La radiochettiway è il miniglio di California, presentiamo i tati, i tati, i tati, i tati, i tati, i tati.
Da Radiochettiway è il miniglio di California, presentiamo Italia, Parola e Musica.
Dopo il 4 febbraio del 1920 sono andati a militare esattamente 20 anni dopo nel febbraio del 1940.
Il marino è veramente stato vestirato a Taranto, a Taranto poi imbarcato sulla reggia nave, sulla reggia nave all'Alsandro Volta e siamo andati a Trapanì.
A Trapanì dopo pochi mesi è scoppiata la guerra e noi con la nave Volta abbiamo subito il primo bombardamento dei frangenti e inglesi, il primo bombardamento aereo avvenuto in Italia.
Poi da Trapanì siamo in partita, siamo andati a finire a Pola, poi insieme alla guerra siamo andati a finire in Grecia e ho fatto quasi tutte le cefaloni, le patrasse, i pirei, tutte le porte importanti della Grecia.
E siamo stati poi all'attra dell'armistizia, c'era un po' di confusione, non sapevamo se restare con i tedeschi oppure passare con gli inglesi.
Una bella notte di pieno settembre, sulla banchina del porto di Lipsi, l'isoletta di Lipsi, l'isolante Calips, di notte il comandante ci ha riunito sulla banchina e ha detto, per noi la guerra è finita, voi siete liberi, ci hanno salutato, state bene, dice fate quel che volete voi, andate dopo volete, siete liberi di fare quel che volete.
Siamo restati ancora qualche giorno qua, mentre i tedeschi occupavano tutte le isolette, quindi i prossimi eravamo noi perché stavamo vicino all'Eros.
Di notte ci siamo ammessi su dei caicchi, i caicchi sarebbero specie di imbarcazioni greche e siamo andati in Anatolia, nella Torchia.
E in Torchia siamo stati quindi, in qualche modo trattati bene dai turchi, internate per diversi mesi, e siamo andati a finire un campo di concentramento turco nell'estrema Anatolia.
Poi accordo gli italiani con gli inglesi, eravamo diventati, non eravamo più nemici ma eravamo diventati, gli italiani eravamo diventati cooperatori degli inglesi,
i primici fecero cooperatore e poi con belligerante, e siamo andati a finire con gli inglesi nei campi di concentramento inglese, in Zilni, Egitto, Palestina.
Nell'ultimo campo di concentramento che sono stati io, era uno dei più grandi campi di concentramento dei prigionieri italiani in Palestina.
Era il campo 309, e in quel campo del 309 invece era in illustrissima persona, c'era lo stilista Missoli.
Dopodiché ripornato a Ischia ho ripreso gli studi, e dopo qualche anno, un paio di anni mi sono diplomata l'accademia di belle arti e di certi artisti di Napoli,
e mi sono iscritto, questo si chiama verso il 50 o le cose, mi sono iscritto alla Facultà di Architettura, due presenza solungo,
avevo niente proprio, dico meglio che me ne vacca qua, quindi ho abbandonato scuola, bagatelle, tutte sono andate a finire, in California dove ho raggiunto i miei genitori.
Mia madre ha raggiunto, mio padre che stava in America, si aveva andato insieme a Cristoforo Colombo, come tutti i pescatori, e lasciava a madre.
Inbarcavano sulle nave mercantile, si desertavano quando io orche andavano a finire tutti in California al San Pedro di California, che era diventata praticamente una seconda Ischia San Pedro, c'erano oltre 5.000 famiglie di Ischitana della città di San Pedro.
Tutte i mandraiugoli inbarcavano, si sbarcavano l'anno, e ogni due andate venivano a Ischia, facevano le uffiglie e se ne scappavano la tavola, facevano appena i soldi, la pavò un biglietto e li tornavano a pescare la sabete.
Quindi mio padre è statuto dei pionieri, in qualche modo, degli ischitati in California.
Quindi mia madre, con 3 dei miei fratelli, che è il più piccolo, Rosaria, Giuseppina, sono andata assieme.
Poi un buon nome è partita il mio fratello Lorenzo, che si lavorava di prima in ingegneria e poi è andata là. Poi io non potevo partire, non potevo raggiungere, perché le leggi, allora, superava il venturessimo anno di età, si andava in guota, quindi non c'era più preferenza.
Perciò io sono partito molto tardi. Io sono stato in guota più di 8 anni, quando sono riuscito a avere visto, ho raggiunto i miei genitori, ma mio padre è quello che è andato prima.
Il pescatore, qualche giorno ho fatto un pescatore, appena arrivato là, il mare non era per me, e sono andato nel ristorante a lavare piatte, prima facevo la piatta, poi il boss, poi, e poi piano, piano, piano, piano, piano.
Ho aperto un mercato di alimentari, a San Pedro di California, si chiamava Europa, un po' dopo ne ha preso un altro abigliamento, vestito da donne, dopo di che ho aperto un mercato molto grande.
Sembra a San Pedro il Portofine, che aveva tutto, quel che esiste in Italia l'aveva là, giornale, riviste, dischi, genere alimentare di qualsiasi genere, un po' di tutto.
Tutto ciò che è italiano ci sta via dentro, quindi ho cominciato con questi mercati ad importare tutti i prodotti italiani.
Vine di ischia c'aveva, tutti i vini di D'Ambra, la manischia, e poi tutto il pasto per me, era come un mercato in Italia che si trova qua oggi a Ischia.
Mi sono subito da fare per la pubblicità, ho cominciato a fare il programma alla radio.
La radio preste prima una stazione di Santa Monica, sono stata qua con 5-6 mesi, poi un'altra stazione di Pasadina, e all'ultima sono passata, dove ci sono restate, per oltre 50 anni, la stazione KTYM,
che copriva tutto il sud California, con tutta la città di Los Angeles, Santa Monica, Pasadina. Il programma che faceva la domenica si chiamava Italy World's Music,
uguale a Italia parole musica, cominciava il programma a luna, quando tutti gli italiani stavano a tavolo, cominciava a luna e finiva le tre, due ore di programma.
Ora avevamo cominciato a mettere la canzone, avevamo cominciato a mettere la canzone.
Il programma l'ascoltavano gli schitani, ma il programma era per tutti gli italiani di California, non solo gli schitani,
però era per tutti gli italiani, per tutti gli italiani. Siccome la pubblicità era tutta fatta italiana, avevamo anche un appoggio della RAI,
quindi la RAI ci mandava delle notizie sportive, giornale radio, più di tutta la pubblicità,
tante volte intervenivano i consoli, come gli abbelli interviste, ma più di tutto quello che facevamo a trasmettere canzoni e novidizie, e soprattutto lo sport.
Forse la notizia più bella che ho dato, quella più interessante, in qualche modo posso dire che sia stata quella,
quando ho detto per la prima volta ai gli italiani d'America che per la prima volta un Papa lasciava l'Italia e andò nella prima volta che il Papa lasciava l'Italia.
Nessun Papa è riuscito prima, e la notizia, lo diffuso, abbiamo completato questa notizia, mi sono messo in collegamento con la RAI di New York, e c'era allora la New York Fraese, Paolo Fraese.
Quando venivano dei momenti di vuoto, non sapevo che dice, allora avevano scelto una trovata che è forse questa quanta fortuna, parlava di ischia di Ischia di Ischia di Ischia di Ischia di Ischia di Ischia di Ischia.
La 17 mila da Napoli, e dal trettanto da Capri in un mare, per i momenti azzurro, si erge, maistoso e verdeggiante, l'Isola di Ischia. Ischia è la più grande del groppo di Napoli.
Nei vostri prossimi viaggi d'Italia, amici, visitate Ischia, l'Isola, che non ti scorda mai, sto fesso secondo me.
Il programma era tutto in italiano, è tutta musica italiana, canzone solo italiano, né d'altra.
E da lì poi è cominciato a colportare tantissimi cantanti, ho fatto perlomeno una trondina di spettacoli, ho chiamato Festival della canzone italiana,
e cominciai nel 1962, il primo festival della canzone italiana, sono stato il primo io a portare i cantanti, i grossi nomi italiani negli Stati Uniti d'America.
Ho cominciato a versi il 1962, così che allora stavo sulla cresta domenico a Modugno.
Ma tutti i sogni nell'alba svaniscono per le che, quando tramonta la luna li porta con sé.
Stiamo verso Disneyland, io dovevo chiamare, non avevo la modettina in Tasca, mi chiamano a casa, faccio l'operatore, lo zero, e mi rispondo la donna, la signorina.
Di che prego, ho bisogno, voglio fare una chiamata reverse charge, senza dire chi è, sì io lo faccio, però lo faccio se tu mi prometti che domenica prossima, nel tuo programma mi dedico una canzone.
Tu hai capito, è una cosa veramente curiosa.
Il vesco, la data è esattamente la ricorda, è un 28-29 anni fa, che dormiva nella parrocchia, perché così vuole il parroco, però stava solo con noi, mangiava, e la sera lo portavamo in chiesa, lo portavamo in gira a trovare tutti gli schitane, che stava bene, che stava male.
E poi così, un poco prima che andasse via, venne alla stazione, lui fece un saluto a tutti, e arrivarono chiamate proprio, a un certo punto, l'ingegnere della stazione chiusa i telefoni, perché non ci spottiva stare più dietro, troppo chiamate.
Il programma era tutto italiano, avevamo molte richieste, e le maggiore richieste erano di auguri per i coble anni, e quando noi facciavamo gli auguri per i coble anni, non suonavamo mai happy birthday, purosavamo i nomeni, ma sempre suonavamo 100 di questi giorni.
Quando ci fulteremo nell'80 a Napoli, io mi ricordo, noi facciamo tutto un programma indiretta, con tutte le notizie davanti, gli aiuti, che chiamò il console italiano, la moglie del console, ringraziandoci per questo grande servizio che stavamo facendo per l'Italia, per la comunità italiana.
O poi quando è venuto il tempo di chiudere che è stato 6-7 anni fa, ho detto agli amici d'ascolto, cari amici d'ascolto, dopo oltre 50 anni Gianni Loro vi saluta.
Dicevamo sempre a risendirci, noi terminavamo il programma a risendirci domenica prossima, stessa ora, stessa stessa ora. Questa volta amici d'ascolto deve dirvi a rivederci cose belle.
Grazie per averci seguito per tanti anni.
Che bella parola. La canzone più richiesta è forse ischia para vice giovantu.
Questo cielo che n'incante, questo colfa che nuvante, questo tieno solo tu.
Sti belli, se son covere, che sto dicendo fu rastiere, che a scorrere da non t'apoi più.
