La prima cosa che vedrete quando vi requerete all'esposizione universale di Milano attraversati
i tantissimi cancelli d'ingresso sarà il padiglione zero, Divinus alitus terre, l'alito
divino della terra, Plinio, è scritto sul muro, è un padiglione gigantesco, per visitarlo
ho voluto il mio virgilio e l'ho chiesto a Davide Rampello che è l'ideatore e il direttore
artistico del padiglione zero, ho chiesto di illustrarmi questa meraviglia e questo è stato
in piccola parte il viaggio che abbiamo fatto quella sera.
Santo cielo, 24 metri per 50, tutta in legno, i cassetti è l'archive del mondo, la memoria
che dentro idealmente sono racchiuse le storie degli uomini, bisogna cominciare la memoria,
guarda, fatta dai migliori artigiani, anche perché volevo veramente che fosse una cosa
che rappresentasse l'ingegno e il fai d'italiano, Ciancarlo Basileo Scenografo veramente ha
fatto un piccolo grande capolavoro, l'impatto impressionante, qui all'uomo, seleziona
i sementi per selezionare gli animali che li servono per vivere in un determinato luogo,
qui sono frutta, l'erdura che abbiamo fatto il mondo, messe però in ordine cromatico,
vedi che meraviglia.
Un arci in bordo scuso questo.
Sia perso la testa.
Il dopo la domesticazione vegetale e la domesticazione animale, ciò che serve all'uomo per alimentarsi,
per lavorare e per compagnia anche.
I pesci?
Ah, questo è il teatro degli spettacoli.
Esatto, e questa è la Pangea, ossia un tavolo che rappresenta la Pangea, l'ha realizzato
Maurizio Riva, è un tavolo formidabile, guarda che cosa meravigliosa.
Quando la terra era tutta umida prima della deriva dei continenti.
Esattamente, e sai questo legno quanti anni?
40 mila anni.
40 mila anni, legno vivo.
Legno vivo.
Com'è questa fantastica querccia che esce fuori come un triomfo della natura, l'uomo
non potrà mai costringerla.
Mamma mia, cosa è questo gigante?
La piazza virtuale del cibo, quanto cibo si produce nel mondo, le variazioni del prezzo
e come si comunica il commercial.
Sembra la borsa di Tokyo.
E questa, infatti, l'abbiamo chiamata specurazione, qui comincia veramente l'oggi, dalla specurazione
vieni, andiamo a uno dei grandi e dei gravissimi temi, lo spreco, una delle cose più terribili
perché lo spreco è uno stile di vita e bisogna uscire dallo stile di vita, dello spreco.
E una possibilità è questa, ossia quando ad esempio comunità di contadini o industria
consapevoli sanno rapportarsi alla natura, creano veramente lavorando e coltivando la
terra un rapporto armonico, vedi, fantastico.
