Ora in poi, quando si parlerà di stili romanico, l'ombardo non si potrà dire soltanto di
Sant'Ambrogio, di altre chiese molto conosciute in questa regione, si dovrà tenere il conto
anche di acqua negra, perché questa costituisce
è una pietra miliare proprio dallo stile romanico. La chiesa di acqua negra sul chiese
è un'antica bazzia benedettina e quindi ha con sé una storia lunga e prestigiosa. Anzitutto possiamo
vedere subito come si imposta nell'ambito del paese, non a caso è al limite del paese verso
l'Ouest, perché la regola che aveva allora era che la chiesa doveva stare tra le case e il luogo di lavoro,
sia per motivi teologici sia per motivi pratici. Per motivi teologici perché era così al centro della
vita e quindi tutti potevano guardare la chiesa come al luogo di riferimento e quindi anche all'
ispirazione che poteva dare per la loro religiosità. Ma era anche al centro del paese per motivi molto concreti e pratici, quando succedeva
con cendi eccetera, si suonava la campana e la campana faceva da richiamo per tutti, da una parte e anche dall'altra, per questo
è il centro del paese, il centro della vita, tra il lavoro e la casa. Le sue origini possiamo collocare
l'inizio del millenio tra il mille e il millecento, però quasi sicuramente c'è qualche cosa prima di questa data,
tante vero che gli ultimi studi hanno fatto riemergere il luogo dove sorgeva la prima cappella della comunità monastica.
E per tanto un millenio di storia, un millenio abbondante di storia ci ha lasciato dei patrimoni che sono inestimabili, insieme anche
a delle elaborazioni e delle aggiunte che noi oggi vorremmo quasi togliere ma fanno parte della storia e quindi rimangono con la chiesa stessa.
L'esterno della chiesa lo si può vedere bene, la facciata è di stile brocco fatta nel 700 e con questa opera hanno coperto la facciata romanica,
che possiamo ancora intravedere nella pala del tare della chiesa di San Fortunato.
I due fianchi laterali, quello di sinistra, è occupato da due cappelle pure aggiunte nel 700.
A destra invece non la possiamo vedere perché è parte di un cortile privato ma è ancora abbastanza originale.
Il campanile che sorge a sinistra è opera del 1500 alla prima parte fino alla cella campanaria, oltre è un'aggiunta del 700.
La costruzione di questa opera così imponente e grande è attribuita ad Ercole Gonzaga, infatti compare tra le spese che Ercole Gonzaga fece quando era
con Mendatario di questa bazzia. L'interno è a Croce Latina, tre navate con un'appside abbastanza profonda, però la dobbiamo guardare come poteva essere all'origine.
Cioè la parte presbiteriale, compresa anche la prima parte della navata, quella che c'è nell'incrocio del transito con la navata, era sopraelevata
a meno di un metro e venti, un metro e trenta dall'attuale livello. Era la parte del presbiterio grande e profondo perché era la parte attribuita ai monaci
ed era il loro luogo di preghiera, di canto, di tutto. Poi sotto questo rialzo del presbiterio c'era la cripta pure profonda.
Ci si domandava che senso avesse la cripta in questa chiesa perché di solito la cripta c'è quando esiste una reliquia importante.
Qualcuno suggerisce
che forse era anche la cappella invernale perché i monaci di inverno forse non usavano la chiesa perché è troppo fredda e si rifugiavano in questo locale
che forse era meno freddo e quindi potevano starci con più facilità.
Ecco all'interno la chiesa oltre a questa parte dell'architettura che è molto bella ma molto classica dalla chiesa romanica
contiene invece delle particolarità che sono veramente grandi e importanti.
Anzitutto la decorazione delle pareti che si completa con quello che il visitatore abitualmente non vede, ma esiste ed è molto prezioso,
che è una parte che c'è sopra alla volta, noi possiamo vedere benissimo che nell'anavata centrale c'è raffigurata tutto un serie di personaggi dell'antico testamento.
Sì nell'un che nell'uno che nell'altro caso sono sempre un'opera molto significativa.
In postazione molto singolare, la pittura romanica incisa sul fondo bianco che è difficile trovarla.
Secondo luogo c'è una ricerca abbastanza evidente dalla profondità anche se non possiamo soltamente parlare di prospettiva
perché i personaggi se si guardano sono in movimento su quella specie di palco ricavato dalle lesene e dal fondo bianco
e dal pavimento costituito dalla fascia gialla che hanno i piedi.
I personaggi si muovono su questa fascia ed è singolare proprio questo aspetto perché si vede che c'è già qualche cosa che si muove
i personaggi hanno ancora una posizione frontale come quelli bizantini però la loro struttura e il loro purgersi è completamente diverso da quelli bizantini
perché hanno un panneggio in movimento quasi tutto un sollevato e mosso da un vento immaginario presentano un cartiglio in modo molto singolare, hanno uno sguardo verso il visitatore
ciò che nella pittura e anche nel Mosai bizantino non esiste perché il santo appartiene al cielo ed è etereo nel suo sguardo, nella sua presenza così proprio di fronte al visitatore.
Nel registro sotto i personaggi ci sono due storie, la prima quella di sinistra narra la vicenda di San Girolamo e il Leone, la vicenda che il biografo ha legato a San Girolamo
è sempre rappresentato con il Leone a fianco mentre guarda la Bibbia, studia la Bibbia e contempla la vita fino alla morte, il Tischio.
Invece sulla parete di sinistra sotto l'attuale registro di personaggi c'è la storia di Balam e la sua Asina, Balam che è chiamato da Dio a predicare a Nineve non vuole andare perché ha paura dei Nineviti però l'Asina si blocca e non va avanti fin quando lui accetta, si porta a Nineve e poi dopo farà la sua predicazione a Nineve si convertirà.
Oltre il registro che noi vediamo c'è un altro registro di dipinti che però purtroppo è tagliato metà dalla volta, giù a basso abbiamo la parte inferiore dei personaggi e oltre alla volta abbiamo le teste.
Sono tutte molto interessanti perché questa parte non è mai stata toccata da l'intonico o da pitture e quindi ha ancora i suoi colori originali, quelli almeno che si sono conservati perché qui siamo di fronte ad un fresco a secco che usa il colore sulla calce viva però su una superficie abbastanza ampia
per cui sulla calce vengono dati colori fondamentali e gli altri vengono dati a spruzzo.
Questi ultimi sono i primi a cadere perché si ossidano facilmente e poi l'essere state coperti da intonico o dal colore sono stati tolte quindi non li vediamo più, sono rimasti i colori fondamentali, i colori iniziali.
Sopra la volta ci sono le teste dei personaggi del secondo registro e soprattutto ci sono i due arconi principali che sono molto significativi.
Il primo arcone, quello che il visitatore Vedic per primo ha dipinto la creazione dell'uomo della donna quindi è la prima pagina della Bibbia.
Il secondo arcone, quello che è sopra l'altare ha invece dipinto il segno dell'arca dell'allianza in questa costituzione.
Al centro c'è l'arca dell'allianza sopraelevata e vicino a sinistra e all'ia trascinato in cielo dei cavalli di fuoco e a destra invece Enoch portato in cielo dagli angeli.
Ecco questo è il segno dell'arca fonte della vita. Se ci vadiamo bene sopra l'altare c'è questa arca, questo segno di vita, sotto nell'altare e sull'altare c'è la nuova allianza, il Cristo che rinnove il suo sacrificio di allianza e quindi l'allianza fonte di vita.
L'attuale upside invece è decorata nel 700 però con un'operazione strana, cioè si è fatto un'intercapedine all'interno e si sono costruiti gli elementi brocchi.
Che hanno un loro fascino, un loro preziosità però non fanno parte della chiesa, perché sono veramente posteriori.
Digno di nota è la pala, l'incredibilità di Santo Ammaso. È un quadro del 600 donato dall'ultimo commendatario della chiesa, della bazzia e era un figuro proprio Santo Ammaso che vuole rendersi conto della risurrezioni di Cristo.
È un'opera affascinante, bella, ha qualche tratto che fa ripensare ancora al 500, soprattutto l'impostazione massiccia dei personaggi, però dopo tutto il movimento ci dice che è posteriore.
Il pavimento che noi adesso vediamo è molto recente di un secolo fa, tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, però sotto, normalmente è coperto da Assito, sotto c'è una parte del primo pavimento in mosaico.
È un mosaico molto raffinato e bello su tutte e tre le navate. Nella navata di sinistra abbiamo dei personaggi tratti dalla mitologia, dalla trattura classica, che sono presi nel nuovo testamento come simboli del mare vinto.
Però sono tutti, quelli che vediamo nella navata, sono tutti i personaggi negativi. C'è il cerbero che è il simbolo del mare, l'idra che è il simbolo, anche nella sua bruttezza fisica, però è il simbolo del Cristo Risorto che va a ripulire gli inferi.
C'è il sinone che è simbolo della menzonia, l'asino rosso che nel Medioevo era simbolo dell'incredulità.
Al centro, invece, abbiamo poco, è un aperto piccolo, però molto prezioso, sia perché è fatto in modo veramente fine e bello, sia perché ci dice qualche cosa in più di quella della navata.
Cioè si passa da una raffigurazione in geometrica nel quadrato ad un'altra nel cerchio.
Teniamo conto che nel Medioevo il cerchio era la figura perfetta, per cui tra l'altro un cerchio fatto con un serpente che gira e si intreccia continuamente, si annoda continuamente.
Ecco, segno questo forse di un passaggio proprio da parte del fedele, cioè al centro calpesta il serpente e guarda verso l'alto dove c'è la proclamazione della verità.
Nella navata di destra, invece, la figura geometrica, che appare, è ancora il quadrato, però, in angolo. Fanno pensare alla vita cristiana. C'è il pavone segno di bellezza, c'è la lepre che scappa di fronte al cane, che la insegue,
e il segno del cristiano che deve fuggire le tentazioni. C'è la gallina che è l'animale del cortile, quindi è la vita normale del cristiano.
Ci sono tutti elementi di questo genere. Il mosaico ci porta proprio a questa considerazione. Quindi, se vogliamo fare un riassunto di tutta la decorazione della chiesa, possiamo dire che è una catechesi veramente bella e vasta.
Chi entra in chiesa guarda per primo l'arcone centrale che comincia il racconto del Biblico, nella creazione, poi i personaggi che ricordano tutti i libri dell'Antico Testamento,
e, oltre l'arcone principale, l'altro che riporta quasi come cocitura tra l'Antico e il nuovo Testamento, il tema dell'alleanza. In fondo, nel catima obsidale, quasi sicuramente doveva esserci il Cristo benedicente, il Cristo Pantocrator,
perché era raffigurato in tutte queste chiesi. Oggi non abbiamo più niente perché la struttura Barocca ha messo qui un incannucciato e quindi ha distrutto e coperto quello che poteva esserci prima.
Nel pavimento il fedele che entra legge un po' il male che viene vinto dalla verità, la verità che è proclamata ed è il fedele che è incitato a seguire e a perseguire proprio la vita cristiana in tutte le sue forme, in tutti i suoi aspetti.
E da ultimo cosa veramente importante nella controfacciata è il giudizio universale. Il giudizio universale che era raffigurato qui secondo lo schema in quell'epoca classico.
Ne abbiamo un esempio più completo al torcello di Venezia, perché ha gli stessi elementi di questo, cioè su in alto oltre l'attuale organo troviamo i sepultri aperti.
Venendo giù in basso al centro il Cristo giudicante con a fianco la Madonna a destra e San Giovanni Battista a sinistra e poi i dannati e i veati.
A destra dal Cristo i veati vediamo ancora molto bene gli apostoli che sono qui raffigurati e a sinistra invece i dannati.
L'organo che abbiamo qui in controfacciata, che è stato portato qui inconsapevolmente e ha coperto parte degli affreschi, però è un organo molto prezioso, è uno strumento prezioso, quindi oggi anche se non vediamo il Cristo giudicante
però possiamo sentire le armonie molto belle di questo strumento, è un organo Montessanti del 1813.
È il terzo organo che esiste in questa chiese, il primo era un antegnati ed era collocato nel transito di destra.
Sempre qui nel transito di destra l'organo antegnati era stato ingrandito con un altro dei fratelli donati di Desenzano.
Poi nel 1813 la fabriceria ha voluto rifare l'organo e fare un organo più importante.
Qui nel transito non potevo più stare perché l'ambiente era troppo stretto ed è per questo che è stato portato in controfacciata.
Allora notiamo che la facciata era tutta coperta da intonaco e dal colore della parete quindi non si vedevano gli affreschi.
Sì a tutto questo patrimonio ci sono anche altri aspetti che possono essere interessanti però non è il caso di aggiungerli qui perché non sono sempre visibili.
C'è il coro attuale che è un mobile del 600 ed è aggiunto, non è parte della chiesa perché il coro dei monaci era un coro a elementi battenti, uno di fronte all'altro nell'attuale presbiterio e quindi anche venendo verso la navata.
E poi i mobili della sagrestia che sono stati collocati qui dove non c'è la sagrestia perché queste chiese appartenenti ai monasteri non avevano la sagrestia.
È stata utilizzata la base del campanile. I tre mobili che sono dentro nell'attuale sagrestia sono due del 600 adentarsi molto preziosi e uno del 700 che ha copiato i due precedenti però si vedeva ilissimo che è posteriore.
Sono un complesso molto interessante e molto bello. Con questo mi pare che la chiesa sia sommariamente descritta e può essere davvero visitata e guardata con molta attenzione perché è un patrimonio veramente unico.
Presentando il volume che è appena stato fatto edito in questi giorni, l'autore che ha curato il volume ha iniziato dicendo questo concetto.
Ora e poi quando si parlerà di stili románico, Lombardo non si potrà dire soltanto di Sant'Ambrogio, di altre chiese molto conosciute in questa regione.
Si dovrà tener conto anche di acqua negra perché questa costituisce
costituisci una pietra miliare proprio dello stili románico.
costituisci una pietra miliare proprio dello stili románico.
