Nell'ambito di questa discussione, questo dibattito stasera, vorrei affrontare uno dei temi che
è stato l'ultimo dei temi affrontati dal G8, cioè quello della povertà nel mondo e vorrei
cogliere l'occasione di questo dibattito per parlarvi di un cambiamento che è avvenuto all'interno
di Amnesty International negli ultimi anni e vorrei parlarvi di una nostra nuova campagna che
è proprio una campagna globale contro la povertà. Questa campagna si chiama Io Pretendo Dignita,
e lega quindi l'elemento della dignità che è comunque il più fondamentale di tutti gli
giri umani alla povertà. Voi sapete che Amnesty International è stata fondata quasi 50 anni
fa come organizzazione che chiedeva l'Università per i Trigionieri di Opinione, quindi Amnesty
si è all'inizio impegnata soprattutto per i diritti civili e politici, che però sono solo una
parte di tutti i diritti umani insanciti dalla dichiarazione universale dei diritti umani perché
appunto essendo una dichiarazione universale comprende tutti i diritti umani anche i
diritti economici, sociali e culturali. Amnesty ha fatto molti passi verso questa idea dell'universalità
dei diritti umani. Infatti dopo le grandi campagne che sono state fatte contro la pena di morte,
contro la tortura per fermare la violenza contro le donne, ora Amnesty si sta preparando, ha
cominciato, ha lanciato una prima campagna che mette proprio al centro i diritti economici e
sociali, appunto questa campagna io pretendo dignità. Nell'ambito di questa campagna non
chiede soltanto agli stati di tutelare i diritti umani ma si rivolge anche ad altri attori come per
esempio le grandi aziende e tra poco vi darò alcuni esempi. Vorrei dirvi ancora che non so se
tutti voi conoscete Amnesty, forse avete sentito parlare, avete sentito il nome, vi sembra un po'
una cosa stratta con il nome straniero. Amnesty infatti è un un movimento fatto da tantissime
persone da 80 mila persone qua in Italia da più di due milioni di persone in tutto il mondo e
sono tutte persone che hanno scelto di attivarsi per i diritti umani in vari modi. I modi anche
molto semplici per esempio firmando le petizioni che noi facciamo uscire spessissimo, cioè ogni
giorno escono nuove petizioni che trovate per esempio sui tavolini dei gruppi locali,
oppure che trovate in internet. Altre persone hanno scelto semplicemente di sostenerci,
finanziando il nostro lavoro oppure di scendere in piazza insieme a noi per appunto la causa
dei diritti umani. I frutti del nostro lavoro si vedono perché ogni giorno riceviamo buone notizie
sui risultati del nostro lavoro, cioè sui prigionieri di opinione che vengono liberati
sulla pena di morte che viene abolita in sempre più paesi del mondo quindi i risultati ci sono,
però chiaramente sono il frutto di un lavoro molto molto lungo fatto da tantissime persone
insieme. La campagna che oggi presentiamo anche qui rappresenta appunto l'impegno di amnesty per
l'universalità dei diritti e mette al centro la dignità umana, la dignità umana che purtroppo
vediamo negata a troppe persone nel mondo perché nel mondo ci sono 963 milioni di persone che
ogni sera vanno a dormire affamate, cioè un miliardo di persone cioè una persona su sei al
mondo che vive in insediamenti abitativi precari. C'è un miliardo e trecento mila persone che
non hanno accesso all'assistenza sanitaria di base e per questo venti mila bambini muoiono
ogni giorno. Ogni minuto muore una donna per complicazioni legate alla gravidanza e al parto,
quindi questi dati estrimono delle condizioni di vita che costituiscono il peggiore degli
attacchi alla dignità degli esseri umani e quindi Amnesty ha deciso di occuparsi direttamente del
tema della povertà collegandolo direttamente a quello che è il focus della nostra azione da 50 anni,
cioè i diritti umani. Quindi non fa un discorso di doniamo soldi, mandiamoli ai poveri, facciamo
carità. Noi facciamo un discorso di diritti, spieghiamo i diritti umani e vogliamo mobilitare
le persone che si trovano in situazioni di povertà per pretendere i propri diritti per questo la
campagna si chiama io pretendo dignità. La povertà infatti non è una condizione naturale,
non è inevitabile e non è neanche permanente. La povertà è il risultato di decisioni di chi
detiene il potere. Decisioni che producono violazioni dei diritti umani, queste violazioni
a loro volta producono povertà e intrappolano le persone nella povertà. Le azioni che svolgeremo
nell'ambito di questa campagna si concentreranno all'inizio su tre tematiche principali e li
vedrete subito il nesso tra povertà e diritti umani. Infatti la prima tematica è quella della
responsabilità delle aziende. Parleremo in quest'ambito delle aziende petrolifere in Nigeria
e della loro responsabilità per l'infinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo che minaccia
le basi vitali di popolazioni interi. Nell'ambito della tematica aziende e ambiente
dei diritti umani affronteremo anche il caso di Bopal, ricordate dell'incidente a Bopal che
ha avvelenato diecine di migliaia di persone e quindi è questo a causa appunto della responsabilità
di un'azienda. Il secondo tema della campagna è quello degli insediamenti abitativi precari,
fin onville, baracopoli, favela, la seconda del paese dove si trovano qui in Italia questi
insediamenti informali o precari si chiamano campinomari. In questi insediamenti precari al
mondo ci vivono milioni di persone e queste persone non sono solo povere ma sono sempre
anche a rischio di violenza, a rischio di malattie, di discriminazione e anche di criminalizzazione
e credo che ne sappiamo qualcosa anche qua in Italia. Noi ci occuperemo in particolare del
problema dei somberi forzati, in particolare ci concentreremo su due paesi, Camboggia e Kenya,
dove sono migliaia le persone minacciate da somberi forzati o che sono già state vissime di
somberi forzati. La terza tematica è la mortalità materna. Come dicevo ogni anno più di mezzo
milione di donne muore per complicanze legate alla gravidanza e al fatto e la maggior parte di
queste noti potrebbero essere evitate attraverso cure mediche di qualità, accessibile e sempre
estive. Quindi dopo il diritto ad un ambiente sano, il diritto a una casa, qui affrontiamo il
diritto al cure medico, il diritto alla salute. Il gran parte di queste donne vivono in poca
volta e stiedono nei paesi di sviluppo. Però il problema della mortalità materna colpisce anche
donne nei paesi sviluppati, donne che appartengono a minoranze raciali o etniche e quindi a volte
non hanno la possibilità di accedere a tutte le cure mediche che sugli avrebbero bisogno.
Nella campagna io pretendo dignità, noi abbiamo l'obiettivo di mobilitare il maggior numero
possibile di persone. Nel nostro paese, negli altri paesi dove ci sono sezioni di amvesti,
ma soprattutto anche nei paesi dove vivono questi milioni di persone pore, vogliamo mobilitare
i nostri 2 milioni e 200 mila soci. E speriamo che tutti voi siate con noi in questa mobilitazione,
nella lotta alla poversà puntando il dito sulla responsabilità dei governi, delle imprese
e delle istituzioni finanziarie internazionali. Lavoreremo sull'accesso ai diritti e ai servizi
essenziali per la dignità umana, senza discriminazione cercheremo di incoraggiare la partecipazione
attiva delle persone che vivono al povertà e dei loro rappresentanti, alla lotta appunto
contro la povertà. Di 50 anni fa ammessi è stata fondata per chiedere il rilascio dei
prigionieri di coscienza, oggi insieme a voi pretendiamo dignità e libertà per i prigionieri
del povertà. Grazie.
