Buonasera e benvenuti a questa prima puntata del 2017 di Ingliela.
Buonasera e benvenuti a questa prima puntata del 2017 di Caffè Sport in diretta dal Café Bonton.
Ado subito a presentare i miei ospiti. Questa sera abbiamo piacere di avere con noi Nathalino Basile,
allenatore dei giovannissimi 2003 della Bielese. Buonasera.
Corrado Neggia, giornalista della stampa. Buonasera a tutti voi.
Marta Codaluchina, giornalista dell'Eco di Biela.
Buonasera a tutti.
Iniziamo questa puntata parlando di Bielese, quindi passare subito la parola a Nathalino Basile,
chiedendogli un bilancio sulla squadra finora, ha ottenuto comunque risultati abbastanza positivi,
compreso una partecipazione internazionale, diciamo, in Spagna un torneo agli ore del mar.
Sì, comincio con il torneo in Spagna, Barcelona.
Scusate, è stata una bella esperienza, soprattutto sotto il profilo umano, sotto il profilo dei risultati,
bene anche l'organizzazione del torneo è stata ottima, buona, quindi siamo tornati a casa con un'esperienza in più.
A 13 anni, quindi sicuramente formativa, sotto l'aspetto calcistico e sotto l'aspetto umano.
Possiamo già dire che nella categoria giovanissimi, quindi a 13 anni, i giocatori sono già formati dal punto di vista mentale
per poter fare magari il salto, visto che la Bielese è una società che punta molto sui giovani.
Beh no, è un pochettino presto, perché diciamo che la categoria di giovanissimi,
è la prima categoria dove si vede un pochettino di calcio, dove inizia l'agonismo.
Appena finita la scuola calcio, per cui è l'inizio del calcio.
Non è proprio facile vedere subito qualcosa di importante.
Posso crederti una cosa?
Certo.
Quante difficile per te in questo ruolo che sei, in questo aglio di mezzo tra i ragazzi si lanciano per diventare ragazzi di successo
e il passo indietro, cioè quanto è complicato questo passaggio, perché poi ovviamente si leggono mille cose,
si vedono madri che serrabbiano se il figlio sbagliano i gore, adesso probabilmente non è neanche facile di questi tempi,
in questi ultimi anni, dover gestire comunque un ragazzo di 13 anni.
Beh diciamo che i tempi pochettino sono cambiati.
La gestione del giocatore fortunatamente a Biela è abbastanza semplice, nel senso che la società è presente,
per cui non ci sono di questi problemi.
E' chiaro che per un ragazzo di Biela a giocare alla Bielese, come dico sempre, io vale doppio.
Spesso volentieri, Marta, è stata fin' troppo buona con le mamme.
Io sul figlio che sbaglia il rigore, è stata troppo generosa, perché io ho visto...
Non volevo esagerare.
Padri e madri e nonni e nonni, i parenti vari, prendersi anche per molto meno, questo di solito accade, pulcini, esordienti.
Poi dopo si abitono anche loro, scoprono che i bambino non possono sempre giocare col 10,
non può sempre giocare col 9, qualcuno deve giocare anche col numero 2, qualcuno deve giocare col numero 4,
qualcuno deve anche andare in porta, questo è il concetto, magari per chi inizia ad avventurarsi con i propri figli,
nelle varie categorie, certo che da fuori si vedono delle cose bellissime.
Beh sì, questo è vero, perché comunque è anche il ruolo del genitore, non è facile.
Io dico sempre che sarebbe meglio che il genitore, insomma, guardasse il figlio,
ma ti fanno per la squadra, ti fanno per tutta la squadra, per tutti 18, 20 giocatori che siano,
perché alla fine, insomma, è uno sport, è un'attività dove i ragazzi stanno fortunatamente insieme, non sono per strada.
Ripeto, si è alla Bielese, per cui, poi vero, come dici tu, ci sono situazioni dove magari i genitori sono un pochettino più agitati.
Però la Bielese, cioè in questa categoria, c'è già stata una selezione naturale, sono emersi i migliori, tra virgolette,
è emerso un gruppo, si porta avanti un lavoro e tu stesso hai avuto modo con la precedente annata che avevi di fare un percorso.
E quando ci sono dei percorsi netti nelle qualificazioni, quando arrivi in finale, dici abbiamo lavorato bene,
il materiale c'è, è solo da ampliare. Un'ultima considerazione, il calcio internazionale, Biel, la Bielese, Stadio Pozzo,
il tornino dall'amicizia non c'è più, siete andati in Spagna, c'è qualcosa che bolla in pentolo, un grande torneo a breve, a Biel.
Guarda, a questo non so risponderti perché faccio lo allenatore e diciamo non conosco bene i progetti quali siano, sicuramente per quello che sto vedendo ora,
ci sono delle grandi novità, c'è voglia di far bene, c'è voglia di riportare la gente allo Stadio,
sia per la prima squadra e sia per il settore giovanile. Ed è una bella cosa, chi è entrato oggi in società sicuramente con l'aiuto di chi già c'era prima,
perché è vero che sono entrate delle persone nuove, però anche chi c'era prima mi sembra che la strada sia quella giusta.
Anche perché in una società non sta vivendo un momento economico importante come la Bielese, puntare sui giovani è una risorsa veramente fondamentale.
Sì, ma non solo, perché alla fine l'idea di puntare sui nostri giocatori, a fine quello che dovrebbe essere, né più né meno,
perché con un settore giovanile importante come questo è giusto portare in prima squadra chi è lavorato negli anni.
A proposito di settore giovanile, mi ricordo di te, ti conosco forse da vent'anni quindi ecco, già mi ricordo i tempi,
insomma da un certo numero di anni, già i tempi mi ricordo che tu subi il calcio, in tanti anni di carriera, ci sono dei ragazzi che ti hanno impressionato che poi nel proseguo hanno fatto vedere veramente,
nel senso avevi capito che certi ragazzi meritavano o che comunque avrebbero avuto una carriera bazzesca, incredibile, oppure comunque non c'è nessuno che in realtà tanti buoni prospetti, ma nulla di eccezionale.
Negli anni hai tratto qualcuno di veramente eccezionale? Sì, sì, sì, sia sotto il profilo umano e sia come giocatura.
Poi alla fine, ripeto, a questa età qui non è facilissimo giudicare perché 13, 14, 15 anni i ragazzini cambiano e fuori c'è un mondo, scoprono cose nuove,
poi alla fine chi ha veramente la passione e la voglia di allenarsi e di faticare arriva.
Nel, faccio una parentesi, nel ringraziare il bonton con Enrico e Orietta ti faccio una domanda molto importante, vuoi un ottimo ruque oppure andiamo su un prosecco che non tradiamo mai?
Prosecco, prosecco, lo sapevo, la Marta, ruque e il prosecco anche il nostro Stefano.
Io vado avanti con il prosecco, non è semplice districarsi tra una domanda e servire l'aperitivo al bonton, l'accoglienza del bonton è sempre eccezionale anche perché è un ritrovo di sportivi.
Parlavi di sociale, cosa c'è di meglio vedere un ragazzo a diri che ha avuto delle problematiche gravi, ritornare con il sorriso, ha insegnato molto questo ragazzo, se ci racconti proprio sinteticamente la sua storia,
tu lo hai conosciuto, hai visto il suo dramma in diretta e hai visto questa grande risposta della squadra, dei suoi compagni di voi, di te come allenatore, di dirigenti.
È stato un evento molto bello festeggiarlo a livello mediatico sui giornali e capire che questo ragazzo ha vinto la partita più importante.
Vedere lo segnare, che hai ripreso anche a segnare, questo è ancora la ciliegina sulla torta.
Prima prendiamo un brindisi al bonton, ricordi a te e a tutti noi e ai tessitatori.
Io ho avuto Mohamed, è un po' difficile per me parlare di questa cosa perché mi tocca parecchio, nel senso che quando lui è iniziato a non stare bene, ero io solenatore.
Quindi per me è stato difficile dover aiutarlo, dover comunque aiutare il resto della squadra a superare questa cosa, non è stata una cosa semplice.
Parlo di 2001, anche se è una squadra che non alleno più, ma la quale sono molto affezionato, chiaramente li ho allenati per 4 anni, però l'anno scorso dissi all'Ucento, quando matematicamente eravamo alle finali,
dissi che noi il nostro titolo l'avremmo vinto, comunque si è andata quello che contava per noi, che lui fosse rientrato, che potesse continuare a giocare perché quello era suo sogno.
E il sogno si è avverato. Sì, abbiamo vinto il titolo lo stesso. E lui, il rientro, è stato bellissimo, è rientrato. Rientrato dalla gioia del compagno e dopo il buono al dirà, sommerso anche dalla gioia generale di solo rivederlo in campo.
Forse è la cosa più bella che mi sia capitata quando alleno.
Con questo chiudiamo la parentesi, i genitori, e viva lo sport, viva il calcio, non sempre possono vincere tutte e due squadra, ma volte ci sono anche dei pareggi.
Però certi gols sono più importanti anche fuori dal calcio.
Assolutamente.
Però adesso alleni i 2003, una nata ancora giovane. C'è già qualche giocatore, magari, che si vede che ha del talento che può diventare, magari, il nuovo Samarotto, il nuovo Bottopola, giocatore da prima squadra. Abieldo?
È un po' presto, perché è un po' presto, però penso di sì. La differenza la farà soltanto, la voglia di allenarsi e la voglia di sacrificarsi. Però penso di sì.
Perché allenare ragazzi giovani? Perché la scelta di allenare loro e magari non dire, oh beh, qualche anno faccio così e poi magari cambio e vado a fare altro.
Altro, non si sono i ragazzi più grandi. Perché scegliere questi ragazzi giovani? C'è un motivo?
Ma ogni allenatore ha dentro qualcosa.
Io, a differenza di altri miei colleghi, penso che questa sia mia collocazione.
Però senti dentro?
Sì, sì, sì. Ho avuto qualche richiesta per qualche prima squadra, ma non...
Preferisci formarli prima e poi vederli spicare il volo insomma?
Sì, sì, sì. Tanti anni che sei nel calcio giovanile bielese, cosa è cambiato negli ultimi anni proprio a livello di atteggiamento, magari anche dei ragazzi che arrivano a giocare a pallone?
Beh, i tempi cambiano. Tempi cambiano e adesso hanno fortunatamente o sfortunatamente, se vogliamo dire così, hanno tanto, hanno tanto.
E non è forse anche per questo che solo uno su 45 mila riesce ad arrivare.
Pagando d'azio le prime esperienze regionali della tua squadra nel 2003, adesso il cammino dalla salita sta iniziando ad essere un falso piano.
C'è un girone di ritorno da interpretare alla grande per recuperare posizioni. È guai da rendersi, immagino sia la tua filosofia.
Sì, mi conosci. Adesso siamo quarti, però non sono assolutamente preoccupato, perché è il primo anno che loro fanno un campionato regionale per cui non è stato facile interpretarlo subito, non è stato facile capire come funzionava.
Parando di settore giovanile, c'è per quanto riguarda l'abilizzo anche un'affiliazione con la scuola Calcio Juventus. Cosa si può imparare dai tecnici bianconili che sono venuti qui anche a fare degli allenamenti sia per i ragazzi, sia per gli allenatori?
Perché comunque avevano altri metri di allenamento sicuramente avinovo. Sicuramente si può solo imparare sia sul piano umano, di cui il piano tecnico o tattico a secondo delle categorie che uno fa.
Quindi è una cosa molto, molto importante, sia per noi allenatori che per i ragazzi.
E parando appunto di tecniche e tattica, quale è la categoria giusta dove si deve smettere magari anche di pensare soltanto a giocare, magari anche divertirsi e dove si può iniziare veramente a parlare di tattica, di moduli, di 4-4-2?
Beh, sicuramente nella scuola Calcio, quindi fino agli esordienti, questa è la mia filosofia poi e non hai detto che sia corretta, i ragazzini dovrebbero solo imparare.
Solo imparare tutto quello che c'è da prendere, la tecnica di base, piuttosto che altre cose, per la tattica c'è sempre tempo.
Volevo farti complimenti perché sei diventato molto saggio negli anni.
Grazie.
Parlando di giovani, non possiamo non parlare anche di Pallacanestro Biela, quindi apriamo la seconda finestra di questa puntata dove siamo redaci da una partita vinta in carrozza, possiamo dire da Pallacanestro Biela, 96-61 contro la viola Regio Calabria,
una partita dove Coach Carrea, proprio parlando di giovani, ha dato molto spazio di giovani, Massone, Rattalino, lo stesso Pollone che ha partito in quintetto, tanti minuti e tante buone risposte dei giovani rosso blu.
Diciamo di quest'anno, forse per la prima volta, quest'anno come stagione, si dice veramente vedere un po' di ragazzi giovani entrare in campo e tenere il campo.
Io, onestamente, mi ricordo qualche anno fa, il povero Marco Laganà, che poi i ragliere erano anche sul parquet, erano venuti a partire dopo un anno che non veniva, che entrava, sbagliava un qualcosa e lo faceva ricevere il coach.
Almeno adesso non è più così, diciamo che poi ieri c'erano anche le condizioni per tenere ragazzi in campo, quando comunque di laghi gli avversali non riescono a controbattere, non riescono a colmare il gap, chiaramente.
Coach Carrea fa molto bene a far giocare i ragazzi, perché a far rifiattare intanto gli altri, che di fatto non sono un po' così adulti, sono un po' più vecchi degli altri, poi in realtà fosse l'unico ai Michael, perché il resto non è che... però è bellissimo vederli, li vedi molto sciolti, li vedi in palla, è chiaramente più giocano, più esiscano tranquillità e anche confidenza nel campo e nei confronti della serie 2.
Che comunque non è cosa che giocare nell'Andere, è tutto un'altra cosa.
Ecco, Corrado, parlando della partita di ieri, dopo un primo quarto in bidico, Biel ha messo la freccia e non... Re giocava e non è più stata in grado di rispondere.
Sì, c'è stata anche la mia prima partita dove ho potuto dosare la voce, in un certo modo la partita era finita già al quindicesimo, diciamo all'intervallo. Il ragionamento è che i giovani...
Ma ha usato la voce perché Caio ha abbastato il suo microfono.
No, ieri c'erano due amplificazioni da entrambi le curve, da una parte c'era la curva di Caio, dall'altra la curva delle girls.
Le girls erano scatenate quanto i boys dall'altra parte, però è stato alzato il mio volume, perché in effetti era molto difficile parlare tra due amplificazioni.
Detto questo non serviva a grandché aumentare la voce o il tono, che anche perché al quindicesimo minuto la squadra ha preso già una direzione ben precisa.
Soprattutto all'intervallo, Biel ha avuto la grande lucidità di portarsi sul più venti e da lì la partita è finita.
Ma non è finita perché poi non c'era più a giocare, è finita sotto l'aspetto dei due punti.
Poi sono entrati i giovani che hanno incrementato anche questo vantaggio, infatti appena si parla di Caio, è sempre presente sul pezzo.
Grande maturità nel portarsi anche oltre, ma non oltre solo con il punteggio, anche come giochi di squadra, come nuovi aspetti tattici, soprattutto con giovani in campo, ma tanti copiosi.
Però c'è anche da analizzare il fatto come Biel ha chiuso la partita anzitempo, con Federico Massone in campo, ha disorientato tutta Reggio Calabria, infatti ho avuto modo di parlarne personalmente con Pater Noster, l'allenatore di Reggio Calabria, anche lui ha convenuto che Massone ha spaccato la partita in due.
Prima, con grande maturità, con grandi dotti, grandi idee, ha provato il tiro, non entrava, non ha forzato, il tiro è entrato poi alla fine, tre triple consecutive, una personalità incredibile,
un gioco come abbiamo avuto modo di analizzare anche ieri dopo la partita indiretta, un gioco sorprendente per un ragazzino che ricordiamo e riduce che lui da un intervento mica male, è un giocatore di grande proiezione.
Sicuramente la partita di ieri lo ha visto protagonista e non a caso lo abbiamo votato MVP anche con l'assenso di Marco Venuto.
Tu nata e mai seguito basket, lo segui o è un mondo completamente lontano dal tuo?
No, no, spesso vado, l'ultima volta sono andato con la mia squadra e c'era un'altra squadra del settore a Giovanini, sì sì, capisco poco però ci vado volentieri.
Marco Marte, la partita di ieri era una partita complicata magari da preparare perché Biel era il lucido dal periodo più negativo della sua stagione, tre sconfitte consecutive,
tutte lontano nel biafforum, che potevano nominarle certezze della squadra ma così non è stato e si è visto.
Cioè che Coach Carrera ha trovato da dire qualcosa al termine della partita su come l'ambiente ha assimilato le tre sconfitte consecutive.
Non gli è piaciuto il modo con cui la stampa ha puntato il dito contro i suoi ragazzi dopo i tre K-O a scafati, Casale e Siena.
Vostro onore, io sono innocente su questo, io sono anche Coradoneggia, che di fatto Coach Carrera lamentava il fatto che qualche giornalista, non posso dire se carta stampata online non ne ho idea,
avessero un attimo un po' sparato o zero su tre sconfitte, allora mi aspettavo due sconfitte su tre o quanto meno mi aspettavo una flessione che è anche fisiologica dopo mesi e mesi nei quali vinci e devo dire la verità, meglio adesso che farò uno, due mesi prima cosa.
Secondo, diciamo che forse la riscosta stava già arrivando a Siena, poi come dice lui, poi arrivava a soprimentare lo puoi perdere.
Promete lui ha dato fastidio molto l'allarmismo che qualcuno deve avere messo, deve avere scritto in qualche articolo, ma ci sta, è una scambia di opinioni, lui la pensa in questo modo e ha fatto bene esprimere quello che pensava alla fine.
Cosa dice Corrado? Sì anche se fondamentalmente c'era un distingo, quando attacchi delle persone devi anche considerare l'impegno che questo mondo mette nei confronti di una squadra che sta facendo veramente tanto, sta andando probabilmente oltre a ogni più rosa e aspettativa.
Prometto che io non ero in sala stampa perché non avendo il dono dell'ubiquità c'era diretta sul perché io capisco il tono arrembante del nostro coach, che è arrembante come imposta la squadra, però capisco anche che molte persone, ieri molti colleghi sono rimastimali perché dedicano anime corpo a questa professione.
Una professione che parla a livello di sindacato, tra virgolette, ci impongono di portare a casa 60 creati informativi equiparati ad avvocati, ingegneri e dottori e chi più ne ha ne metta e svegliere una professione non è bello.
Io penso che in modo molto obiettivo, non mi agognomi è sempre... è qualcosa di utile anche per crescere, anche chi si sente chiamato in causa ha diritto di rispondere e soprattutto non getta allo stesso livello tutta la categoria, ma questo è un discorso fuori dai denti, un discorso da bar, è un discorso come se ne sono sentiti tanti da ieri.
Infatti io, ieri non riuscivo a capire bene di cosa mi si parlasse perché non avevo assistito alla conferenza stampa, ma con questo siamo prima in classifica.
E probabilmente De Nano nell'ultima partita di recuperazione di andata a Treviglio non avrà vita facile, quindi potremmo addirittura essere primi come testa di serie, in Coppitalia, a Bologna e giocheremmo contro Mantua.
Se fossi con secondi forse, direi forse, sarebbe ancora più o meno anche meglio perché giocheremmo contro Trieste. Non lo so, tra Trieste e Mantua preferirei giocare contro Trieste se mi si fa questa domanda, però tutto sommato abbiamo 3.300 persone al palazzetto con punte di 4.000,
tutta l'inerzia del campionato che ci può dare una grossa mano e io direi di finirla qui con questa situazione, l'ambiente caldo, le sconfitte consecutive, come dice Marta, una vittoria sarebbe stata alla portata, tutti se lo sarebbero aspettato, ma fondamentalmente perdendo ne tre di fila, siamo sempre in testa.
Peraltro la squadra in cui la sconfitte non è crollata da dire si sono sciolti, si sono andati, si li siamo giocati, semplicemente per Biella qui è difficile vincere in trasferta e questo è un dato di fatto, dovrà anche imparare a vincere in trasferta in qualche modo,
io mi rendo conto che Coach Carrea non è l'uomo dei facili entusiasmi e delle facce di depressione, quindi è ovvio che si aspetti anche dagli altri che abbiano più misura, poi il giornalista che scrive le teneate cose scrive e si firma e quindi è responsabile di quello che scrive, questo sempre.
Anche perché vincere fuori casa non è mai semplice, sono mille componenti, io quest'anno non sono andata a Casale perché ero via, però mi ricordo che il campo di Casale è veramente difficile anche solo dal, a partire dal fatto che c'è la gente che giratonna il campo, non posso ancora così quest'anno ma…
Ma no, adesso ho un'altra cosa così buttò una piccola velino, come si dice, no, bisogna anche capire se ruolo il giornalista inteso come hobby o se è inteso come giornalista da testera dell'Orienzione di giornalisti Roma, questo è così.
Io penso che ogni professione abbia la sua nobiltà e ogni persona che lavora deve essere orgoglioso della propria prestazione, del proprio lavoro, cosa pensi Inata?
Sì, sì, anche se il vostro lavoro non è facile, poi siete anche un po' a volte un po' così, però il giornalista non dovrebbe fare il tifoso,
non è facile, io a volte mi sono arrabbiata, sicuramente ho interrotto a Cantu o a Varese e vedevo i giornalisti che saltavano in Città, allora per quanto anche io dentro di me posso essere tifosa, se sono o un ruolo da giornalista non posso saltarmi far casino, casino, caos,
e mi danno veramente fastidi da giornalisti che saltavano in Esultano, non lo devi fare, se sei lì, se no vai nella curva e fai l'Ultras, che è un ruolo ben diverso, ma molto ben definito.
No, assolutamente. E poi il professionale giornalista non è sicuramente quello di uno che si alza con Palle Piccone andare in miniere, è una professione che ti gratifica, però a tempo stesso cerchi di costruire dei rapporti con le persone con le quali lavori, con le quali dialoghi, con le quali interviste,
e se è una partita c'è il tuo miglior amico, il tuo Begnamino che gioca da quattro, al massimo un po' di dagli quattro e mezzo, ma non potrai mai dagli sette.
Guarda, io ci conosciamo da qualche mese, qualche giorno, hai ragione, io scherzavo prima, però mi è capitato in passato di avere magari anche fare con qualcuno che scriveva un po' quello che gli pareva.
E ognuno è libero, l'importante, come diceva lei, che ti assumi poi la responsabilità di quello che scrive.
Io parlo per me, non mi permetto di parlare per cose che non conosco, assolutamente.
Poi chiaramente se si fanno le pagine, si fanno di cose che si vedono in diretta, in presa visiva, no, magari perché te l'hanno riportato perché hai sentito la radiochronica o perché hai visto degli A.I. Light in televisione.
Tornando a parlare del momento di Palacca e Nestro Biela, diciamo che vincere in trasferta non è mai semplice, ma ora c'è un banco di prova importante, due trasferte molto complicate contro agrigento e virtù stroma, probabilmente due delle squadre più informali del campionato.
Cosa ci dobbiamo aspettare, Marta, da queste due partite lontano il Biela Forum?
Allora, è appena finito il tour de force, iniziano altro mini tour de force, ma intanto fa bene a Biela perché si fa esperienza e deve imparare a capire che è vero, è bello vincere al forum, ma non è sufficiente.
Se hai delle velocità differenti, poi perché le velocità potrebbero essere playoff, nessuno pensa e sognate a altro, quanto meno nessuno lo dice apertamente e va bene così.
Deve provare a partire con c'è dei propri mezzi, anche se mi rendo conto che giocare in casa con tutto il tifo e il calore è molto diverso per giocare in trasferta, quando magari ci sono dei palazzi etiostici e quindi c'è una bella differenza.
Deve giocare come sa, partire aggressiva come se fosse in casa, poi da dire al fare è tutto un altro discorso.
Siamo quasi al momento dei saluti, volevo ancora chiedere a Natalino, adesso ricomincia il campionato, il 29 gennaio ricomincia il vostro campionato, quali sono gli obiettivi da qui a giugno?
Sicuramente cercare di far bene, cercare di arrivare in fondo, cercare di dare tutto quello che abbiamo come abbiamo sempre fatto e spero di centrare la terza finale.
Un obiettivo sicuramente importante.
Più che è più che una finale, fasi finali.
Corrado, vuole aggiungere qualcosa su...
Guardi, poi alla fine gli altri superali hai ottenuti?
Io ho stato penso uno dei primi a livello nazionale, perché io ad aprile ho concluso preso il 60esimo credito formativo, così tanto per fare statistica.
L'appuntamento per queste due trasferte, ricordiamo la trasferta ad aggregento contro la squadra che prende la più informa del momento.
E poi con la Virtus Roma che seguendo le direttive di Fabiatto Corbani sta rialzando la cresta e sta penso per diventare dominante nel gerone di ritorno.
Le due trasferte veramente top.
Volevo fare una domanda sia Marta che Corrado, dopo che abbiamo visto il gerone andato a concludersi, quale è la vera squadra che può essere la dominatrice del gerone ovest Exclusa Biela?
Io faccio contento Stefano Zavagi, direi aggregento, un squadra che è stata costruita per vincere, ha faticato un po', ma adesso mi sembra sia una bella striscia positiva.
Marta?
Sì, aggregento è una bella squadra, forse se aggiungiamo anche Eleniano, e questo possiamo vedere.
Perché Biela, ricordiamo che è una squadra in continuo evoluzione, quest'anno più che mai abbiamo molto freccia il nostro arco e quindi questo sarà molto importante.
Staremo a vedere nelle prossime settimane.
Siamo arrivati al momento dei saluti, ringrazio Nathalino Basile, Corrado Neggia e Marta Codaluchina. Un saluto e un ingraziamento anche a tutti i traspettatori che ci hanno seguito e ci rivediamo l'une di prossimo, qui al Bontone per una nuova puntata di caffè sport.
Un saluto e un ingraziamento anche a tutti i traspettatori che ci sono seguito e ci rivediamo l'une di prossimo.
Grazie per l'intero intero.
Buon appetito.
