Anche se io vengo da Venezia mi sento molto legato a questo paese perché è legato tutti i ricordi che ho da bambino.
Quando venivo con i miei genitori, le mie sorelle, partire dall'azienda, andare agli o piccoli per noi dava minera un viaggio, una scoperta,
un'avventura legata anche ai ricordi degli anziani che ci raccontavano.
Poi all'epoca le famiglie erano numerosissime per cui tutte queste dinastie, i coniomi antichi di Cavalino Treporti,
famiglie che avevano 8 o 9 figli, poi racconti della guerra, venire a vivere qui è stata una scelta legata alle cuore.
Gli o piccoli è un paese antichissimo, anche se adesso purtroppo è praticamente disabitato.
La particolarità degli o piccoli è legata al fatto che anticamente all'interno della piazza era integrata l'agricoltura,
per cui fino a una decina d'anni fa erano presenti degli alberi da Giuggiorno in centro della piazza.
Giuggiorno era una coltivazione storica di questa zona, soprattutto degli o piccoli.
E siccome Emanuare la raccolta ancora oggi e viene fatta nel periodo di settembre,
anche quello era sfruttato per far sì che la gente si incontrasse in piazza.
Dopo una volta che gli alberi sono stati tolti, è stata comunque fatta la scelta di lasciare la piazza non pavimentata.
La mia azienda agricola si chiama azienda agricola Michele Borgo, perché si basa esclusivamente sul mio lavoro.
Coltivo praticamente al 100% la varietà del carciofoletto di Santerasmo.
È una varietà tipica della Laguna di Venezia, soprattutto la Laguna Norda di Venezia.
Noi abbiamo documentazioni che risalgono alla prima metà del 700 su questa coltivazione.
Coltivo 10.000 piante di carciofo, perché la densità è circa una pianta metro quadro, quindi la mia azienda ha un'etero di carciofi.
Il numero delle piante è il massimo che un agricoltore da solo può gestire, in termini di tempo e di impegno di lavoro.
Tutta la mia vita è stata improntata nel prepararmi a questo percorso lavorativo.
Ho avuto la fortuna che mia moglie condivideva le mie stesse passioni.
Abbiamo studiato insieme agraria e la nostra vita come imprenditori è iniziata nel 2000, appena sposati.
Abbiamo iniziato questa avventura inizialmente tentando entrambi di vivere col solo reddito dell'azienda.
Però mezzi tecnici che avevamo all'epoca erano molto scarsi e quindi anche in prospettiva di avere i figli
Marica ha avuto la possibilità di trovare un lavoro esterno all'azienda, mentre io ho deciso di rimanere all'interno dell'azienda agricola, cercando di svilupparla.
In quegli anni è nata con l'isola di Santerasmo l'idea di far nascere un consorcio che tuttelasse
il sistema con cui il carciofo viene prodotto qui da noi nella zona della Gronda Lagunare.
Il lavoro dell'agricoltore è un lavoro che tende molto isolare.
Quindi spesso si tende in forma buonaria a essere in competizione con gli altri, anche tra vicini di casa.
Invece il cambio di mentalità che abbiamo raggiunto con il consorcio fa sì che ogni socio parli della propria azienda,
ma però di importanza a parlare del consorcio quindi al sistema delle aziende che fanno parte.
Il tempo di coltivazione è di un anno intero perché la radiccia che è perenne tu ce l'hai in campo tutto l'anno.
Varistali di sviluppo li segui giornalmente, quello è legame che hai con le piante.
Le nostre piante non derivano da un multinazionale che producerà quel tipo di seme che ti impianti.
È una selezione che è fatta da almeno un secolo.
Il primo carciofo prende il nome di Castraura e la pianta ne produce uno solo.
Storicamente il valore della Castraura era legato al fatto che su mercato a Rialto, Venezia,
quando ancora si portavano gli ortaggi con le barche dalle isole, la Castraura era il simbolo della primavera
perché era il primo prodotto che arrivava sui banchi e questa storicità l'ha conservata,
quindi il valore che aveva la Castraura 200 anni fa a Venezia ce l'ha ancora tre Veneziani
ed è ricercata per quello perché è un numero molto limitato.
Una volta tagliata la Castraura la pianta inizia a differenziare va altri carciofi
fino ad aggiungere un numero di carciofi vendibili che va dai 15 e 20 per pianta.
A un certo punto della produzione viene presa la decisione di non tagliare più i carciofi.
Lasciandoli il fondo, quindi lasciandoli in pianta, quello che è rimasto di carciofi sulla pianta
è un club del ciclo e va in fioritura e io come azienda ho fatto la scelta di chiamare la mia cliente
e la che ho in vendita diretta, gli regalo dei fiori in modo tale che i clienti,
che gradiscono moltissimo perché è un fiore stupendo, lo mantengono poi a casa
perché è un fiore che dura comunque per qualche mese.
I miei genitori hanno acquistato questa casa nel 1981 dei Padri Armeni,
che era abitata in parte da un anziano agricoltore.
Il sogno di mio padre era quello di rilanciare questa proprietà, di sistemare la casa.
Credo che in Corsuo sia molto orgoglioso del fatto che io e Marica abbiamo coronato questo suo desiderio.
A testimonianza del grande legame con il passato e della solicità di questo edificio,
abbiamo con Marica mantenuto un pezzettino di muro dove vengono riportati
dei calcoli delle granaglie raccolte nel 1946.
Da quando abbiamo avuto i bambini, ci siamo resi conto che è un posto ideale per mettere sua famiglia.
Matteo è nostro primo genito, adesso ha 13 anni e dopo Matteo ne sono venuti altri due.
Mattilde che ne ha 9 e Marco che è più piccolino, che quest'anno inizia la prima elementare.
I nostri figli stanno crescendo con dei valori che sono dei valori rurali.
Sono più liberi qui in Campania, hanno molti più stimoli, la barca, c'è sempre l'avventura,
il viaggio, lo zaino, il binocolo, vedere gli animali, etc.
Il fatto di avere avuto questa educazione così legata ai ritmi della terra, ai ritmi del sole,
dell'inverni lunghi, il freddo, fare anche delle rinunze perché qui diciamo non è che viviamo in mezzo alle comodità.
Il fatto che i bambini crescano con questa idea di vita semplice per noi è importante,
magari loro adesso fanno anche fatica da volte a capirla, però siamo sicuri che quando saranno adulti
questi valori per loro saranno fondamentali.
Non ho idea loro che se le te faranno nella loro vita. Spero che almeno uno dei miei figli possa continuare questo tipo di lavoro.
Io sarei molto contento e cercherai di, con la mia esperienza, dargli in una mano più possibile insomma.
Questa è la mia idea e la mia speranza.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
