì, sì, sì.
Sì, sì, sì, sì, sì.
Sì, sì, sì, sì, sì.
Sì, sì, sì, sì, sì.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
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