wasp
mi sembra unaacağunti
una volta serve lui ancora nella nostra città di Borsetro e gli sta dicendo che per ammazzare
un pochino il tempo nell'attesa dei nostri ciclisti, di illustrare qual è il simbolo
più significativo della nostra città che è rappresentato dal nostro gonfalore con il nostro
grifone. Non so quanti di voi sanno che il simbolo della città di Borsetro è sempre stato un
grifone che assomma insieme tante, tante qualità. L'esterno è un animale etnologico,
l'esterno è un simbolo, rappresenta praticamente tre animali distinziele, l'apulato, il cavallo
e il leone e quindi racchiude nella propria simbologia le due più alte, il più significativo, il più
significativo di questi tre animali. Sempre la città di Borsetro ha tutto questo simbolo di cui
le siamo erati orgogliosi e il nostro sendardo è un tempo rosso, praticamente un simbolo che
non è mai cambiato nel corso dei secoli, l'unico cambiamento è rappresentato dalla branca destra
che impugna una stada simbolo della vittoria della città di Borsetro che è il 1318, semula proprio
di il 400 arceri nella città di Borsetro quando l'imperatore del satore romano intero,
più dovico il bambaro, che nel corno da Roma, quando aveva fatto le posto impate e creato
l'anticata nel Colonquinto, aveva, si era fermato al Brosseto con l'intenzione di chiedere
prebere, di chiedere soldi, di chiedere accele, di chiedere gli invadere praticamente la città
e in quell'occasione la nostra città circondata dalle mure chiuse le porte radulò all'interno
400 arceri che nell'alto di tre giorni questi accele scompissero le tutte imperiali e
che, tanto è vero che un cronista dell'epoca scrisse la frase dispreggiativa che il liberatore
aveva nei confronti dei rilossetani, chiamandoli genia di serpenti, genia d'orosso l'amaco,
nel proprio nome, e quanti più il problema d'ultima d'arci c'era gli atlasi, però
non sono, a noi, in quell'occasione comodicenti contro un potere imperiale che voleva lessare
una piccola città come il Brosseto.
E noi siamo molto buoniosi in città, sono simbolo, che il nostro assentato rappresenta
tra l'altro, sopra il mio cuore, la parola a 5 punti per il simbolo della città, rappresenta
proprio la città di Brosseto.
Mi sembra che i ciclisti siano arrivati, io li ho chiesto di acqua bassanza e quindi
lascio, lascio la parola a Patrizia.
Grazie.
Grazie.
Allora, iniziamo questa breve cerimonia ringraziando l'autorità, l'amministrazione
comunale, e scusate perché l'emozione è davvero tanta, ringraziando sicuramente l'amministrazione
comunale che ci riceveva in questa bellissima sala comunale, sala di consigliare del Consiglio
del Comune di Nettuno.
Si sbaglio, mi vorreggerete.
Iniziamo questa ceremonia ringraziando l'autorità comunale che ci ospita oggi in questa bella sala del Consiglio Comunale.
Ringraziamo le autorità presenti che hanno risposto al nostro invito, dimostrando una grande sensibilità.
Ringraziamo i ciclisti della ciclo straffetta Ivan Francesco Matteo, se tutti qui davanti a noi.
Ringraziamo, sicuramente anche tutti voi presenti in questo pomeriggio, grosso etano.
Devo continuare ancora con un po' di ringraziamenti che sono importanti, sarò veloce, non vi farò troppo antoramentare.
Perché ci sono molte persone, molte istituzioni che comunque hanno contribuito a far sì che la tappa grosso etano, unica tappa toscana
della gente la ritrovata, sia diventata una bella realtà.
Incominciamo sicuramente da Salvatore Borselvino, il nostro grandissimo capitano.
Senza di lui c'è scritto qua, ma è vero, non ci saremmo mai sottolineati ormai.
Senza di lui, non ci saremmo mai sottolineati ormai.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
Grazie mille, grazie mille.
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Grazie mille.
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