Appena sbarcato, l'Eslanda mi appare subito carissima e piovosa, ma mi avevano messo in guardia dal clima dell'isola di Tule,
per cui proseguo senza farmi false speranze.
Stavo cercando la mappa, mi sono fermato in cinque posti, non c'era perso di trovarla, ma alla fine l'ho trovata.
L'ho pagata 3.000 corone, suppongo, e adesso vi dico quanto sono.
Cosa? 24 euro.
Raggiunta la cittadina di Egilstadir, il clima cambia repentinamente.
Il sole si alza nel cielo e la temperatura tocca i 17 gradi e mezzo, un paradiso.
Mi piace, ma non ha resistito e quindi va tolta.
Sono le 10 del mattino, Ilenia terrerà stasera e la distanza che ci separa è 660 chilometri.
Questa tirata da esta ovest è in realtà un ottimo rodaggio per capire a cosa andremo incontro nei prossimi giorni di viaggio.
Dove sono le stazioni di servizio, quanto costa la benzina, come sono le strade, quanto traffico c'è,
quante moto e macchine circolano, dove sono i posti più belli per mangiare, etc.
L'unico problema in realtà è resistere alla tentazione di fermarsi ogni volta
e scoprire da vicino le bellezze che l'Islanda ad offrire chilometro dopo chilometro.
Quando arrivo a Reykjavik sono le 5 e mezzo del pomeriggio
e mi incontro con Piero e altri tour leader per ricevere qualche dritta su quali siano gli sterrati migliori di tutta l'isola.
Mancano ancora 40 chilometri alla meta di oggi.
Abbiamo infatti prenotato un albergo a Keflavik vicinissimo all'aeroporto internazionale, dove Ileini atterrera fra poche ore.
Accendo la moto, Ileini è monta su, e a un certo punto cominciano a fumare la moto, tantissimo, puzzo, tutto tanto, scherzo di caccia, scendi, scendi veloce.
Mentre di me pensavo, certo, sarebbe colmo, eh, 12 anni agirò con una moto scassata di 30 anni fa che non mi ha mai dato problemi così,
e con questa qui nuovissima, invece, mi si è già fusi in motore, cosa diranno, controllo, sai cosa era.
Ci sono ancora dei pezzettini di pellicola spray bianca che si staccano e uno si è appoggiato proprio sui collettori, quindi si sta asciogliendo.
Non si può fare il nostro primo campeggio in Islanda con cena preparata da te, senza un brindis. Salute, polos.
Dici cosa, cioè, 10 secondi per dirci cosa hai preparato, dai.
Pasta tonno.
Fatto velocissimo, Adil, bravo.
Adesso iniziano le parti divertenti, allora, la nostra mappa diceva che qui, sulla F-66, c'è un guado.
Abbiamo testo un po' in giro, si è affermato un po' di volte, c'è chi ci diceva, non lo fate, questa strada è maledetta.
Quindi sono 26 chilometri con un guado, qui mi sembra, vediamo come va.
Non vado di noi, non vado di noi, non vado di noi.
Ciao a tutti, volevo sfatare un'altra cosa, non dici, eh, ma quando fai prepari la cena in campeggio, mangi sempre le solite porcherie, no?
Va bene, allora, che con questo lima qui, che saranno 10 gradi, ci stava benissimo la zuppa calda, gamberetti, verdure, birra.
Ciao ragazzi.
