Diciamo che la fascinazione del nostro adesivo è nata soprattutto per una certa esistenza
in un fonte della pittura di abitazione. Il naso invece è pulito, preciso, netto, non
lascia spavature e fa vedere immediatamente quale sarà il tuo risultato. Il primo lavoro
sono stati fatti in giro e in maniera devo ammettere il tutto casuale, bagni pubblici,
locali, tutto ha molto il sentivo, muovi trovati per caso come nelle piccole tagliate,
ma poi in realtà erano più formi illustrative, antropomorfe, personaggi, c'è stato bisogno
di andare su qualcosa che fosse non dico elevato, ma un po' più forte anche a livello comunicativo.
I manifesti sono stati parte dell'occhio che viene attirato tutti i giorni, da chiunque,
passando per le strade e quasi tutti queste manifesti sono sempre impiti con i volti delle
strade. Comunque, la donna è il protagonista principale di quasi unica parte della velocità.
Quindi già mi ha curato l'idea di questa geometria, di questo modo retto pulito, di
trasformare le forme, è stato un po' automatico entrare al contatto quindi con le forme naturali
o rifatte del manifesto per quasi dare, come dire, un punto di vista differente. C'era
l'idea che viene trasformata, viene sintetizzata, diventa quasi un disegno, non è tutta una
modella vera fuorifata e non ci sono più le pure. Uno ha veramente di pregi, ad esempio
di aver rinvizzato la polpa in strada, o comunque aveva una certa visibilità, soprattutto
i stupori delle città, o comunque in ambito umano, ma anche in zone desolati, comunque
l'occhio umano arriva a sé e da lì chiaramente i primi a sfruttare tutta questa dimensione
in solito come l'agenzia e i brand, iniziano a chiamati, vogliono la novità, durante le
novità, e viene sempre un po' sattente di pensare a uno se quanto il tuo lavoro può diventare
il progetto e può evolvere, lavorando in un senso come un marchio o un brand. Pesso
si fanno mai certe sbagliate, altre volte invece il brand diventa quasi la svolta per
farti arrivare ad un pubblico a cui normalmente ti serverebbero più anni, diciamo. La prima
mostraminana sono fatta nel 2007, riguardavo un progetto sinfermio personale, studiato da
l'inizio alla fine, e negli anni ho sentito sempre un po' la mancanza di evitare questa
dimensione, un po' più di galleri, un po' più insintinista, possiamo dire. L'occasione
è presentata, anche perché, conoscendo la coelettrice Francesca Ols, legta direttamente
in contatto con il maffredi di Avame Carden Galleri, a cui piaciutemente andavano
non oppure come comunque. Stanno noi, sono fosse l'unica galleria di un certo spesso
l'Undercount, legato alla strictarte, ho visto molte mostre a tutti i campi artisti,
chiamate anche una questione di prestigio. Da lì si ha sentito proprio il bisogno anche
un gradino superiore, anche per quello che riguarda il mio lavoro, e quindi portavo
anche a una linea più pulita, a una linea fosse più comunicativa, e da quel titolo
anche il tomoto della linea, il migliore della linea. Colore secondo me ha usato
una poetica quasi estrema con la linea e sono stati riconosciuti un po' da tutto
il mondo, come i creatori di tracce che vengono riconosciuti. L'intero all'estimito
è quasi minimale e astratto, devo dire, quasi futurista, a tratti. L'argomento principale
al di là dei personaggi, al di là del concetto della mosta, vennerà molto più diretta,
essenzialmente la linea. Una linea che avevo cercato anche a dirgli di un allestimento,
quasi una estrusione dagli oltre alla singola opera, quindi una continuazione di tu anche
nel concetto del pensiero di lui, secondo il personaggio. Tutto questo pensiero,
attraverso le linee, viene convogliato anche in una stanza speciale, completamente vera,
che guiderà in maniera però disorganizzata e caotica lo spettatore a cercare di capire
soprattutto chi sono i singoli personaggi, che non ci sono nomi, se c'è una riconoscibilità
in alcuni, però, il resto è molto lasciato con una libera interpretazione anche dei
oggetti dello sparo.
