Nessun magistrato vuole trasferirsi al tribunale di Biel e si continua ad anna spare.
Questo ancora una volta dimostrazione di quanto sia poco attrattivo il Bielese.
La tragica morte del lavoratore nell'azienda estrattiva di Bruce Nengo è stato oggetto
di un'interrogazione del Consigliere del PD Vittorio Berezzotto sui controlli regionali.
Le storie che fu nivie di Europa ed in particolare l'acesto via al cammino è salva per i prossimi
vent'anni, a breve si parte con i lavori.
La pedofilia rimane un grave problema del vivere quotidiano, un incontro a Biel ha avuto modo
di porre l'accento sulla necessità di informare nelle case e nelle scuole.
Un pastore ed un agricoltore di Guarda Bosone, Hugo Venara, ha ricevuto il premio fedeltà
alla montagna, istituito dalla sezione valsesiana degli Alpini.
Ben trovati a questo nuovo appuntamento con l'informazione della provincia di Biela.
In primo piano per oggi è il fatto che nessun magistrato vuole trasferirsi al tribunale
cittadino e si continua quindi ad annasparre per carenza di personale.
Questa è l'ennesima dimostrazione ancora una volta di quanto sia poco attrattivo il
Bielese, a farne spese naturalmente ai cittadini che non possono utilizzare un sistema di
giustizia snello e produttivo, vediamo.
Da una situazione deficitaria, qualche volta possono nascere nuove opportunità, e questo
è proprio quello che sarebbe potuto accadere anche al tribunale di Biela.
Infatti, solo tre mesi fa, il magistrato, honorario Pietro Brovarone, commentava la
notizia che la sede della giustizia bielese era stata dichiarata, disaggiata.
Quello che è capitato è che è stata richiesta, da parte del Presidente del Tribunale, dell'orne
degli avvocati, l'indicazione di Biela come sede disaggiata, perché aveva un organico
di magistratura con una scopertura al di sopra del 20%, e questo ha determinato per l'applicazione
di una normativa del 1998 la possibilità di dichiarare Biela sede disaggiata e conseguentemente
renderla più appettibile da parte di magistrati che si trova in altre sedi a scegliere Biela
come sede, come loro sedi di lavoro. Tenuto conto che il magistrato non può essere trasferito
d'ufficio, se non per ragione disciplinare, quindi il magistrato è inammovibile e sceglie
lui di trasferirsi da un tribunale all'altro.
A seguito di questa misura gli incentivi per i giudici che si fossero trasferiti nel Bielese
sarebbero stati diversi, a partire proprio dal compenso 1.300 euro in più al mese, quindi
14.600 euro netti all'anno in aggiunta allo stipendio base. Beneficio economico, unito
a maggiori possibilità di avanzamento di carriera, ma a distanza di alcuni mesi nulla
di fatto, nessuno vuole lavorare nel Bielese. In sei avevano presentato domanda ma al momento
di decidere nessun magistrato ha manifestato interesse per il tribunale cittadino e quindi
siamo punto a capo. Non arriverà per il momento nessun rinforzo e la questione è quindi
ancora una volta archiviata. Ma perché la provincia ai piedi del mucrone, simbolo dell'eccellenza
manifesturiera a meno di 100 km da Torino e poco più da Milano, non riesce ad attirare
imprenditori ed in questo caso professionisti? Manca di collegamenti efficaci e questo è
risaputo. Averrà a breve l'elettrificazione della linea ferroviaria costato Biela-Santià?
Bene, un buon lavoro direte, ma al risparmio in termini di tempo per i pendolari sarà
poi così decisivo, forse non troppo. Intanto la Pede Montana è precisamente l'otto che
da Gattinara collegherà la nostra super strada, dopo anni e anni di sì, no forse, ci sarà.
Ma comunque, in futuro, se parliamo di oggi le prospettive sono ancora chiuse come la
mentalità che da sempre contraddistingue il Bielese, barriccata nei propri confini logistici,
e nemmeno al comparto della giustizia riesce ad uscire da questo muro ideale. Per i prossimi
mesi quindi ancora l'orizzonte grossa e difficoltà per i lavoratori e i professionisti della
giustizia. Con quale risultato? Ancora una volta a pagare le spese di questi limiti i
cittadini che non potranno fare affidamento su una procura ed un tribunale allineato e produttivo.
Ci spostiamo invece adesso a Torino, in regione, dove questa mattina si è discusso di una tragedia,
avvenuta il 1 ottobre a Bruce Nengo, dove un lavoratore aveva perso la vita in un'azienda
che si occupa di recupero vetri, anche diversi vigili del fuoco rimasero intossicati. Oggi,
in Consiglio Regionale, è stata discussa un'interrogazione presentata dal Consigliere
del PD Vittorio Barrazzotto per chiedere quali siano le competenze e quali controlli
siano stati fatti e soprattutto se esiste una pianificazione dei controlli così come
di eventuali sanzioni. La risposta dell'assessore de Santis è stata che lo stabilimento minerario,
quindi interessato dai controlli, confina soltanto con quell'oggetto dell'incidente che si occupa
invece di recupero vetri. La regione in ogni caso, negli ultimi anni, ha effettuato una serie di visite
e in nessun caso sono state rilevate in regolarità. L'attività di recupero rifiuti, inoltre, è stata
soggetta al controllo anche da parte di ARPA. Parliamo invece adesso di un altro tema. La
pedofilia purtroppo rimane un grande male del nostro vivere quotidiano. Per combatterla è
fondamentale un'informazione preventiva nelle case e anche nelle scuole. Sabato scorso c'è
stato un convenio e l'obiettivo è stato proprio quello di diffondere questo tipo di notizie. Laura
Martini si è tenuto nella sala conveni di beaver banca il convenio giù le mani dai bambini,
organizzato dall'associazione Insieme e di Più di Biela, guidata da Elisa, incornato Gobi. Un
argomento delicatissimo il tema della pedofilia, una cosa di cui spesso sia quasi paura parlarne,
ha spiegato la Presidente, ma che è argomento di grande importanza e di grande attualità.
Lo sviluppo della comunicazione via internet non soltanto ha favorito l'accesso al materiale
pedopornografico ma anche moltiplicato la possibilità per i pedofili di entrare in contatto con bambini
adolescenti, nonché di parlare e di interagire con loro, da qui la necessità di capire quali
sono le insidie e come riconoscerle per individuare i comportamenti corretti e vivere e navigare in
sicurezza e inserenità. Di queste tematiche hanno dibattuto la sessuologa Simona Ramella Paye,
psicologa psicoterapeuta docente di sessuologia e consulente tecnico del giudice. L'ispettore
superiore Sandro de Vekis della Polizia Apostale di Turino, la neuropsichiatra infantile Gianna
Davi, dirigente di primo livello del servizio della SL di Biela e lo psicologo Paolo Vanni,
mediatore e specialista in criminologia. Gli interventi e il successivo dibattito sono
stati moderati dalla psicologa e psicoterapeuta Letizia Feriozzi, responsabile dell'area
osservazione e trattamento della casa circondaleale di Biela.
Lisa Incoronato-Gobi, presidente dell'Associazione Insieme di Più, nata per volontà di un gruppo
di genitori dieci anni fa. Mi occupo di volontariato da 47 anni, sempre è dedicato ai bambini. Tutti
gli anni, da dieci anni, organizziamo conveni che tratta argomenti dei bullismo, sessualità
ed educazione all'affettività e pedofilia e pedopornografia. Oggi è stato fatto un
convenio sulla pedofilia e la pedopornografia, tema che a volte sia quasi paura di parlarne,
perché come dice Don Ferreira, un padre salesiano che ha scritto molti libri rivolte all'educazione
dei bambini, i bambini hanno solo noi e se non siamo noi a difenderli con attenzione e
a dedicarci alla loro educazione continueremo a creare una società come quella che purtroppo
stiamo vivendo in questo momento, perché tutto parte dall'educazione, tutto parte da
ciò che riusciamo a trasmettere ai nostri bambini.
E proprio perché è fondamentale parlarne, approfondiremo ancora questo argomento dopo
la sigla del telegiornale. Adesso voltiamo decisamente a Pagina e parliamo di una buona
notizia per le funivie di Europa e in particolare per la cestovia. La raccolta a fondi hashtag
salviamo la cestovia, ha portato i risultati ispirati e adesso si inizia con i lavori,
vediamo.
La cestovia storica della Conca d'Europa nel 1971 ha assunto la conformazione che
negli ultimi anni ci siamo abituati a vedere e per i prossimi vent'anni potrà continuare
a desistere così come era stata concepita. La raccolta a fondi che ha coinvolto cittadinanza
istituzioni, hashtag restauriamo la cestovia, ha portato al risultato ispirato. Si parte
quindi a giorni con la valutazione strumentale di ogni componente, passaggio che anticipa
il restauro vero e proprio.
Da i primiti febbraio si dovrebbe dare il via ai lavori, che termineranno presumibilmente
entro giugno. La prima funivia dalla quale oggi sono tuttora visibili due mastici sostegni
in cemento, fu costruita nel 1926. Era la funivia costazione di arrivo alla quata più
alta in assoluto, circa 1900 metri sul livello del mare. Portava i viaggiatori pellegrini
del santuario e amanti della montagna verso il lago del Mucrone, alla velocità di 4,3
metri al secondo. I cestelli possono ospitare due persone e permettono una visione a 360
gradi durante la salita, raggiungendo poi la sommità del monte Camino, dal quale a sua
volta si gode una visuale che va dalle Alpi alla Pianura Padana. L'impianto ha ottenuto
diverse prorogue a fronte di lavori di aggiornamento effettuati dal 2011 al 2015. Il 30 aprile
però del 2016 è stata chiusa per una restrutturazione che, a fronte della riuscita della sottoscrizione
popolare, restauriamo la cestovia e anche e soprattutto del cofinanciamento da parte
del comune di Biella, permetterà a questo storico impianto di funzionare ancora per
molti anni il preventivo di 450.000 euro ai quali si aggiungeranno altri 15.000 per la
valutazione geologica e la sicurezza di cantiere. Sono state interpellate 5 ditte europee, ma
del restauro si occuperà la CCM di Michele Finottello, ditta che ha rilevato il marchio
Marchisio, ma adesso sentiamo direttamente da Andrea Pollono, presidente della Funivie
d'Europa e dettagli di questo imponente intervento.
Le Funivie d'Europa e la Conca d'Europa come ben sappiamo nell'ultimo periodo hanno
patito, tanto che si è arrivati a chiedere il sostegno dei cittadini, anche il comune
del capoluogo ha contribuito. Oggi, insieme al presidente Andrea Pollono, cerchiamo di
capire a che punto stiamo, come è la situazione. Buonasera.
Buonasera. La situazione è positiva, non è ancora completa, ma è positiva. La raccolta
fondi in realtà ha avuto lo scopo fondamentale di creare una collaborazione tra la parte
civica della popolazione e la parte politica amministrativa. Cioè, è stato un esperimento
di collaborazione tra le parti, in maniera di che non sembra tutto debba calarsi dall'alto
fondamentalmente. Abbiamo raccolto tutte le fenna cifre importanti,
non è ancora completata, infatti continuiamo con la raccolta, siamo arrivati a 75.000 euro
dei 100.000 che ci eravamo posti. Siamo di fronte a un preventivo che a tutti gli affetti
ha avuto le sue attendibilità e quindi ha un contenuto tecnico soddisfacente con il
quale si può incominciare a fare tutti gli studi di valutazione e incominciare a far
la parte pratica di restauro della cestovia. E, pertanto, a tutti gli affetti abbiamo visto
già dalle notizie nel mese di dicembre a disponibilità da parte del comune su bilancio ai 2016
l'ergazione comunque a disponibilità ad erogare 300.000 euro che a tutti gli effetti contribuiscono
insieme alla raccolta fondi a raggiungere la cifra per poter affrontare l'intervento
completo. E parliamo ancora del freddo di questi giorni
che tra l'altro sta mettendo a serio rischio anche molte specie animali. Da qui la proposta
appello del presidente nazionale di AI da Lorenzo Croce, al presidente del Consiglio
Paolo Gentiloni e dal ministro dell'ambiente Gianluca Galletti, perché con un provvedimento
di urgenza sospendano la caccia in tutto il territorio nazionale da qui alla fine della
stagione 2016-2017. Questo al fine di tutelare le specie animali che già sono a rischio
di vita a causa del freddo di queste settimane. Da qui l'appello al presidente del Consiglio
e al ministro dell'ambiente perché da subito sospendano il calendario venatorio a livello
nazionale ma anche i singoli presidenti di Regione affiché sospendano la caccia a livello
locale. Adesso parliamo di un pastore, un agricoltore
di Guarda Bosone, Hugo Venara, che ha ricevuto nei giorni scorsi il premio FEDELTA alla Montagna
istituito dalla sezione valsesiana degli Alpini. Il premio viene assegnato per valorizzare
chi nella propria vita lavora per la tutela e la salvaguardia della montagna, vediamo.
Il premio FEDELTA alla Montagna è il più importante riconoscimento che l'associazione
nazionale Alpini assegna al fine di tutelare e valorizzare la montagna, in tesla come ambiente
naturale topografico ma anche soprattutto sotto l'aspetto culturale, morale ed umano.
Chi meglio del pastore, del margaro o dell'allevatore si identifica in queste caratteristiche.
Uomini e donne delle nostre valli che con il loro lavoro e grande sacrificio si ostinano
a far vivere alla montagna. Hugo e Denrica ne sono protagonisti, presentandoci
il ritratto di un mondo ideale, un viaggio nella dura vita quotidiana del pastore,
fatta di piccole gioie e grandi sacrifici, con la sua crudezza e la sua antica poesia.
La passione è il sentimento che regola la vita dell'allevatore, specialmente di quello
che ogni primavera si prepara a tornare sui monti, nella montagna che significa il peggio,
il territorio, pascolo per le bestie e vai da per habitare.
In questo contesto la montagna agli animali sono i protagonisti. L'uomo racconta, commenta,
ricorda e molte volte ci trasmette testimonianze e preziosi insegnamenti di vita, valori da
custodire e da cui attingere sempre, come esempio per la nostra vita quotidiana.
I tuoi genitori già facevano sta lavoro? Sì. E tu hai iniziato così? Sì. Sono arrivato
a voto dal 68 e ha continuato sempre, ancora adesso. Hai avuto qualche momento di dire basta?
Sì, mi è venuto qualche volta, però ha sempre continuato. La passione è sempre stata
più forte e adesso dopo 50 anni cosa pensi? Cominci a stufiere in poco. Se si sta bene
si fa ancora qualcosa, poi se sta nebbene, purtroppo bisogna smettere.
Invece questa sera le ore 21 abbiamo il piacere di proporvi un intero reportage realizzato
da Vincenzo Lentini e Ruggero Coltro proprio su questo affascinante argomento che tra
l'altro appartiene le nostre radici. Adesso siamo allo sport. Non sono alcuni centimetri
di neve a fermare i giocatori del Bella rugby e nemmeno gli avversari di Alguero. Gli orsi
chiudono il gerone con un'ampia vittoria, Simone Romito.
Chi voleva godersi domenica pomeriggio una bella partita è rimasto interdetto. La spruzzata
di neve della scorsa settimana, benché minima rispetto agli standard, ha di fatto ricoperto
di una coltre bianca tutti i campi della provincia, rendendo inevitabile il rinvio di molte partite.
Ovviamente anche a Biela città, ma se la partita di calcio della Bielese è stata posticipata
a mercoleddi prossimo, il rugby sia normalmente disputato. Scarpe più pesanti e maggior resistenza
al freddo, ma che, semplicemente, un campo in sintetico perfettamente conservato.
E all'oreggia lo verdi chiudono il gerone d'andata con una larghissima vittoria, proprio
come i parenti bascettari, resa meno preziosa solo dalle altrettanto larghe vittorie delle
principali antagoniste di Biela. Sotto il mucrone arriva Valguero, squadra di metaclassifica
ma ostica come da tradizione sarda. Per McLean e i suoi ragazzi da scacciare c'era anche
il fantasma della partita dello scorso anno, quando Biela si fece riacciuffare a tempo
scaduto. Dopo mezz'ora Alguero è avanti 10 a 17, ma da lì in poi gli orsi mettono
la quarta e, senza più far segnarli avversari, ribatano il risultato fino al 51 a 17. Il
finale di gara è ancora di marca sarda, ma ormai la partita ha preso la direzione di
Biela. A conti fatti i gialloverdi chiudono il gerone d'andata al quarto posto. Un ottimo
risultato forse al di sopra delle attese, ma che testimogna l'ottima gestione della
presidenza Musso. La capolista Custorino dista 11 punti e non sembra alla portata di nessuno,
ma Biela ha già dimostrato di poter tenere testa a chiunque. Domenica prossima si ritorna
in campo. Sempre a Biela, sempre in via d'acquisto per la prima giornata del girone di ritorno.
In città sbarca la matricola a Cogoleto, fanalino di coda ed emolito nell'ultimo
turno da piacenza. Per Biela un solo risultato possibile.
Ed è andata in onda anche la prima puntata del format Cafè Sport per quanto riguarda
il 2017. Vediamo insieme alcuni dei momenti insalienti.
Prima puntata nel 2017 di Cafè Sport si è parlato dell'ottimo percorso giovanile della
Bielese. La categoria di giovanissimi è la prima categoria dove si vede un pochettino
di calcio e dove inizia l'agonismo. Appena finita la scuola calcio per cui è l'inizio
del calcio. Non è proprio facile vedere subito qualcosa di importante.
Ho avuto Mohamed e è un po' difficile per me parlare di questa cosa perché mi tocca
parecchio. Nel senso che quando lui è iniziato a non stare bene ero io solenatore. E quindi
per me è stato difficile dover aiutarlo, dover comunque aiutare il resto della squadra
a superare questa cosa. Non è stata una cosa semplice.
Trascorso dissi all'Ucento quando matematicamente eravamo alle finali, dissi che noi il nostro
titolo lo avremmo vinto. Comunque si è andata quello che contava per noi, che lui fosse
rientrato, che lui potesse continuare a giocare perché quello era suo sogno.
Ed è il successo di Palla Canestro Biela contro la viola Reggio Calabria.
Questo anno, forse per la prima volta, questo anno come stagione, si dice veramente vedere
un po' di ragazzi giovani entrare in campo e tenere il campo. Diciamo che poi ieri c'erano
anche le condizioni per tenere ragazzi in campo e quando comunque di laghi gli avversali
non riescono a controbattere, non riescono a colmare il gap chiaramente. Coach Carrea fa
molto bene a far giocare ai ragazzi. Coach Carrea lamentava il fatto che qualche giornalista,
non posso dire se è carta stampata online, non ne ho idea, avessano un attimo un po'
sparato il 0 sulle tre sconfitte. Allora, mi aspettavo due sconfitte su tre, o quanto
meno mi aspettavo una flessione che è anche fisiologica dopo mesi e mesi nei quali vinci.
Devo dire la verità, meglio adesso che farà uno o due mesi. Promete lui è dato farsideo
l'allarmismo che qualcuno deve avere scritto in qualche articolo. Ma ci sta, è un scambio
di opinioni, lui la pensa in questo modo e ha fatto bene esprimere quello che pensava
alla fine. Cosa dice Corrado? Sì, anche se fondamentalmente c'era un
distingo, quando attacchi delle persone, devi anche considerare l'impegno che questo mondo
nei confronti di una squadra che sta facendo veramente tanto. Sta andando probabilmente
oltre a ogni più rose aspettativa. Premetto che io non ero in sala stampa perché non
avendo il dono delle ubiquitaccia diretta sul parche. Io capisco il tono arrembante del
nostro coach, che è arrembante come imposta la squadra, però capisco anche che molte
persone, ieri molti colleghi, sono rimasti male perché dedicano anima e corpo a questa
professione. E con lo sport si chiude anche l'odierna edizione
del telegiornale. Io vi ringrazio ancora una volta per l'attenzione, a rivederci.
