Cari amici, qui accanto a me oggi c'è Riccardo Schacchi, che è uno psicoterapeuta
ad approccio gestaltico. Che cosa vuol dire questo approccio gestaltico?
Allora la psicoterapia della Gestalt è un approccio alla psicoterapia fondato fin dagli anni
40 da uno psicanalista tedesco, di nome Fritz Pers, che si è distaccato dalla psicanalisi che
è il ceppo originale, dando maggiore importanza all'emozioni al corpo rispetto alla razionalità,
quindi chi si forma come psicoterapeuta gestaltico ha questo tipo di formazione che ormai si è
distaccata molto dalla psicanalisi originale. Ecco, questo tipo di società nella quale viviamo,
ha bisogno molto del ricorso allo psicoterapeuta o no secondo te? Ne avrebbe bisogno tanto, ne avrebbe
molto più bisogno di quanto di quante persone non ne richiedano adesso l'aiuto, perché c'è tanta
gente che soffre, che sta male, che confusa, che non sa di poter chiedere aiuto e non sa che l'aiuto
al giorno d'oggi non è più una cosa così lunga, dispendiosa in termini di tempo, di soldi, etc.
Una psicanalisi si sa che dura 10 anni sul lettino, altre volte la settimana, una terapia
gestaltica può durare magari un anno, una volta alla settimana. Ma tu li venti sul lettino? No,
no, no. E come state? Seduti su due poltroncine, uno di fronte all'altro, a stabilire proprio una
specie di simmetria. Ma quella è l'atmosfera, l'atmosfera da confessionale, io mi confesso,
dottore mi dica, no? Francamente l'atmosfera è spesso piuttosto divertente, divertita. Io tante
volte addirittura utilizzo le barzellette per far passare dei messaggi particolari perché
attraverso il divertimento magari le persone riescono a comprendere qualcosa che attraverso
un discorso serio magari non capirebbero. Ecco, ma mettiamo che io sono un po' sottoshock perché
non so, ora per fortuna non dipendo da nessuno, ma mettiamo che dipendessi da qualcuno vado
tranquillamente la mattina al lavoro e mi dicono, mi dispiace, il rapporto di fiducia con lei è
finito, arrivederci e grazie. Io sono sottoshock. Che cosa faccio? Che cosa mi puoi fare? Due
cose, se per lo shock proprio per l'aspetto traumatico ci sono delle tecniche apposite,
per esempio una tecnica che si chiama MDR che ha a che fare proprio con l'elaborazione dei
vissuti traumatici, però dopo c'è tutto l'aspetto del valore attribuito a un evento, non solo l'evento
in sé, se io non posso farti ritornare sul posto del lavoro posso farti considerare
differentemente, posso aiutarti a considerare differentemente la portata dell'evento, cioè
è una catastrofe, un licenziamento o può diventare anche un'opportunità di ripensamento
della propria professione, di ricerca di una professione più adatta o di un posto più
più attivo. O un momento di crescita. O un momento di crescita. Che il destino di apposto
davanti un muro che però è il muro che ti farà progredire eccetera. Questa è la linea
che tu fai seguire. Diceva Sartre, una cosa molto bella. Diceva non conta tanto ciò
che gli altri ci fanno, quanto ciò che noi facciamo di ciò che gli altri ci fanno. In
questo caso non conta tanto ciò che ci avviene, ma ciò che noi facciamo di ciò che ci
avviene. Quindi come lo consideriamo? Una catastrofe oppure un'opportunità. Lo consideriamo
solo un problema da cercare di superare tappandoci il naso agli occhi, oppure una possibilità
che la vita ci dà per cambiare, per crescere, per maturare, per chissà cosa. Interessante,
però io vedo che tu hai creato un'associazione, una scuola di counseling. La psicoterapia
è una specializzazione che richiede una laurea prima in psicologia e poi in medicina per
dare un tipo di relazione d'aiuto molto complesso e profondo. Il counseling è un tipo di relazione
d'aiuto più semplice, se vogliamo, da studiare e applicare, nel senso che si applica fondamentalmente
su persone sane, non su persone con una patologia, ma persone sane che hanno un momento di difficoltà
in un periodo particolare della loro vita. Ci sono momenti di passaggio, che sono classicamente
l'adolescenza, l'ingresso nel mondo del lavoro, il matrimonio, la nascita dei figli,
le separazioni, il licenziamenti, momenti in cui chiunque può vacillare un po'. Queste
sono le classiche applicazioni del counseling, che è una relazione d'aiuto che non va
sulla patologia, sul disagio strutturale profondo della persona, che si applica in momenti particolari
della vita che tutti attraversiamo, in cui tutti possiamo aver bisogno del counseling.
Ecco, quindi bio-gestalt, vedo Sibig, io ho visto un video dove vedo delle persone, gruppi
di persone che stanno come danzando, eccetera, che cosa sono, che cosa accade?
Allora, la Sibig, scuola italiana di bio-gestalt, è stata fondata, non mi ricordo più quanti
anni fa, 6-7 anni fa, da me con una collega, si chiama Alessandra Callegari, proprio fondendo
l'approccio gestaltico, l'approccio bioenergetico, che è quello invece in cui si è formata
lei. Quindi l'approccio bioenergetico utilizza molto il corpo come strumento per conoscere
se stessi e risolvere dei conflitti. La gestalt è le emozioni, quindi mettendo insieme questi
due, insieme ad un aspetto cognitivo, da cui non possiamo ovviamente danzarci, abbiamo
creato questa formazione per i counselor, che è una formazione triennale, che lavora abbastanza
in profondità sulle persone, per renderle adatte proprio a fornire poi una relazione
d'aiuto a chi ne ha bisogno. Quei momenti lì nel video sono momenti particolari.
Quindi è allevate degli altri docenti di questa disciplina. Non docenti quanto professionisti
di questa disciplina, indipendente a un valore post-lauria, una cosa del genere oppure
semplicemente amatoriale. Finora è un tipo di formazione che si può studiare anche solo
avendo un diploma di scuola media superiore, qui in quennale. Poi in realtà quasi tutti
hanno la laurea. Però è una seconda formazione, cioè non è una cosa per neodiplomati, si
può iscriversi a partire dai 23 anni in un prima. Dura tre anni sono quasi 800 ore di
formazione nel triennio, divise tra lavoro personale, quindi lavoro psicologico e personale
e apprendimento più tecnico. Nell'idea proprio che è la persona, l'operatore, lo strumento
fondamentale della guarigione attraverso una buona relazione umana.
Quindi è come la creazione di una nuova professionalità. Cioè chi frequenta i corsi alla fine
può aprire uno studio ed esercitare. Da noi, da pochi anni, negli Stati Uniti c'è
dagli anni 40 il counseling. Non è proprio una novità. È in Italia che si sta diffondendo
adesso per fortuna, perché è una grossa possibilità di aiuto alle persone.
Sì, perché il cinema, il cinema nord americano, ci ha abituato al ricorso sempre, all'opsicanalista,
tutti i distesi sui lettini, quelli proprio psicanalista o psicoterapeuta, dipendenti.
Adesso, per esempio, nelle scuole americane c'è quasi sempre un counselor e in certi
telefilm, che non ho visto, mi raccontano che esistono, il counselor nelle scuole è una
figura fondamentale, nel senso che il ragazzo che ha un momento di difficoltà si rivolge
tipicamente al counselor scolastico. Potrebbe essere utile nei confronti del discorso del
bullismo, la presenza nella scuola di una persona specializzata in questo? Ci sono tante
scuole in cui noi abbiamo già aperto degli sportelli, più noi come Sibig. Abbiamo aperto
sportelli in scuole medie, lì c'è anche qualche elementare per cui le persone cominciano
a rivolgersi. Tra i vostri e gli evi ci sono degli insegnanti
oppure no? Sì, quindi si comincia a percepire, dal tuo punto di vista, a noti che si comincia
a percepire la necessità di questo. Molto interessante. Arrivederci alla prossima
settimana.
