Mantengono ex moglie e figli, spesso non si ritrovano più soldi in tasto a un tetto,
solo i padri separati, a Milano un esercito di 50.000 nuovi poveri.
Secondo una ricerca, i nuovi poveri sono i padri separati, che spendono tutti i loro
soldi per le cause di affidamento dei figli o per le cause dei divorzi, appunto.
Sentiamo Gabriella Giovanette.
La drama familiare è la difficoltà sociale, economica, psicologica.
Sono i padri separati che devono fare i conti oltre che con l'affetto perso della famiglia,
anche con quelli con omci, stipendi che si assottigliano per gli alimenti, per mantenere
i figli e magari per completare il muto della casa che hanno dovuto lasciare, e molti di
loro non ce la fanno, lo sabene padre Clemente Francescano, che nei quattro centri gestiti
dall'ordine religioso, ospita 600 nullatenenti, 80 dei quali padri separati.
Separati tutti gli italiani e ovviamente a questi dediciamo un'attenzione particolare
perché se non si fa subito fino all'inizio nella terapia di sostegno, sono a rischio
e quindi possono diventare dei colossi arveri e propri.
Adesso facciamo il punto su una categoria di padri che merita il nostro rispetto e dei
quali la società in cominci adesso ad occuparsi.
Sono i nuovi poveri, i mariti separati che per mantenere ex moglie e figli finiscono per
non avere più mezzi e hanno bisogno di assistenza.
Ecco alcune delle loro storie, Tito Giliberto.
Allora 1.500 euro è il costo della separazione, cioè 600 euro di mantenimento e 900 euro
di mutuo.
Sono proprio rovinati, rovinatissimi.
Pago per i bambini un 423, perché sembra innovato l'indicestat, più le spese scolastiche
e menza scolastica, sanitarie e quant'altro.
Nelle statistiche sono i nuovi poveri, alcuni padri dopo la separazione sono ospiti quasi
fissi nelle mense dei poveri o nei dormitori per senza casa.
Tre prestiti bancari, ho venduto l'auto nuova che avevo.
Gli altri 500.000 euro, ma una media di 600, ci vivo.
Venendo alla mezza dei poveri, risparmio qualcosa chiaramente, però non posso negare, nel senso
le spese ci sono ugualmente quelle per vivere.
A Milano al comune mette alcuni appartamenti a disposizione di papà in difficoltà e ha
in progetto un centro opposito da 160 posti.
Già oggi nel dormitorio dei frati a Gratosoglio periferia della città, su 400 posti, 80 sono
occupati da papà diventati indicenti.
Pasquale Scarano, infermiere, da due anni vive in una stanzetta del suo stesso ospedale,
il San Carlo di Milano.
Sono stato costretto a prendere la residenza in ospedale perché io dovevo comunque dare
una residenza, perché dopo la separazione dovevo lasciare la casa conugale.
E questo papà a Treviso ha perso la casa per pagare l'avvocato e così riuscire a vedere
i suoi film.
Voglio avere ricavato di dissono il mio ero della verità della casa, non che io gli do
l'oro, questo è il senso.
