Benvenuta Anna Lorenzini, con Anna Lorenzini vi invito a fare un viaggio dietro le quinte
dell'editoria, perché voi siete abituati ad andare in libreria, prendere il volume,
suogliarlo, leggerlo, eccetera, però quanti libri che poi, cosa c'è dietro, quanti zappatori
della scrittura che poi appaiono dei grandi scrittori, raccontaci un po' sull'editing.
Ma allora in realtà quello che posso dire è che il valore di uno scrittore si vede da
quanto permette all'editor comunque chi fa le bozze, tutto quello che c'è prima di toccare
il suo testo. Secondo me, se tu sai di aver fatto un buon lavoro e sai di avere determinate qualità
come scrittore eccetera non hai paura che ti venga toccata la virgola, ti venga spostato il periodo,
invece appena il tuo valore non è, diciamo, così alto ci sono tutta una serie di problemi di questo tipo.
Sì, sì, si guà, no, eccetera, i mediocri si arrabbiano.
Sì, tendo a prendersela anche ferocemente appena viene fatto un minimo intervento, interventi che
di solito si fanno per migliorare la qualità di quello che poi viene pubblicato naturalmente,
no, per cercare di dire la propria o di risultare migliori di chi ha scritto.
Ma diciamo che ci sono un sacco di passaggi nel senso che spesso il testo che riceviamo è prima di
tutto, magari dipende un po' perché se c'è molto lavoro di fantasia, di creatività eccetera spesso
poi l'autore non si sente neanche in dovere di riguardare quello che scrive lui, sa che c'è
qualcuno che se ne occuperà dopo di lui e quindi ci piace anche vedere una materia un po', un po'
grezza, però sappiamo che poi ci possiamo mettere le mani. E quindi io sono molto pignola e quindi
mi sento sempre in dovere di controllare tutti i nomi, tutte le informazioni che vengono date eccetera
eccetera e cercare di limitare al minimo poi gli errori dal rifuso a tutte queste cose qua.
Certo. E quindi i passaggi sono un po', in realtà, che c'è prima un'editing, una specie di
sgrossatura del testo e poi una raffinatura. Un po' di laborlime, come si diceva l'Alliceo.
Ma come sono gli autori? A parte quello che abbiamo appena detto,
che i mediocri sono quelli che si addontano subito se tu li tocchi una virgola,
ma c'è una differenza tra gli autori uomini e gli autori donne?
Ma devo dire che ho lavorato quasi sempre con uomini, di più. Non saperei fare una,
sicuramente le donne, forse le donne sono più precise su, ad esempio sui nomi,
su quelle così lì ho constatato anche sulle date, mi è capitato spesso che l'uomo sia
meno preciso, forse non sente la necessità di andare a controllare invece la donna che è già di
per sé più quadrata, più puntigliosa. Quindi magari è una scrittura a volte
meno scoppiettante però più precisa. Ecco, ma qual è il qual è tra tutti questi
lavori di editing se non ci sono problemi di privacy? Che ti ha dato maggiore
soddisfazione? Allora pensiamoci, non so mi è capitato di fare dei libri su degli
stilisti anche molto importanti e ho riscontrato anche una grande capacità di
lasciare nelle mani dell'editor buona parte del lavoro. Quindi queste cose qui
mi hanno dato soddisfazione nel senso che ho preso in mano dei testi che pensavo non
potessero essere toccati neanche minimamente, invece mi è stato detto ci
fidiamo soltamente del tuo lavoro e quindi poi si semala, sappiamo che sei
preciso, sappiamo che ci metti il cuore, sappiamo che lo farai in modo e quindi lo
ho. Questa è una bella soddisfazione, il riconoscimento della professionale.
Di me c'è altre volte che trovi veramente nella situazione di avere in mano qualcosa di
onestamente impubblicabile e ti chiedi che cosa ne faremo. Anche di solito il
grande editore dice adesso faremo fermi tutti, riunione in dieci mila e poi
vediamo se si può toccare la virgola o altrimenti niente così come si fa e li
sono i momenti un pochino più brutti perché ti senti un attimo sbilito ma non
perché devi fare chissà che cosa, perché sembra brutto che una cosa possa
essere pubblicata brutta come è soltanto perché è stata scritta da qualcuno che
ha un nome. Certo, ma tu oltre ai libri ti occupi anche di periodici.
Il mondo dei periodici come è visto dietro le quinte raccontami un po'
oggi è anno 2017 perché io ricordo i periodici del Zecolo Scorzo.
Allora, mi sono abituata, ho iniziato a lavorare con i libri, mi sono abituata a
determinati tempi che poi in realtà con grandi gruppi tutoriali non sono mai così
lunghi come si potrebbe pensare perché spesso viene acquistato un titolo e poi
nel giro di pochissimo tempo dato che poi c'è magari un affiero, un evento, così
il libro deve essere pronto quindi magari c'è soltanto una traduzione e
sommaria bisogna fare un sacco di cose quindi non è così semplice, bisogna fare
comunque tutto in fretta. Invece i giornali sono proprio una cosa per cui ti
devi mettere in testa e che devi correre.
Per cui tutti sono estremamente sotto pressione quindi questa in realtà
crea un po' di nervosismo anche all'interno, cioè nei rapporti tra
quindi la cosa più difficile è creare un buon rapporto tra i collaboratori e la
redazione in modo che poi tutti i passaggi per quanto frenetici funzioni
inobene. Quindi noi in realtà capita che noi facciamo mesili,
bimestrali, speciali, quindi cericamente gli speciali vengono organizzati con
planificati con anticipo e ci dovrebbe essere più tempo, in realtà poi vengono
spesso lavorati magari in un mese, si devono fare 130 pagine e partendo dal
nulla. Noi facci occupiamo di tutto, quindi anche della grafica, per cui
riceviamo un testo a volte anche molto da lavorare e dobbiamo arrivare a un
prodotto che sia preciso.
Inolio, rispetto ai libri che cosa preferisci? I libri o i periodici?
Ma ultimamente mi sono, devo dire, affezionata al lavoro per i periodici,
se sì, decisamente. Sì, perché nel lavori per asprea editore, no?
Esatto, loro fanno moltissime pubblicazioni, devo dire che mi interessa
molto perché sto imparando veramente tantissimo, perché la storia mi sempre
piaciuta già da quando andavo a scuola. Adesso potendo lavorare su monografie,
quindi su argomenti specifici, veramente come tornare a studiare,
però in modo anche più accattivante. Mentre, per i libri, lavori per RCS,
esatto, ora mondadori. Ecco, ti è capitato di lavorare su di un romanzo
in editing, oppure no? No, in modo, no, in realtà proprio di intervenire in
moto. Quindi soprattutto sulla saggistica tu hai lavorato? Ho fatto quasi sempre
lavorato per la redazione dei progetti speciali, quindi ho fatto quasi sempre
libri o di moda, oppure legati a qualche particolare evento, come per esempio i
60 anni di S lunga hanno fatto un libro su questo, oppure libri di, non so,
automobili, comunque sempre progetti illustrati, piuttosto chic.
Sì, questi libri tutti belli, cartonati, patinati, costosissimi. Esatto, quindi in realtà magari i testi non sono tanti,
però sono proprio quelle cose, perché c'è la pagina bianca, pulitissima,
chicchissima, se ci fosse un refuso, una tragedia. Qual è la migliore soddisfazione,
non so se è una domanda un po' stupida, ma che può avere una persona come te che
si è specializzata nell'editing? Allora, uno dei motivi, perché mi piace molto
lavorare con i periodici, è che abbiamo riscontro da parte delle tue.
Immediato, sì. Mentre credo che probabilmente anche per i libri delle
grandi case di Trici qualcuno scrive, però nulla arriva poi a noi che sia un
proprio la bassa mano valanza, mentre per il resto essendo noi come redazione che
ricevamo per le mail del lettore, la cosa che da soddisfazione quando magari
qualcuno ti dice questo argomento, l'ho letto, l'ho riletto un milione di volte,
perché è la cosa che preferisco, che mi appassiona così, e mai mi è capitato di
leggerlo in questo modo, di trovarlo così interessante, di vedere l'illustrato in
modo così coinvolgente, quindi si complimentano per il lavoro di
cono si vede che c'è dietro una passione, un'attenzione, e lì diceva allora
qualcuno che si accorge. Ecco, ma ci passiamo anche le notte.
A forza di migliorare gli sfondoni degli altri, non ti è venuta voglia di scrivere
qualcosa a te? Sinceramente sì. Ah, che cosa, che cosa, svilas, svilas.
Non lo so, in realtà ho in mente un po' di cose per bambini, da un po' di tempo,
e poi però non lo so, in realtà diverse cose che adesso non saprei.
Va bene, se sono sogni siori danno, no? Sì, esatto. Comunque non sono mica tutti
così tragici gli autori, eh? Ah no? No, no, va bene.
Alcuni siamo anche molto appezionati e se non ci fossero, sarebbe un grave
problema. Senti, io ti ringrazio molto della tua
testimonianza e ci vediamo quando vorremo scavare ancora del dietro liquide,
oppure quando avrai scritto le tue opere prime, ovviamente, su questo divano
vieni a presentarle, naturalmente anche in buco, eh? Va bene, grazie.
