FANTOZZI, che sentiva molto quel suo diritto dovere di cittadino, parteci poi come sempre
nell'incertezza, nell'indecisione e nella paura di sbagliare un'altra volta, sinise
allora a leggere di tutto, dall'estrema destra all'estrema sinistra.
Signore, le manca solo il commercio sardo.
Meno, meno, meno, di 50 mila.
Voi si dette malato e si chiusa in casa nella stanza della televisione.
Ti va la merenda?
No, niente, niente, non veri che sto guardando?
Non sono due giorni che non mangi.
Bene, sta a mi sentire, se io sbaglio il voto questa volta va a finire che non mangiame,
non mangiate per una decina d'anni.
Quindi fuori, fuori, sbammare, via!
Va bene.
E fammi un caffè molto forte.
Sì.
Dalla mattina, a notte e fonda, non perse una tribuna politica, né un comizio elettorale,
né un dibattito a quattro, né un ping pong, né una tavola rotonda.
Su tutti i canali esistenti, pubblici e privati, e su tutti e tre televisioni di casa.
Sballottato da tutte quelle informazioni e campaneli scordanti, andò presto nel pallone
più completo e cominciò a soffrire di allucinazioni audiovisive.
Digi una con me compagno Fantozzi, sarà una straordinaria dimostrazione per questi truffaldini
pertitocratici.
Questa è una grande idea, il leader e l'ultimo credino della base, cioè tu che fanno insieme
lo sciopro della pane.
Io che mi bevo solo dei cappuccini e tu che me li paghi.
Lei è un professionista e abituato a digiunare.
Io Fantozzi come si può vedere non sono storicamente portato al digiuno, ma sono per una volta
d'accordo con oremole e pannella che lei storicamente condannato a digiunare, caro Fantozzi, limitando
i consumi.
Ancora di più?
Certo, vado a farsi praticare altri quattro o cinque buchi sulla cintura, mentre io vado
nella mia bella villa sopra Firenze e mi faccio un bel cotolettone panato con patate fritte.
Io chiedo il suo condenso, caro Fantozzi, al partito di maggioranza sempre più relativa.
Soprattutto nell'interesse della sua salute psichica.
Lei, dopo quasi quarant'anni di use a puso condino democratico cristiano, è diventato
un dc dipendente che fa senza il beato senatore fanpani, benefici ogn'omo del suo focolare
e senza il sandissimo rumor mariano e senza l'unorevole rognoni per tanti anni ministro
dell'interiora.
Ah, per questo.
Decide, decide, Fantozzi, o avranno crisi di estinenza, probabilmente li dai.
Non gli dare retta, compagno Fantozzi.
Tu sei l'ho sfruttato classico, sei il prototipo degli sfruttati, e bene devi cambiare.
Ti devi rinnovare, devi cambiare sfruttature.
Gli ha provati tutti, ti chiedo di provare anche noi, ti assicuro che non siamo secondi
a nessuno.
Vedi, ragioniere Fantozzi, se n'era forza il mio partito, io le prometto di risorbere
il problema della pensione.
Grazie, molto bello.
Ma cosa d'ingrazia, io parlo della mia pensione, miga della sua, ho già una certedà, e
c'ho una madre a carico.
Ma scusi, la sua mamma vuole che me la colre io?
Eh, no, no, no, no, no, no, Fantozzi.
Eh, no, sì, sì, sì, sì, sì, sì, invece.
La mamma non si tocca, mi guardi negli occhi.
No, non mi guardi così.
Se lei cortesemente mi farà pervenire il suo indirizzo, io mandero a lei alcuni camerati
a farle gentile omaggio, di una bella confezione di olio di ricino per chiarirle le idee sul
nostro programma elettorale.
No, si può rinviare un magari.
Cosa penso di Fantozzi?
Le parlerò come donne e le dirò subito che lo trovo ripugnante come un rospo.
Ah, anche lei.
Noi temiamo molto questo autunno e questo inverno.
Che cosa ci da fare, caro Fantozzi?
Io, con l'ame e i carniti, abbiamo deciso di lottare allo stremo per farci invitare
tutti e tre sul bellissimo Yacht di Agnelli per fare una crocera nel Mediterraneo o a
le Seychelles o alle Bermute.
Io non vengo mai.
Cosa ti devo dire, compagno Fantozzi?
Il problema grave è quello della stabilità.
Se tu vuoti per me, io mi stabilisco stabilmente nello stabile di Palazzo Chigi e tenterei di
non smuovermi più neanche con le cannonate.
Ma mi scusi, tu c'è?
No, non ho revole.
Io, da questa sua stabilità, che vantaggi ne avrei.
Tutti i partiti, carissimo Fantozzi, continuano a prometterle miglioramenti economici che
non ci sono mai stati e non ci saranno mai.
Noi non potremo deluderla, carissimo, perché questa volta le promettiamo, anzi le assicuriamo,
un peggioramento quinquennale e progressivo.
Ma mi scusi, Emine, Sire, ma anche l'altra volta mi aveva promesso e poi non...
Le mie, come lei sa, sono sempre promesse di marinare.
Ha, ha, ha, è vero, è che io ci cado sempre.
Bene.
Mi scusi, mi sento un po' di radio.
Camerota Fantozzi!
Le potenze democrutocratiche con le loro iniquestanzioni...
Cavaliere?
Tengono di ostacolare il mio apparino all'impero.
Decidi di ci, Fantozzi.
Ci sono i totali di Roma.
Vuote per me, Fantozzi.
Camerota Fantozzi!
Scudo, grusato, Fantozzi.
Vuote per chi?
Vote per me, le couchago Fantozzi.
Piessetti?
Piessetti?
Piessetti?
Be dù, be dù.
Pi, prì, prì.
Piano, piano, gratante contraddizioni e campane riscordanti, Fantozzi, ma trova una sua personalissima
decisione politica.
Buongiorno.
Buongiorno.
Ecco qua, sacrificati essitorali, ovvisca, scusi, scusi.
Eh, dammi la patente.
Ecco.
La patente.
Ecco.
Fantozzi.
Fantozzi.
Cabina 1.
Cabina numero 1.
Cabina 2.
Grazie.
Cabina 2.
Cabina 3.
Grazie.
Vai, vai, vai.
Io vado.
Vado alla uova.
Vado.
Vado alla uova.
Prego.
Venga.
Grazie.
Grazie.
Accomodatevi.
Ha votato Fantozzi.
Ma...
Permette.
Drico.
Ho cupato.
Ma cosa sta facendo?
Sto votando.
Ah, bene.
