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Una vera e propria tragedia nella tragedia e nelle ultime ore tutti abbiamo appreso della
terribile slavina che ha travolto letteralmente l'hotel Rigopiano, ai piedi del Gran Sasso.
Allora, intanto, ancora una volta dobbiamo veramente essere orgogliosi anche in questo
caso di essere bielesi. Roberto Scalcon, caposquadra esperto, era proprio nel gruppo che per primi
siete arrivati sul posto. Come è andata? Buongiorno. Sì, buongiorno. Siamo arrivati, siamo partiti
per questa emergenza neve in direzione Teramo il giorno di mercoledì. In viaggio, abbiamo
avuto questa comunicazione di questo grave evento e siamo stati dirottati quasi immediatamente come
colonna mobile Piemonte, perché io facevo parte della colonna mobile regionale Piemonte. Siamo stati
dirottati alcuni a pescare, alcuni l'acquila, ad esempio noi due, io ho un collega di verbaigna,
abbiamo fatto il giro dall'acquila per recuperare dei materiali per poi dopo raggiungere i colleghi.
Ovviamente, la situazione ci passa subito drammatica già prima di arrivare all'hotel perché le
condizioni della strada del manto nevoso erano veramente eccezionali, cioè la strada per raggiungere
l'hotel aveva due metri e mezzo di neve. Le colonne dei mezzi di soccorso erano totalmente
bloccate dalla neve e allora si è deciso di raggiungere l'hotel con il gisidalpinismo che
abbiamo in dotazione e abbiamo raggiunto gli altri che erano alcuni erano arrivati con l'elicottero,
altri del soccorso alpino della Guardia di Finanza erano arrivati con il gisidalpinismo.
Abbiamo iniziato immediatamente a sondare quello che era la parte avale di quello che rimaneva
dell'hotel, cioè tutto quello che i detriti anche macerie, perché comunque si tratta di una
slavina, una valanga nevosa che ha colpito una struttura e quindi nella neve si trova anche
materiale inerte. Pertanto abbiamo iniziato a fare questi sondaggi e abbiamo iniziato a scavare
per vedere se si riusciva a recuperare qualche persona. Dopodiché ci siamo concentrati su una
parte in base a una dichiarazione del supestite di questo fabbio, questo ragazzo, che lavora
lì di come era fatto più o meno la questa struttura. Noi all'inizio non avevamo neanche
idea di cosa stavamo facendo perché comunque al di là della parte sotterranea che era la
parte spa, quindi sound e tutto che era praticamente stata toccata, non era stata coinvolta perché
rimaneva nel sotterraneo. Tutto quello che era aereo della struttura, quei tre piani di struttura
hanno stati completamente spazzati e una addirittura accartocciato, quindi parliamo di cemento
armato e quindi la violenza di questa valanga è stata veramente eccezionale. Però ecco,
a seguito di queste indicazioni voi avete avuto proprio l'intuito, la sensazione che lì ci fosse
qualche cosa, se ti è stato proprio il primo a entrare e avere un primo contatto e così?
Sì, diciamo che l'evoluzione è stata questa, c'era un locale pompe sommerso dalla neve,
però c'era un'apertura parziale su un lato spostato più protetto della valanga vicino,
quindi alle parti dove c'erano ancora gli alberi. Ci siamo scesi e abbiamo ovviamente controllato
subito il locale pompe e tutto per vedere se c'è fosse qualcuno o qualche apertura che dava
qualche altrovano, però purtroppo era chiuso lì, però abbiamo percepito un odore di fumo.
Questo fumo ci ha messo un po' in allerta perché lì al momento non c'era niente che indicasse
un minimo di incendio, cioè se non il fatto che magari ci fosse stato un camino acceso.
Da lì abbiamo iniziato a chiedere al ragazzo come era fatta la struttura, io vi posso fare
soltanto immaginare che sopra a questa ipotetica struttura c'era qualcosa come tre metri di neve
e non si capiva veramente cosa c'era sotto. Allora attraverso le nostre sonde che utilizziamo
in valanga abbiamo iniziato a determinare più o meno il perimetro e infatti assaggiando si
sentiva nettamente il battito della piastrella, di una piastrella sotto, quindi abbiamo determinato
più o meno un perimetro fin quando la mia sonda non ha toccato, ha fatto un suono diverso che
era quello che assomigliava a un solaio in legno, quindi c'era un rumore sordo e da lì abbiamo
iniziato a scavare, abbiamo fatto questa apertura di circa due metri e mezzo di diametro con una
profondità di circa due metri, due metri e mezzo di neve, abbiamo trovato questo tetto e abbiamo
subito fatto un'apertura con la motosega, un collega di Torino che fa parte degli user che
quindi sono abilitati a fare le penetrazione all'interno dei luoghi ostili in ambiente urbano
e entrato e facendo dopo circa un quarto d'ora abbiamo sentito che vociferava all'interno,
credevamo parlasse con noi, stupiti perché poi dopo abbiamo sentito proprio questa comunicazione
che ha detto quanti siete e poi dopo la risposta abbiamo sentito che diceva allora siete in sei,
siete vivi, c'è anche un bambino, da lì sono iniziate veramente poi tutte le operazioni
qui erano le 11 e dieci del mattino, come l'asottemporaneo loro erano sei metri sotto quel piano
dove era lui, quindi sei metri sotto in un dedalo di macerie se sono riusciti a fare uno spazio
per far riuscire un'ora dopo il bambino e la mamma, mentre nella sera sono recuperati
le tre bambini da un'altra ala che era poi quella vicino al locale Pompe liberato e tutto
gli user dell'Azio hanno fatto una penetrazione con le strumentazioni quindi hanno demolito
dei muri in cemento al maro e abbiamo recuperato anche i bambini, nella notte sono state recuperate
le quattro persone che erano nel locale dove c'era il cammino, quindi per noi c'è ancora
molta, molta speranza, adesso l'ultima comunicazione è stata quella che sono state recuperati tre
cuccioli di pastore, ma remano dove c'era l'altro giorno c'era la mamma dei cuccioli
con il papà che continuavano a girare sulla valanga alla ricerca dei...
è veramente, veramente emozionante sentire un racconto poi naturalmente sono esperienze
vere e siamo ancora in emergenza, lei tra qualche ora, dopo domani ripartirà qual è
però la sensazione, l'atmosfera? Adesso ci stanno facendo fare dei turni, hanno
cambiato le turnazioni e quindi ci faranno scendere, ci faranno ricoverare in una struttura
vicino a quella dell'albergo distrutto, è un rifugio vecchio che c'era, ci faranno
fare delle turnazioni di sei ore, sei ore di lavoro, sei ore di reposo e le sensazioni
sono quelle comunque, l'animo è sempre quello di andare alla ricerca di persone, per noi
a provo contrario sono tutti vivi, quindi le speranze sono ancora quelle che in questi
locali ci siano ancora persone vivi da recuperare, se le prime sensazioni sono quelle che all'interno
di queste strutture loro probabilmente si erano preoccupati delle scosse di terremoto e pertanto
si erano preoccupati di mettersi dei viveri e dell'acqua all'interno di questi locali,
ci auguriamo che l'abbiano fatto in tutti i locali e che ci siano altri locali da espezionare
quindi ci auguriamo che queste venti persone che rimangono siano vive, insomma si lavora
a testa bassa per quello.
E state lavorando duramente, allora sappiamo e percepiamo che il plauso veramente è generale
per i vigili del fuoco, per tutte le forze dell'ordine, i corpi volontari, questo è veramente
importante e sentito, noi vi auguriamo buon lavoro, a presto vi aspettiamo al ritorno.
Grazie mille.
Alla prossima.
