Signori, buonasera. Vi annuncio di aver fatto un colpo di mano, che spero sia condiviso da tutti.
Ho preso Simonelli e l'ho messo sul seggiolino degli intervi stati.
Un motivo c'è che lo sapremo man mano che lui ci racconterà la sua vita.
Ma, ma, ma, ma, sono prigioniero.
Sei prigioniero?
Sei prigioniero, ho fatto bene a legarlo anche per i piedi, perché lui ha abituato a dominare la scena.
Questa volta la domino io.
Me lo diceva, me lo diceva la scorsa settimana, Danilo Maggi stai aperto a Claudio Pina.
Ma che cosa vuoi?
Io voglio sapere tutto di te, anche perché, per essere seri, io credo che tu, professionalmente e la casetice che hai creato,
siamo nel campo delle cheisistorie.
Cominciamo da te, perché se lo ti dice perché sei una cheisistorie, tu dici perché io sono venuto a Milano?
Dico, ma una cheisistorie, non lo so se sono una cheisistorie, so soltanto che a un certo punto nel 1969, quindi nel giurassico,
dopo essermi favoreato in scienze politiche all'Università di Siena, sono venuto a Milano per seguire un corso di specializzazione
nella scuola superiore delle comunicazioni sociali, biannale, il giornalismo, radio-televisione, teatro, pubblicità, etc.,
per integrare la mia formazione.
E qui colpo di scena hai avuto il piacere di essere ricercato, non dalla polizia come forse, di solito succede,
ma da nomi grossi del giornale.
È stato un caso fortunato, perché questo corso dell'Università Cattolica aveva degli insegnanti di primo livello per il giornalismo,
c'era niente poco di meno che Guglielmo Zucconi, che allora dirigeva la domenica del Corriere, e Gaspar e Barbiellini amidei del Corriere della Sera,
per la televisione per esempio c'era un giornalista come Gianfranco Betettini, insomma c'erano nomi di grande qualità.
E qui tu hai partito la grande, niente di meno che come inviato di un settimanale dell'importanza della domenica del Corriere.
Sì, perché improvvisamente Guglielmo Zucconi mi ha offerto di entrare al Corriere della Sera, in particolare alla domenica del Corriere, come giornalista praticante,
come si sa dopo un periodo impraticantato, si fa l'esame, si diventa giornalisti e professionisti, e così ho iniziato la mia carriera giornalistica.
Sì, anni abbastanza vivaci, perché hai fatto interviste internazionale, grandi nomi rincorsi poi in tutto il mondo con episodi anche molto simpatici,
tipo se tu i brevemente ricordare quella volta che hai beccato un personaggio grosso battendo anche mitici nomi del giornalismo,
era in Portogallo, c'era stata la cosiddetta rivoluzione dei Garofani, quella rivoluzione incruenta che aveva tolto la ditatura di Salazar,
c'erano le prime elezioni politiche portoghesi, uno dei candidati era Mario Suarez, si andava allora tutti in Portogallo per cercare di intervistare Mario Suarez
era la vigilia delle elezioni, naturalmente la fila era lunga di giornalisti, io abbia la fortuna di avere questa intuizione, questa curiosità, quando all'ufficio stampa chiesi come posso incontrare Suarez ecc.
Lei sarà la duecentesima persona che vuole incontrare e poi mi scappò lo schiribizio, in questo momento, ad esempio, dove è Mario Suarez? Ah, in questo momento è dal barbiere, proprio qui sotto,
che salutai in fretta, andai dal barbiere, vi di Suarez che si stava tranquillamente facendo tagliare i capelli, lo raggiunzi e gli chiesi la possibilità di un'intervista e lui tranquillamente mi dette l'appuntamento l'indomani mattina alle 7 del mattino,
l'indomani puntuale, andai, feci la mia intervista con il mio fotografo che scattò tutte le foto che doveva scattare e poi quando uscisa, l'hanno stata le 8 del mattino, incrociai il giornalista che seguiva la lista dei tanti giornalisti,
che era il giovane Bruno Vespa con tutta la sua truppa della Riot. Questi sono anecdotici imparci, so che tu hai un sacco di materiali in merito, un sacco di novi, un sacco di registrazioni che ti invito a usare per la simulata editorio, per le tue trasmissioni che stai facendo.
Dunque siamo arrivati al salto successivo, se hai andato, se non sbaglio, corregimi a Reader Digest, se hai andato alla Rusconi come direttore Libri e hai fatto il salto dai giornali, Libri mi pare.
Ma tra i Libri mi avevano sempre accompagnato, perché alla domenica del Corriere avevo avuto tra le varie fortune la fortuna di trovare Giulio Nascimbeni, grande giornalista e grande uomo di cultura, che poi è stato un grande direttore della terza pagina del Corriere della Sera,
di quale mi prese sotto la suala protetrice e mi insegnò la strada verso la critica letteraria giornalistica, per cui una volta che lui lasciò la domenica del Corriere, io fece la critica letteraria mentre andavo in giro per il mondo,
per cui mi ero sempre occupato di Libri, allora alla Rusconi si accorzerò che potevo essere una persona utile per dirigere il segmento dei libri.
Quindi altri grandi nomi che si sono occupati di te nel senso che a cui sei piaciuto direi, fino a un grande momento il grande salto ti sei detto faccio l'edittore.
Sì, l'ho detto perché avevo scoperto che esisteva internet, stava arrivando internet, addirittura sono stato in questo senso nessuno mi potrà smentire il primo editore
tra virgolette italiano che abbia messo il suo catalogo online, perché nel 94 alla fiera del libro di Torino, nello stento della Rusconi avevo messo tanti video dai quali si poteva consultare sia il catalogo di Rusconi Libri sia il catalogo di idea Libri,
anche se qualcuno poi mi abbiateva paternamente la mano sulla spalla dicendo a Massimonelli internet non avrà futuro, io caparbiamente credevo che avesse futuro e evidentemente non mi sbagliavo
e volevo che questo futuro già i rompisse in una casa di Trice grande come la Rusconi nei tempi in cui non esistevano ancora Amazon, non esisteva ancora Google, non esisteva niente se non qualcuno che avesse l'idea di poter fare esistere cose del genere.
Quindi oggi tu hai questa casa di Trice con un catalogo niente di meno che va sui mille titoli se non sbagliono, con una tecnologia d'avanguardia, perché sei stato tra i primi e sei ancora tra i primi come tecnologie, come presenze su piattaforme, come capacità di procedere con una struttura.
Tra i primi per i libri multimediali, per i book multimediali, che è la fuola di avanguardia con cui oggi sei anche un punto di riferimento per tante organizzazioni, nel cito una che conosco il Gist, il gruppo italiano stampaturistica ti ha scelto per fare una collana di libri di turismo, ma è solo una delle cose che tu stai facendo.
Quindi parlando di che esiste, se non è una che esiste di questa della simonella editore, dove è avanti in tutto nella tecnologia ma anche nella gestione aziendale, perché ha una struttura snellissima che consente di sviluppare progetti a basso costo e anche ad alto risultato.
Io ho creduto sin dall'inizio quando ho creato la mia microcasa editrice che si potesse fare questo lavoro senza avere dei dipendenti fissi, ma lavorando molto su quello che gli americani chiamano l'outsourcing,
cioè collaborazioni mirate, eccetera, per il raggiungimento di certi obiettivi e le realizzazioni di certi progetti.
Quindi quando veniva a trovarmi all'inizio si meravigliava come non hai la secretaria, questo e quell'altro, perché il mio ufficio era una stanza degli uffici del commercialista che teneva i miei conti.
Poi oggi come oggi vedo che molti stanno seguendo questa mia stessa strada.
Senti, e allora invece se possibile una vision per i prossimi anni della simonella editore?
Ormai devo dire che mi diverto molto poco perché prima c'era la strada di grande creatività, odio tecnologicamente, si potrebbe fare questo o quest'altro. Ormai le tecnologie ci sono mature, magari c'è tanta gente che ancora non le sa usare veramente, però ci sono.
Anche questo non è poco il saper usare le tecnologie e in effetti tu sei su piattaforme ormai mondiali e se non sbaglio forse il tuo investimento futuro, il tuo impegno è entrare in lingua estere per i mercati estri.
Ma certo, ma io credo a questo punto che credo molto nella globalizzazione. Siamo un grande mondo dove bisogna cominciare a capirsi e a interconnettersi.
Io a questo punto ho raggiunto l'obiettivo di avere una distribuzione dei miei prodotti davvero globale. Purtroppo non ho una produzione così multilingue.
Poi nel momento stesso in cui ti dicevo prima che esiste ormai le tecnologie esistono, esistono tutte le tecnologie, bisogna saperle usare e io francamente lo dico con arroganza in questo senso le so usare, so come si fanno le cose prima di dire a qualcuno di farle e quindi sono in grado anche di valutare
l'attendibilità delle professionalità di qualcuno, ma a parte questo io credo molto che il Libuc con il tocco italiano, del buon gusto italiano che può essere grafico, può essere artigianale, etc.
Potrebbe dare quella marcia in più che ha dato e sta dando ad esempio alla moda il Made in Italy del Libuc è il mio sogno del prossimo futuro.
Bene, io sono soddisfatto se siamo riusciti e credo che siamo riusciti a far conoscere Luciano Simonelli un po' meglio perché tutti sono abituati a vedere gli ospiti di Simonelli, ma questa volta è Simonelli, l'ospite che si è raccontato solo un po'.
Io so che avrebbe da fare ore di narrazione. Certo, chi vuole farsi i due risate e vedere le clitticità di Luciano Simonelli, che altra essere un serio editore sa anche improvvisare battute e moristi da Intertane, deve vedere l'appuntata precedente con Danilo Maggi che ho trovato spassosissima e che mi ha fatto diventare anche un po' geloso sia di Simonelli che di Danilo Maggi.
Io devo dire, rendetevi conto, cari amici, che intorno a Simonelli editore stanno ruotando tutta una serie di personaggi di grande spessore, di grande qualità, di grande ironia e di grande d'utilità come Claudio Pina, come Danilo Maggi e come tanti altri personaggi che avete visto passare.
Non perché qui facciamo come fanno altrove che c'è la compagnia di giro dei personaggi, no, sono tutti grandi professionisti che hanno deciso di mettersi in gioco in questo discorso dell'editoria digitale.
Insomma, noi siamo i Centenians, caro, caro. E promettimi di tornare su questo tema dei Centelians, perché so che hai delle idee e ti invito a sviluppare.
Sì, i Centenians, che lo spiego brevemente a chi ancora non avesse compreso l'ironia di questa mia definizione, i Centenians sono coloro che nel 1994 avevano già capito che internet avrebbe avuto un futuro e avevano deciso di interpretarlo questo futuro ben ricchi dell'esperienza del loro passato.
Mi sei piaciuto, Simonelli, allora io ti promuovo e ti ceso la tua posizione ufficiale con lo scettro di salotto delle idee di Luciano Simonelli che dalla prossima volta avrai suoi ospiti.
Va bene, grazie Claudio.
Grazie a te, complimenti a presto e anche ai nostri aspettatori.
