Il progetto Bartel vi nasce due anni fa con l'intenzione di creare a Bologna uno spazio di produzione artistica e culturale autonoma.
Siamo un collettivo all'incirca di 30 persone attivi all'interno della città politicamente, all'interno della città e anche all'interno dell'università.
Uno degli strumenti attraversi cui cerchiamo di essere presenti a Bologna è lo strumento dell'autoformazione che promuoviamo tanto all'interno dell'università quanto all'interno del nostro collettivo.
All'interno dell'università il nostro progetto è quello di creare un sistema di autoformazione che possa connettere diversi dipartimenti all'interno delle facoltà, come ad esempio dipartenti di storia, di filosofia, anche di italianistica, attraverso temi che sono politicamente attuali nel contesto italiano.
Infatti, ad esempio, dentro Bartelby per autoformazione, ora come ora intendiamo promuovere un'inchiesta su quelle che sono le nuove forme di lavoro all'interno della nostra società, forme di lavoro che nascono quindi da, che sono nati, che stanno nascendo a cavallo della crisi economica che stiamo vivendo un po' tutti i paesi a livello globale.
Cosa c'è dopo? Dopo c'è l'intenzione di continuare a lavorare comunque all'interno dell'università in modo tale da poter costruire quell'appunto a cui tutti aspiriamo, l'università autonoma, dove per autonoma intendiamo appunto proprio la battera delle frontiere che ci sono ad esempio tra le varie figure che vivono all'università.
I docenti, ricercatori e gli studenti. Vorremmo che gli studenti partecipassero attivamente a quella che è la loro quotidianità all'interno dell'università, come ad esempio partecipare attivamente all'elaborazione del loro piano di studio, quindi decidere su che tipo anche di conoscenze ampliare,
perché la figura dello studente ricordiamo e quella che poi diventerà la figura del lavoratore all'interno della società italiana. Quindi cercheremo di essere sempre attivi e presenti in questo contesto, che è l'università ma anche il contesto politico e sociale di Bologna,
specialmente sull'università appunto come ho detto prima della cultura, perché ricordo che Bologna è una delle principali città italiane, produttrice e di cultura, anche se ultimamente è stato un po' dimenticato, perché a caso della crisi, il governo, la governance bolognese ha pensato bene di tagliare i fondi proprio a quella che è la produzione culturale.
